Il dolore
TRAFFICO
Le strade trasformate in parcheggi
E' bastato un banale incidente. Una moto che azzarda un sorpasso contro un'auto che esce da una strada laterale e non la vede. E il traffico si blocca, per oltre un'ora. L'ambulanza fatica a raggiungere il ferito zigzagando tra le auto incolonnate
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CAMPO NELL'ELBA. E' bastato un banale incidente. Una moto che azzarda un sorpasso contro un'auto che esce da una strada laterale e non la vede. E il traffico si blocca, per oltre un'ora. L'ambulanza fatica a raggiungere il ferito zigzagando tra le auto incolonnate. La polizia municipale non riesce ad arrivare in tempi rapidi e la fila si allunga sotto il sole rovente di un pomeriggio d'agosto. Tra gli automobilisti bloccati anche una donna diabetica che ha bisogno di assumere insulina e che solo con l'aiuto della polizia municipale è riuscita a raggiungere la propria abitazione.
E' martedì, mancano pochi giorni al Ferragosto, e sulla provinciale che collega Marina di Campo a Cavoli, Seccheto e Fetovaia c'è la consueta ressa di auto parcheggiate in divieto di sosta sul ciglio della strada: a destra e a sinistra. Un esercito di vacanzieri ammaliati dagli scogli lisci e dall'acqua cristallina di questo tratto di costa. La carreggiata trasformata in un parcheggio lascia poco spazio alle auto in transito. Ancora meno ai bus di linea. E incidenti a parte, viaggiare su queste strade nelle ore di punta diventa un'impresa. Per giunta pericolosa.
Il motociclista investito martedì ne è la dimostrazione. La carreggiata, in questo periodo, è un pullulare di attività. Non solo le auto e le motociclette che sfrecciano a destra e a sinistra per evitare le code, ma anche tanti pedoni. E di marciapiedi neanche l'ombra. A segnalare il caso è una signora di Campo, Franca Scarpellini. Una delle tante che si è trovata imbottigliata nel bel mezzo del traffico di martedì.
Proprio lei, appena 24 ore prima dell'incidente, aveva lasciato un messaggio sul portale web del Tirreno. «Rischio la vita tutti i giorni - aveva scritto - per andare e tornare da casa al lavoro nel percorso che da Marina di Campo va a Seccheto a causa delle macchine parcheggiate ai lati della strada, in curva. Tutte in divieto di sosta».
I cartelli di divieto sono ben evidenti. Ma chi lascia l'auto sulla strada per qualche ora di mare non se ne cura. Anche perché difficilmente i vigili in servizio a Campo riescono a tenere sotto stretto controllo tutto il territorio: sono troppo pochi e l'area da vigilare troppo grande. «Quando passa il pullman - continua Franca Scarpellini - restiamo bloccati, non si va né avanti né indietro».
Provare per credere, come abbiamo fatto noi ieri mattina. Tra mezzogiorno e l'una il traffico è filato liscio: nessun ingorgo, nessun incidente. Ma le difficoltà alla guida non sono state poche. In certi punti della strada, a Cavoli come anche a Seccheto, occorre transitare in mezzo alla carreggiata, a cavallo della striscia continua. Non che manchino parcheggi "regolari" lungo la strada: i posti auto ci sono ma, per la quantità di turisti in vacanza da queste parti - una vera benedizione in questi tempi di crisi - non bastano. Dunque il parcheggio selvaggio diventa la regola. E se viaggiando su quattro ruote ti capita di incrociare dall'altra parte un'auto o peggio un bus di linea bisogna solo sperare, centimetro per centimetro, di salvare la fiancata della macchina. L'impresa si complica se di fianco alla lunga fila di macchine in sosta viaggiano turisti a piedi, con ombrelloni, sdraio e teli da mare sotto il braccio. «Sono strade pericolose - conclude Franca Scarpellini - l'incidente di martedì è uno dei tanti che si verificano. Quando si decideranno ad intervenire le forze dell'ordine?».
E' martedì, mancano pochi giorni al Ferragosto, e sulla provinciale che collega Marina di Campo a Cavoli, Seccheto e Fetovaia c'è la consueta ressa di auto parcheggiate in divieto di sosta sul ciglio della strada: a destra e a sinistra. Un esercito di vacanzieri ammaliati dagli scogli lisci e dall'acqua cristallina di questo tratto di costa. La carreggiata trasformata in un parcheggio lascia poco spazio alle auto in transito. Ancora meno ai bus di linea. E incidenti a parte, viaggiare su queste strade nelle ore di punta diventa un'impresa. Per giunta pericolosa.
Il motociclista investito martedì ne è la dimostrazione. La carreggiata, in questo periodo, è un pullulare di attività. Non solo le auto e le motociclette che sfrecciano a destra e a sinistra per evitare le code, ma anche tanti pedoni. E di marciapiedi neanche l'ombra. A segnalare il caso è una signora di Campo, Franca Scarpellini. Una delle tante che si è trovata imbottigliata nel bel mezzo del traffico di martedì.
Proprio lei, appena 24 ore prima dell'incidente, aveva lasciato un messaggio sul portale web del Tirreno. «Rischio la vita tutti i giorni - aveva scritto - per andare e tornare da casa al lavoro nel percorso che da Marina di Campo va a Seccheto a causa delle macchine parcheggiate ai lati della strada, in curva. Tutte in divieto di sosta».
I cartelli di divieto sono ben evidenti. Ma chi lascia l'auto sulla strada per qualche ora di mare non se ne cura. Anche perché difficilmente i vigili in servizio a Campo riescono a tenere sotto stretto controllo tutto il territorio: sono troppo pochi e l'area da vigilare troppo grande. «Quando passa il pullman - continua Franca Scarpellini - restiamo bloccati, non si va né avanti né indietro».
Provare per credere, come abbiamo fatto noi ieri mattina. Tra mezzogiorno e l'una il traffico è filato liscio: nessun ingorgo, nessun incidente. Ma le difficoltà alla guida non sono state poche. In certi punti della strada, a Cavoli come anche a Seccheto, occorre transitare in mezzo alla carreggiata, a cavallo della striscia continua. Non che manchino parcheggi "regolari" lungo la strada: i posti auto ci sono ma, per la quantità di turisti in vacanza da queste parti - una vera benedizione in questi tempi di crisi - non bastano. Dunque il parcheggio selvaggio diventa la regola. E se viaggiando su quattro ruote ti capita di incrociare dall'altra parte un'auto o peggio un bus di linea bisogna solo sperare, centimetro per centimetro, di salvare la fiancata della macchina. L'impresa si complica se di fianco alla lunga fila di macchine in sosta viaggiano turisti a piedi, con ombrelloni, sdraio e teli da mare sotto il braccio. «Sono strade pericolose - conclude Franca Scarpellini - l'incidente di martedì è uno dei tanti che si verificano. Quando si decideranno ad intervenire le forze dell'ordine?».
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