Il Tirreno

PIOMBINO

Imprese stritolate dalla crisi

Katia Ghilli

La crisi economica stritola le piccole e medie imprese. Secondo i dati del Centro studi della Camera di Commercio di Livorno, nel primo semestre di quest'anno in Val di Cornia le ditte dell'artigianato sono calate del 19% rispetto ad un anno fa

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PIOMBINO. La crisi economica stritola le piccole e medie imprese. Secondo i dati del Centro studi della Camera di Commercio di Livorno, nel primo semestre di quest'anno in Val di Cornia le ditte dell'artigianato sono calate del 19% rispetto ad un anno fa. Ciò porta a un ulteriore peggioramento del tasso di natalità che passa dal 5,4% del primo semestre 2008 al 4,3% dello stesso periodo del 2009.
Intorno al 4% rimane anche il tasso di mortalità delle imprese iscritte nel registro delle attività della Camera di Commercio. La necessità d'innovarsi, di essere concorrenziali su un mercato sempre più selettivo, la difficoltà di reperire credito bancario, sono tutti fattori che portano ad una selezione naturale delle imprese che animano il settore produttivo della Val di Cornia. Ed in fatto di artigianato la Val di Cornia può vantare una propria tradizione, tanto che sono soltanto le imprese più solide a non essere inghiottite dalla crisi economica.

Per quanto riguarda il numero delle imprese attive, da un anno a questa parte il trend è rimasto sostanzialmente inalterato, passando dalle 5mila 122 imprese totali del primo trimestre 2008 alle 5mila 142 dei primi mesi di quest'anno.
«Il settore più in difficoltà - spiegano dal Centro studi - è quello dei servizi, per quanto anche il manifatturiero mostri evidenti segnali di sofferenza. L'edilizia già da tempo ha esaurito la sua spinta positiva e a Livorno si assesta su valori che evidenziano al massimo una buona capacità di tenuta».

«Nel primo semestre di quest'anno - si legge nella ricerca - l'artigianato livornese realizza il miglior risultato di tutte le province toscane sul fronte della variazione di fatturato, riuscendo a limitare la perdita di fatturato rispetto allo stesso semestre 2008 al 10,1% contro una media regionale di che è del 20,1%». La nostra provincia realizza il miglior risultato regionale anche per quanto riguarda gli ordini (-45,5%), la produzione del manifatturiero (45,8%). Siamo, invece, al quinto posto per quanto riguarda gli occupati (-1,8%).
I ricercatori del Centro studi al momento non azzardano previsioni su una possibile ripresa complessiva di tutto il settore. A guardare i dati complessivi dell'economia locale, la crisi dovrebbe durare ancora diversi mesi: sarà già positivo alla fine del secondo semestre di quest'anno le ditte locali saranno riuscite a sopravvivere.
Katia Ghilli

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