La manifestazione
Catrame, sventato pericolo a Campo
Valentina Landucci
Ventiquattro ore di paura. La paura di vedere alcune delle più belle spiagge dell'isola coperte da una spessa patina oleosa di catrame. E così decine di persone, bagnini, bagnanti, volontari della protezione civile, sono scese in acqua per aiutare la Capitaneria di Porto a salvare Cavoli, Seccheto e Fetovaia
3 MINUTI DI LETTURA
CAMPO NELL'ELBA. Ventiquattro ore di paura. La paura di vedere alcune delle più belle spiagge dell'isola coperte da una spessa patina oleosa di catrame. E così decine di persone, bagnini, bagnanti, volontari della protezione civile, sono scese in acqua per aiutare la Capitaneria di Porto a salvare Cavoli, Seccheto e Fetovaia.
Lo sversamento di catrame che domenica pomeriggio ha messo a repentaglio le coste a sud ovest dell'isola non è più un pericolo. Lo conferma il comandante della Capitaneria, Nerio Busdraghi, e con lui il ministro dell'ambiente, Stefania Prestigiacomo, che proprio all'azione tempestiva ed efficace della Guardia Costiera rivolge il proprio plauso.
Le operazioni di bonifica delle acque proseguiranno anche oggi, grazie a due mezzi antinqinamento che il ministero farà arrivare appositamente per questo scopo. «C'è ancora una macchia oleosa - spiega Busdraghi - che si sta lentamente spostando nel tratto di mare tra Pianosa e Montecristo». I resti dello sversamento non dovrebbero creare problemi alle coste delle due isole. «Il fenomeno - continua il comandante della Capitaneria - è comunque sotto stretta osservazione da parte di una nostra motovedetta». Ieri mattina le chiazze sono state monitorate anche da un mezzo aereo della Capitaneria che ne ha individuato la posizione rendendo possibile alle motovedette di seguirne gli spostamenti.
Al momento, comunque, il pericolo è scampato. Soprattutto grazie a un'intuizione di alcuni mesi fa della Capitaneria. Da quest'anno, infatti, l'isola è priva del servizio di antinquinamento: le navi della società Castalia, per intenderci, che fino a dicembre del 2008 presidiavano l'Arcipelago con uomini e mezzi pronti ad intervenire nelle situazioni di emergenza. Come quella di domenica. Nell'incertezza di veder ripristinato il servizio la Capitaneria, a gennaio, ha messo "in rete" tutti i soggetti - pubblici e privati - in possesso di attrezzature antinquinamento sull'isola. Risorse scarse. Ma, alla prova dei fatti, indispensabili. Proprio grazie a questa "mappatura" domenica pomeriggio, nel giro di pochi minuti, è stato possibile reperire panne assorbenti e galleggianti: in tutto 400 metri quadrati di materiale trasportato dalla Capitaneria, con l'ausilio degli ormeggiatori, e sistemato in mare dai mezzi della Guardia Costiera con l'aiuto della protezione civile e di decine di bagnini, titolari di stabilimenti balneari e comuni cittadini. Ieri mattina, alle 8, le spiagge di Cavoli, Seccheto e Fetovaia erano pulite: il catrame solo un ricordo. Con un'eccezione, quella del lungomare di Pomonte dove la sostanza appiccicosa ha aderito ai sassi e agli scogli per un breve tratto di costa. La Capitaneria ha aperto un'inchiesta sull'accaduto. Grazie al radar di Pianosa ha individuato le navi in transito nella zona negli ultimi giorni. Nessuna di queste sembra la causa dello sversamento che potrebbe essere derivato da un errore di manovra a bordo di una petroliera al di fuori del raggio di portata del radar.
Resta da capire se e quando l'Arcipelago potrà contare sulla stabile presenza di mezzi antinquinamento. L'accordo con Castalia, in fase di rinnovo, è fermo alla Corte dei Conti. Nel frattempo potrebbero arrivare un paio di chilometri di panne assorbenti da utilizzare in casi di emergenza.
Lo sversamento di catrame che domenica pomeriggio ha messo a repentaglio le coste a sud ovest dell'isola non è più un pericolo. Lo conferma il comandante della Capitaneria, Nerio Busdraghi, e con lui il ministro dell'ambiente, Stefania Prestigiacomo, che proprio all'azione tempestiva ed efficace della Guardia Costiera rivolge il proprio plauso.
Le operazioni di bonifica delle acque proseguiranno anche oggi, grazie a due mezzi antinqinamento che il ministero farà arrivare appositamente per questo scopo. «C'è ancora una macchia oleosa - spiega Busdraghi - che si sta lentamente spostando nel tratto di mare tra Pianosa e Montecristo». I resti dello sversamento non dovrebbero creare problemi alle coste delle due isole. «Il fenomeno - continua il comandante della Capitaneria - è comunque sotto stretta osservazione da parte di una nostra motovedetta». Ieri mattina le chiazze sono state monitorate anche da un mezzo aereo della Capitaneria che ne ha individuato la posizione rendendo possibile alle motovedette di seguirne gli spostamenti.
Al momento, comunque, il pericolo è scampato. Soprattutto grazie a un'intuizione di alcuni mesi fa della Capitaneria. Da quest'anno, infatti, l'isola è priva del servizio di antinquinamento: le navi della società Castalia, per intenderci, che fino a dicembre del 2008 presidiavano l'Arcipelago con uomini e mezzi pronti ad intervenire nelle situazioni di emergenza. Come quella di domenica. Nell'incertezza di veder ripristinato il servizio la Capitaneria, a gennaio, ha messo "in rete" tutti i soggetti - pubblici e privati - in possesso di attrezzature antinquinamento sull'isola. Risorse scarse. Ma, alla prova dei fatti, indispensabili. Proprio grazie a questa "mappatura" domenica pomeriggio, nel giro di pochi minuti, è stato possibile reperire panne assorbenti e galleggianti: in tutto 400 metri quadrati di materiale trasportato dalla Capitaneria, con l'ausilio degli ormeggiatori, e sistemato in mare dai mezzi della Guardia Costiera con l'aiuto della protezione civile e di decine di bagnini, titolari di stabilimenti balneari e comuni cittadini. Ieri mattina, alle 8, le spiagge di Cavoli, Seccheto e Fetovaia erano pulite: il catrame solo un ricordo. Con un'eccezione, quella del lungomare di Pomonte dove la sostanza appiccicosa ha aderito ai sassi e agli scogli per un breve tratto di costa. La Capitaneria ha aperto un'inchiesta sull'accaduto. Grazie al radar di Pianosa ha individuato le navi in transito nella zona negli ultimi giorni. Nessuna di queste sembra la causa dello sversamento che potrebbe essere derivato da un errore di manovra a bordo di una petroliera al di fuori del raggio di portata del radar.
Resta da capire se e quando l'Arcipelago potrà contare sulla stabile presenza di mezzi antinquinamento. L'accordo con Castalia, in fase di rinnovo, è fermo alla Corte dei Conti. Nel frattempo potrebbero arrivare un paio di chilometri di panne assorbenti da utilizzare in casi di emergenza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
