Il Tirreno

PORTOFERRAIO

Preso l'evaso di Porto Azzurro

Michele Daddiego
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Michele Daddiego

Lo hanno fermato alla stazione di Torino Porta Nuova. Ha tentato la fuga, coperto dalle due figlie. E ha reagito ai carabinieri puntando contro di loro una calibro 22 che portava con sè

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PORTOFERRAIO. Lo hanno fermato alla stazione di Torino Porta Nuova. Ha tentato la fuga, coperto dalle due figlie. E ha reagito ai carabinieri puntando contro di loro una calibro 22 che portava con sè. La fuga di Michele Daddiego è finita ieri pomeriggio, sei giorni dopo l'evasione dal carcere di Porto Azzurro, grazie alle indagini condotte dai carabinieri di Portoferraio.

Sessantasette anni, barese, in carcere da 15 anni per l'omicidio della moglie (ne doveva scontare altri 7) martedì scorso non era rientrato a Porto Azzurro dopo un permesso. Le indagini, condotte dai carabinieri di Portoferraio e coordinate dai sostituti procuratori Antonio Giaconi, Luca Masini e Fiorenza Marrara, si sono subito orientate verso il nord d'Italia, nella zona dell'astigiano dove erano da tempo residenti alcuni famigliari di Daddiego. Con il supporto dei carabinieri di Villanova d'Asti, di Torino e Chieri gli uomini dell'Arma hanno seguito le mosse delle due figlie dell'evaso. Proprio loro, infatti, avrebbe dovuto incontrare ieri pomeriggio quando, insieme ad un'altra persona, è stato riconosciuto. E proprio le due figlie, per proteggere il padre, si sono messe davanti ai militari, favorendo la fuga di Daddiego che nel frattempo aveva estratto dallo zaino una pistola calibro 22 carica. Ma è stato bloccato dai carabinieri e arrestato.

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