Gioco
PIOMBINO
Vertenza tuta in MagonaAdesioni a quota settanta
V.P.
Vertenza tuta in Magona: sono una settantina le adesioni giunte finora alla sede Slai Cobas. Le hanno firmate lavoratori attivi e pensionati che chiedono il riconoscimento come orario di lavoro del tempo impiegato per il cambio indumenti a inizio e a fine turno
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PIOMBINO. Vertenza tuta in Magona: sono una settantina le adesioni giunte finora alla sede Slai Cobas. Le hanno firmate lavoratori attivi e pensionati che chiedono il riconoscimento come orario di lavoro del tempo impiegato per il cambio indumenti a inizio e a fine turno. Nel polo siderurgico piombinese l'azione collettiva imboccata dal sindacato di base è circoscritta a Magona perchè lì, a differenza di quanto accade in Lucchini e in Dalmine, il cartellino si timbra solo dopo aver raggiunto gli spogliatoi. La prima fase si concluderà il 15 settembre. Obiettivo numerico di Slai Cobas, per quella data, raggiungere cento adesioni e stilare il primo elenco di nomi da presentare subito dopo alla Direzione proviciale del lavoro.
Questa livornese sarà la sede in cui affrontare il tentativo di conciliazione fissato dalla legge.
Giancarlo Chiarei, referente Slai Cobas, mette già in conto un atteggiamento negativo dell'azienda. E dice: «Sia che la direzione diserti l'incontro, sia che non si trovi un accordo, andremo al passaggio successivo. Con il nostro avvocato, Giuliana Giulianetti, la vertenza approderà in tribunale».
Per i Cobas, in sostanza, quando il dipendente indossa gli abiti da lavoro, esegue una disposizione aziendale. Quindi, il tempo necessario a svolgere l'operazione preliminare, indispensabile per svolgere la propria mansione, rientra a buon diritto nell'orario da retribuire. Alcune cause hanno dato loro ragione. Come alla Standa o alla Mex Meyer. Altre volte il giudice ha bocciato la richiesta. Che di base va dai 5 ai 15 minuti per turno. Se il magistrato confermasse le tesi dei legali Cobas e quantificasse il diritto in 10 minuti, moltiplicandoli in maniera forfettaria per 260 giornate lavorate in un anno, si arriverebbe a 2.600. Poco più di 43 ore. Per un dipendente con un'anzianità ventennale, eccoci a 860 ore da recuperare. Con un importo orario di dieci euro si arriva a circa 8.600 euro lordi. Per gli anni successivi, la riscossione potrebbe essere sostituita da un aumento dei riposi. Anche i pensionati possono tentare. Basta che al momento della domanda non siano stati superati i cinque anni dall'uscita dalla fabbrica.
«Si dice che l'azienda abbia in progetto di intervenire sulla portineria operai e di installare lì la macchinetta per timbrare. Se così fosse - prosegue Chiarei - la nostra azione avrebbe avuto una funzione di accelerazione. In questo caso, la vertenza si farebbe comunque per i pensionati e per gli attivi fino alla data di entrata in vigore del nuovo sistema».
Questa livornese sarà la sede in cui affrontare il tentativo di conciliazione fissato dalla legge.
Giancarlo Chiarei, referente Slai Cobas, mette già in conto un atteggiamento negativo dell'azienda. E dice: «Sia che la direzione diserti l'incontro, sia che non si trovi un accordo, andremo al passaggio successivo. Con il nostro avvocato, Giuliana Giulianetti, la vertenza approderà in tribunale».
Per i Cobas, in sostanza, quando il dipendente indossa gli abiti da lavoro, esegue una disposizione aziendale. Quindi, il tempo necessario a svolgere l'operazione preliminare, indispensabile per svolgere la propria mansione, rientra a buon diritto nell'orario da retribuire. Alcune cause hanno dato loro ragione. Come alla Standa o alla Mex Meyer. Altre volte il giudice ha bocciato la richiesta. Che di base va dai 5 ai 15 minuti per turno. Se il magistrato confermasse le tesi dei legali Cobas e quantificasse il diritto in 10 minuti, moltiplicandoli in maniera forfettaria per 260 giornate lavorate in un anno, si arriverebbe a 2.600. Poco più di 43 ore. Per un dipendente con un'anzianità ventennale, eccoci a 860 ore da recuperare. Con un importo orario di dieci euro si arriva a circa 8.600 euro lordi. Per gli anni successivi, la riscossione potrebbe essere sostituita da un aumento dei riposi. Anche i pensionati possono tentare. Basta che al momento della domanda non siano stati superati i cinque anni dall'uscita dalla fabbrica.
«Si dice che l'azienda abbia in progetto di intervenire sulla portineria operai e di installare lì la macchinetta per timbrare. Se così fosse - prosegue Chiarei - la nostra azione avrebbe avuto una funzione di accelerazione. In questo caso, la vertenza si farebbe comunque per i pensionati e per gli attivi fino alla data di entrata in vigore del nuovo sistema».
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