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ISOLA D'ELBA
Portoferraio, blitz di Legambiente contro il progetto del nuovo porto
Nuovo blitz di Legambiente all'isola d'Elba. Questa volta 14 attivisti della Goletta verde con le loro maglie hanno creato un grande striscione con la scritta 'No water front', per protestare contro il nuovo progetto di riqualificazione del porto. Secondo gli ambientalisti l'area sarebbe a rischio cementificazion
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Un 'blitz' nella rada di Portoferraio (Livorno), per dire no al nuovo porto elbano. E' quello messo in atto stamani all'Isola d'Elba da 14 attivisti della Goletta verde di Legambiente che con le loro maglie hanno creato un grande striscione con la scritta 'No water front', per protestare contro il nuovo progetto di riqualificazione del porto. E intanto a Seccheto i turisti aiutano a ripulire il mare dal catrame (Guarda)
L'iniziativa di protesta al porto è stata organizzata a due giorni dal via libera che il Comune di Portoferraio ha dato al piano di riqualificazione dell'area, conosciuto con il nome di 'Water-front'. Secondo l'associazione ambientalista il piano prevede "uno stravolgimento radicale di tutta la rada di Portoferraio e la cementificazione massiccia della costa".
Il progetto metterebbe inoltre a rischio "le Saline di San Giovanni e quel che rimane delle aree naturali nei dintorni". Per Umberto Mazzantini, portavoce Legambiente Arcipelago Toscano "il Water Front è una radicale riscrittura col cemento del golfo di Portoferraio. Il progetto approvato, con il consenso bipartisan di centrosinistra e centrodestra, dimostra che quando si parla del 'mattone', le forze politiche elbane si ritrovano sempre d'accordo".
Da qui la richiesta di Legambiente al Comune di Portoferraio, alla Regione Toscana e alla Provincia di Livorno per un "confronto che fino ad ora è mancato sul Water Front".
L'iniziativa di protesta al porto è stata organizzata a due giorni dal via libera che il Comune di Portoferraio ha dato al piano di riqualificazione dell'area, conosciuto con il nome di 'Water-front'. Secondo l'associazione ambientalista il piano prevede "uno stravolgimento radicale di tutta la rada di Portoferraio e la cementificazione massiccia della costa".
Il progetto metterebbe inoltre a rischio "le Saline di San Giovanni e quel che rimane delle aree naturali nei dintorni". Per Umberto Mazzantini, portavoce Legambiente Arcipelago Toscano "il Water Front è una radicale riscrittura col cemento del golfo di Portoferraio. Il progetto approvato, con il consenso bipartisan di centrosinistra e centrodestra, dimostra che quando si parla del 'mattone', le forze politiche elbane si ritrovano sempre d'accordo".
Da qui la richiesta di Legambiente al Comune di Portoferraio, alla Regione Toscana e alla Provincia di Livorno per un "confronto che fino ad ora è mancato sul Water Front".
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