Sicurezza
LA CITTÀ SENZ’ACQUA
Potenziate le pompeL'Asa assicura: «Emergenza finita»
Giorgio Pasquinucci
L'acqua a disposizione c'è, anche più dell'anno scorso. Quello che non ha retto, provocando soprattutto martedì interruzioni dell'erogazione in gran parte della città e grossi disagi per i cittadini, è stato il sistema idrico, che non ha consentito di fronteggiare il picco della richiesta
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PIOMBINO. L'acqua a disposizione c'è, anche più dell'anno scorso. Quello che non ha retto, provocando soprattutto martedì interruzioni dell'erogazione in gran parte della città e grossi disagi per i cittadini, è stato il sistema idrico, che non ha consentito di fronteggiare il picco della richiesta.
Così spiega l'emergenza il direttore generale dell'Asa, Michele Caturegli (nella foto), che ieri ha seguito direttamente tutti gli interventi messi in campo dall'azienda per cercare di riportare la situazione alla normalità. «Siamo stati colti di sorpresa. La rete è tarata per fornire 130 litri di acqua al secondo, ma da sabato abbiamo cominciato a registrare abbassamenti dei livelli nei serbatoi».
Un'improvvisa impennata, secondo l'Asa da mettere in relazione ad un aumento delle presenze turistiche, che già da alcuni anni stanno facendo aumentare i consumi a Piombino. «Fino a quando i Comune gestiva direttamente l'acquedotto - spiega Caturegli - la produzione di acqua era di 50 litri al secondo, oggi e di 130. Una situazione particolare rispetto anche a Livorno, dove i consumi sono rimasti più o meno gli stessi, indubbiamente dovuta ad un certo successo del turismo».
Anche ieri la situazione è stata difficile. L'acqua non è mai tornata in alcune zone alte della città. Decine di cittadini infuriati hanno preso d'assalto il centralino del nostro giornale alla ricerca di una spiegazione o semplicemente per uno sfogo. Solo una volta, durante la gestione del Cigri, si è verificata una situazione del genere.
«Non potevamo prevederlo - sostiene il direttore dell'Asa - e, ovviamente, di fronte all'emergenza, ci siamo posti due problemi: come produrre più acqua e verificare se non ci fossero grosse perdite che non riuscivamo a vedere». L'Asa ha dunque spostato su Piombino tutte le attrezzature a sua disposizione per il controllo delle perdite. «Ci sono stati alcuni interventi di riparazione - sostiene sempre Caturegli - è in questo modo siamo riusciti a recuperare circa 5 litri al secondo di acqua da fornire alla rete. Questo non poteva bastare. Per questo abbiamo messo in campo da martedì una task force. Una decina di persone è intervenuta per potenziare le pompe dei pozzi e almeno altri cinque tecnici hanno lavorato alle centrali di sollevamento. Abbiamo anche messo in funzione un pozzo che era stato fermato per lavori. Altri operai della "Cornia manutenzioni" hanno lavorato per gli scavi necessari alle riparazioni».
«Tutto questo ci ha consentito nella serata di ieri di passare dai 130 litri di acqua al secondo a 170. Ovviamente - spiega ancora il direttore dell'Asa - stiamo stressando gli impianti, ma non c'era altro da fare per recuperare il gap: dovevamo assolutamente ripristinare i livelli dei serbatoi per recuperare la pressione sulle tubazioni immettendo più acqua di quella che si sta consumando».
Per far arrivare l'acqua anche nella parte più alta della città, l'Asa ha anche ridotto la pressione nelle tubazioni più in basso. «L'emergenza già oggi dovrebbe finire - assicura Caturegli - anche se per almeno due settimane è necessario che si riducano i consumi a quelli strettamente necessari, evitano di annaffiare giardini o lavare auto. Chi lo fa, deve essere consapevole dei disagi che può provocare ad altri».
Così spiega l'emergenza il direttore generale dell'Asa, Michele Caturegli (nella foto), che ieri ha seguito direttamente tutti gli interventi messi in campo dall'azienda per cercare di riportare la situazione alla normalità. «Siamo stati colti di sorpresa. La rete è tarata per fornire 130 litri di acqua al secondo, ma da sabato abbiamo cominciato a registrare abbassamenti dei livelli nei serbatoi».
Un'improvvisa impennata, secondo l'Asa da mettere in relazione ad un aumento delle presenze turistiche, che già da alcuni anni stanno facendo aumentare i consumi a Piombino. «Fino a quando i Comune gestiva direttamente l'acquedotto - spiega Caturegli - la produzione di acqua era di 50 litri al secondo, oggi e di 130. Una situazione particolare rispetto anche a Livorno, dove i consumi sono rimasti più o meno gli stessi, indubbiamente dovuta ad un certo successo del turismo».
Anche ieri la situazione è stata difficile. L'acqua non è mai tornata in alcune zone alte della città. Decine di cittadini infuriati hanno preso d'assalto il centralino del nostro giornale alla ricerca di una spiegazione o semplicemente per uno sfogo. Solo una volta, durante la gestione del Cigri, si è verificata una situazione del genere.
«Non potevamo prevederlo - sostiene il direttore dell'Asa - e, ovviamente, di fronte all'emergenza, ci siamo posti due problemi: come produrre più acqua e verificare se non ci fossero grosse perdite che non riuscivamo a vedere». L'Asa ha dunque spostato su Piombino tutte le attrezzature a sua disposizione per il controllo delle perdite. «Ci sono stati alcuni interventi di riparazione - sostiene sempre Caturegli - è in questo modo siamo riusciti a recuperare circa 5 litri al secondo di acqua da fornire alla rete. Questo non poteva bastare. Per questo abbiamo messo in campo da martedì una task force. Una decina di persone è intervenuta per potenziare le pompe dei pozzi e almeno altri cinque tecnici hanno lavorato alle centrali di sollevamento. Abbiamo anche messo in funzione un pozzo che era stato fermato per lavori. Altri operai della "Cornia manutenzioni" hanno lavorato per gli scavi necessari alle riparazioni».
«Tutto questo ci ha consentito nella serata di ieri di passare dai 130 litri di acqua al secondo a 170. Ovviamente - spiega ancora il direttore dell'Asa - stiamo stressando gli impianti, ma non c'era altro da fare per recuperare il gap: dovevamo assolutamente ripristinare i livelli dei serbatoi per recuperare la pressione sulle tubazioni immettendo più acqua di quella che si sta consumando».
Per far arrivare l'acqua anche nella parte più alta della città, l'Asa ha anche ridotto la pressione nelle tubazioni più in basso. «L'emergenza già oggi dovrebbe finire - assicura Caturegli - anche se per almeno due settimane è necessario che si riducano i consumi a quelli strettamente necessari, evitano di annaffiare giardini o lavare auto. Chi lo fa, deve essere consapevole dei disagi che può provocare ad altri».
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