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Iva non dovuta sulle bollette dei rifiutiLa Corte costituzionale: rimborsi ai cittadini

Un netturbino di Esa impegnato nella raccolta porta a porta
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Un netturbino di Esa impegnato nella raccolta porta a porta

La sentenza della Corte Costituzionale sulla tariffa di igiene ambientale potrebbe far felici i cittadini e costare cara al Comune di Portoferraio. Secondo la Corte, l'Iva pagata dai contribuenti in bolletta è illegittima e va restituita

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PORTOFERRAIO. La sentenza della Corte Costituzionale sulla tariffa di igiene ambientale potrebbe far felici i cittadini e costare cara al Comune di Portoferraio. Secondo la Corte, l'Iva pagata dai contribuenti in bolletta è illegittima e va restituita.
Nel 2008 una famiglia di 2 persone con un appartamento di 90 metri quadri a Portoferraio ha pagato 289 euro di Tia, 25 dei quali per l'Iva che, moltiplicati per 5 anni (la Tia è attiva dal 2005) fanno 125 euro di rimborso.
Sul versante comunale, solo nel 2008 sono stati incassati 4milioni e 300mila euro dalla tariffa sui rifiuti, di cui 380mila di Iva, la somma da restituire potrebbe dunque salire vertiginosamente, superando il milione e mezzo di euro, per effetto dei 5 anni dall' entrata in vigore la Tia al posto della Tarsu.

Si tratta per il momento solo di ipotesi. Ad oggi la sentenza della Corte di Cassazione non si traduce nell'obbligo, per i Comuni che applicano la Tia, di restituzione dell'Iva. «Dovrà essere un successivo provvedimento di legge - spiega Giovanni Frangioni, presidente di Esa, la società che riscuote le bollette sui rifiuti - a stabilire se i risarcimenti sono dovuti oppure no».
Resta il fatto che il provvedimento ha destato preoccupazione nell'ente, visto che andrebbe ad incidere pesantemente sui bilanci comunali. Ovviamente a beneficio degli utenti.

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di Redazione web