Gioco
VENTURINA
Scarichi oltre i limitiItalian Food costretta a diminuire la produzione
Angela Feo
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Due interni della fabbrica di pomodoro di VenturinaSiederanno tutti intorno al tavolo del Prefetto, questa mattina. Italian Food, la Cia, Coldiretti, Arpat, Asa, Aato5, la Provincia, la Lucchini e il sindaco di Campiglia. L'obiettivo è quello di sbrogliare una situazione che dalla fine di luglio, ovvero da quando è cominciata la stagione della lavorazione dei pomodori, sta creando disservizi e proteste nella filiera
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VENTURINA. Siederanno tutti intorno al tavolo del Prefetto, questa mattina. Italian Food, la Cia, Coldiretti, Arpat, Asa, Aato5, la Provincia, la Lucchini e il sindaco di Campiglia. L'obiettivo è quello di sbrogliare una situazione che dalla fine di luglio, ovvero da quando è cominciata la stagione della lavorazione dei pomodori, sta creando disservizi e proteste nella filiera.
Dopo i problemi di mancanza di ossigeno nell'acqua del tratto del Vecchio Cornia che, proprio l'anno scorso, ha causato una consistente moria di pesci all'altezza di Terre Rosse e di Mentegemoni, la Provincia ha imposto al pomodorificio di Venturina di scaricare parte dell'acqua utilizzata nel processo di trattamento dei pomodori nel deupuratore di Campo alla Croce. Ma sono bastati pochi giorni per capire che la quantità di acqua di scarico da parte della fabbrica all'ingresso del depuratore superavano il tetto giornaliero prescritto di 110 metri cubi con un contenuto di Cod (richiesta chimica di ossigeno) di 1.000 ml. per per litro. Il rischio era quello di compromettere il funzionamento dello stesso impianto di depurazione. Per questo a quel punto ha dovuto lavorare a portata ridotta, mentre a Italian Food è stato ordinato di diminuire la quantità di acqua di scarico. Questo ha voluto dire rallentare i cicli di produzione, ed ecco le scorte di pomodori bloccate sui camion. Di lì a poco le proteste di coltivatori e produttori che non solo dalla provincia di Livorno, ma dalle campagne di Pisa, Siena, Arezzo, persino dall'Umbria e dalle Marche, si rivolgono alla fabbrica di Venturina. «Da una parte - spiega il sindaco di Campiglia Rossana Soffritti - si rischia che una gran quantità di prodotto resti inutilizzato compromettendo in questo modo la tenuta economica di molte imprese. Dall'altra però è necessario salvaguardare il territorio e rispettare i parametri che garantiscono un buon funzionamento del depuratore». La speranza dell'incontro è quello di trovare una soluzione che tenga conto di entrambe le esigenze. Un ruolo importante lo giocherà la Lucchini, che già utilizza parte dell'acqua in uscita del depuratore nei suoi cicli produttivi.
Dopo i problemi di mancanza di ossigeno nell'acqua del tratto del Vecchio Cornia che, proprio l'anno scorso, ha causato una consistente moria di pesci all'altezza di Terre Rosse e di Mentegemoni, la Provincia ha imposto al pomodorificio di Venturina di scaricare parte dell'acqua utilizzata nel processo di trattamento dei pomodori nel deupuratore di Campo alla Croce. Ma sono bastati pochi giorni per capire che la quantità di acqua di scarico da parte della fabbrica all'ingresso del depuratore superavano il tetto giornaliero prescritto di 110 metri cubi con un contenuto di Cod (richiesta chimica di ossigeno) di 1.000 ml. per per litro. Il rischio era quello di compromettere il funzionamento dello stesso impianto di depurazione. Per questo a quel punto ha dovuto lavorare a portata ridotta, mentre a Italian Food è stato ordinato di diminuire la quantità di acqua di scarico. Questo ha voluto dire rallentare i cicli di produzione, ed ecco le scorte di pomodori bloccate sui camion. Di lì a poco le proteste di coltivatori e produttori che non solo dalla provincia di Livorno, ma dalle campagne di Pisa, Siena, Arezzo, persino dall'Umbria e dalle Marche, si rivolgono alla fabbrica di Venturina. «Da una parte - spiega il sindaco di Campiglia Rossana Soffritti - si rischia che una gran quantità di prodotto resti inutilizzato compromettendo in questo modo la tenuta economica di molte imprese. Dall'altra però è necessario salvaguardare il territorio e rispettare i parametri che garantiscono un buon funzionamento del depuratore». La speranza dell'incontro è quello di trovare una soluzione che tenga conto di entrambe le esigenze. Un ruolo importante lo giocherà la Lucchini, che già utilizza parte dell'acqua in uscita del depuratore nei suoi cicli produttivi.
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