Il dolore
san vincenzo
Asilo pieno, un bonus per i bebè
Cecilia Cecchi
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Bambini in un asiloBonus per famiglie costrette a ricorrere a baby sitter per i bambini in lista d'attesa al nido (sono 17). Passo avanti sul fronte della qualità, con l'istituzione di un albo di educatori. «Sono opportunità in più sul fronte dei servizi per l'infanzia che intende offrire il Comune di San Vincenzo»
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SAN VINCENZO. Bonus per famiglie costrette a ricorrere a baby sitter per i bambini in lista d'attesa al nido (sono 17). Passo avanti sul fronte della qualità, con l'istituzione di un albo di educatori. «Sono opportunità in più sul fronte dei servizi per l'infanzia che intende offrire il Comune di San Vincenzo» spiega Fabio Camerini. Delibere in approvazione nel prossimo consiglio, martedì.
Una settantina i piccoli "ospitati" tra nido e micronido (in attività solo dallo scorso anno). Prosegue l'assessore alla pubblica istruzione: «Già la Regione assicura un contributo economico a queste famiglie, ma è parziale».
«Noi - sottolinea - aggiungeremo un importo per arrivare alla spesa massima, a quanto si spenderebbe per la frequenza di un bambino al nido». Insomma fino alla copertura di 270 euro al mese. Tra i requisiti di questa Mary Poppins domiciliare, che la sua presenza copra almeno cinque giorni alla settimana, per tre ore giornaliere. «Perché - spiega Camerini - è il servizio minimo di un piccino che va al nido o al micronido. Vorremmo equiparare lo stesso tipo di sostegno». Certo conta lo stipendio annuo dei cittadini che vogliono assicurarsi l'aiuto e che non deve superare i 24mila euro. In contemporanea si è pensato di organizzare l'albo degli educatori.
«Sarà all'ufficio scuola - prosegue Camerini - Qui è previsto anche un corso di formazione con attività teoriche e pratiche con esame finale per chi vuole iscriversi. Il contributo sarà legato anche alla scelta del personale proprio in questo elenco».
Una settantina i piccoli "ospitati" tra nido e micronido (in attività solo dallo scorso anno). Prosegue l'assessore alla pubblica istruzione: «Già la Regione assicura un contributo economico a queste famiglie, ma è parziale».
«Noi - sottolinea - aggiungeremo un importo per arrivare alla spesa massima, a quanto si spenderebbe per la frequenza di un bambino al nido». Insomma fino alla copertura di 270 euro al mese. Tra i requisiti di questa Mary Poppins domiciliare, che la sua presenza copra almeno cinque giorni alla settimana, per tre ore giornaliere. «Perché - spiega Camerini - è il servizio minimo di un piccino che va al nido o al micronido. Vorremmo equiparare lo stesso tipo di sostegno». Certo conta lo stipendio annuo dei cittadini che vogliono assicurarsi l'aiuto e che non deve superare i 24mila euro. In contemporanea si è pensato di organizzare l'albo degli educatori.
«Sarà all'ufficio scuola - prosegue Camerini - Qui è previsto anche un corso di formazione con attività teoriche e pratiche con esame finale per chi vuole iscriversi. Il contributo sarà legato anche alla scelta del personale proprio in questo elenco».
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