Gioco
RIO MARINA. Sabato l’inaugurazione dello storico monumento
Riapre la torre Appianidopo i lavori di restauro
Luigi Cignoni
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Il sindaco Francesco BosiLa Torre degli Appiani torna al suo antico splendore. L'emblema del Comune sarà ufficialmente inaugurato sabato 8 agosto, dopo le 18. Si apriranno le porte di accesso alla fortificazione cinquecentesca per accogliere (dopo anni di chiusura e di restauri che hanno impegnato circa 750 mila euro) di nuovo il pubblico
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RIO MARINA. La Torre degli Appiani torna al suo antico splendore. L'emblema del Comune sarà ufficialmente inaugurato sabato 8 agosto, dopo le 18. Si apriranno le porte di accesso alla fortificazione cinquecentesca per accogliere (dopo anni di chiusura e di restauri che hanno impegnato circa 750 mila euro) di nuovo il pubblico. La Torre tornerà cioè a essere fruibile.
«Abbiamo diversi progetti di riutilizzo del monumento - spiega il sindaco di Rio Marina, Francesco Bosi - tutti sono al vaglio della giunta. Adesso vedremo quale sarà il più realizzabile». La Torre torna, dunque, a pieno diritto a essere considerata il simbolo di Rio Marina. E proprio nel corso della cerimonia sarà presentato anche un volume, curato sempre dall'amministrazione comunale, dal titolo "La Torre Appiani di Rio Marina, la storia, il rilievo e il restauro" (casa editrice BetaGamma di Viterbo). «Qui - dice l'architetto Maria Giuseppina Gimma, curatrice del rilievo della torre e direttrice dei lavori di restauro - si può seguire passo passo il nostro intervento di recupero del monumento». E non finisce mai di stupire la Torre, con i suoi segreti tenuti per secoli nascosti. A poco a poco si rileva, regalando perle del suo prezioso scrigno. «Prima di tutto è nata - dice la stessa Maria Giuseppina Gimma - come torre di difesa, per volontà di Cosimo I de' Medici. Il signore di Firenze e di Cosmopoli per argire le continue scorrerie che venivano perpetrate nel medio Tirreno dai legni pirateschi. È infatti risaputa la circostanza che vedeva donne e bambini catturati all'Elba e poi venduti come schiavi a Algeri». Un forte dove gli abitanti avrebbero trovato riparo alle escursioni piratesche. «Sotto questa luce - dice ancora la direttrice - si capisce il perché dell'esistenza del piccolo ponte che metteva in comunicazione la Torre con il paese. Una volta che gli abitanti si chiudevano all'interno era davvero problematico riuscire a penetrare nel suo interno». E a livello della strada è stato rinvenuto un locale adibito a cisterna per contenere acqua. I lavori hanno permesso di recuperare altri locali al secondo piano, permettendo di raggiungere la torretta dell'orologio.
«Abbiamo diversi progetti di riutilizzo del monumento - spiega il sindaco di Rio Marina, Francesco Bosi - tutti sono al vaglio della giunta. Adesso vedremo quale sarà il più realizzabile». La Torre torna, dunque, a pieno diritto a essere considerata il simbolo di Rio Marina. E proprio nel corso della cerimonia sarà presentato anche un volume, curato sempre dall'amministrazione comunale, dal titolo "La Torre Appiani di Rio Marina, la storia, il rilievo e il restauro" (casa editrice BetaGamma di Viterbo). «Qui - dice l'architetto Maria Giuseppina Gimma, curatrice del rilievo della torre e direttrice dei lavori di restauro - si può seguire passo passo il nostro intervento di recupero del monumento». E non finisce mai di stupire la Torre, con i suoi segreti tenuti per secoli nascosti. A poco a poco si rileva, regalando perle del suo prezioso scrigno. «Prima di tutto è nata - dice la stessa Maria Giuseppina Gimma - come torre di difesa, per volontà di Cosimo I de' Medici. Il signore di Firenze e di Cosmopoli per argire le continue scorrerie che venivano perpetrate nel medio Tirreno dai legni pirateschi. È infatti risaputa la circostanza che vedeva donne e bambini catturati all'Elba e poi venduti come schiavi a Algeri». Un forte dove gli abitanti avrebbero trovato riparo alle escursioni piratesche. «Sotto questa luce - dice ancora la direttrice - si capisce il perché dell'esistenza del piccolo ponte che metteva in comunicazione la Torre con il paese. Una volta che gli abitanti si chiudevano all'interno era davvero problematico riuscire a penetrare nel suo interno». E a livello della strada è stato rinvenuto un locale adibito a cisterna per contenere acqua. I lavori hanno permesso di recuperare altri locali al secondo piano, permettendo di raggiungere la torretta dell'orologio.
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