Il Tirreno

MALTEMPO

Nubifragio manda la città in tilt

Angela Feo
Nubifragio manda la città in tilt

Un muro d'acqua sulla città. Compatto e opaco. Il mare che scompare alla vista mentre le sirene delle navi suonano a ripetizione per segnalare la loro presenza. Il nubifragio che ieri mattina ha sferzato Piombino e la costa è durato circa un'ora, dalle 9,20 alle 10,20

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PIOMBINO. Un muro d'acqua sulla città. Compatto e opaco. Il mare che scompare alla vista mentre le sirene delle navi suonano a ripetizione per segnalare la loro presenza. Il nubifragio che ieri mattina ha sferzato Piombino e la costa è durato circa un'ora, dalle 9,20 alle 10,20. E già a metà giornata è cominciata la conta dei danni.

Salivoli. Una cascata di terra, acqua e liquame dalla strada si riversa sulla spiaggia, portandosi via il tratto di arenile a fianco del porticciolo e lasciando dietro di sé canaloni sassosi. Circa una ventina d'ombrelloni fuori uso, mentre sulla battigia sono ammassati cumuli di alghe. Un odore di fogna si diffonde dal parcheggio dietro la strada fino al mare.

La città. Tombini saltati nelle zone di Marina, a S.Rocco e a Montemazzano, acqua alta nelle strade, interrati allagati, niente corrente elettrica, semafori in tilt, code interminabili a partire dall'uscita della provinciale fino all'entrata in città. I vigili urbani, anche loro con gli uffici allagati, hanno passato la giornata nelle strade per cercare di mettere ordine tra le auto imbottigliate nell'acqua alta. Idem per i vigili dei fuoco. Tutta la squadra è stata impegnata dalle 9,40 fino a mezzogiorno per pompare via circa 12 metri cubi d'acqua dai sotterranei della banca del Credito Emiliano, in via della Repubblica. Intanto i negozi e i fondi di via Dalmazia, via Petrarca, via Pascoli e via Grosseto sembravano galleggiare. La situazione è stata particolarmente critica in via Da Vinci. «Ci siamo dovuti chiudere dentro il negozio con la saracinesca abbassata per impedire all'acqua di entrare», raccontano al negozio Mami. Anche Renzo Mazzacapo, proprietario dell'omonima Galleria d'arte poco più in là, si sfoga: «Almeno tre mesi fa abbiamo scritto una lettera al sindaco per spiegargli che ogni volta che piove siamo alle prese con allagamenti. La strada è in pendenza e le caditoie perennemente intasate. La strada è stata riasfaltata, ma i nostri problemi sono sempre lì».

Rivellino. Momenti di spavento in piazza Verdi quando, durante il temporale, un fulmine ha colpito il tetto della garitta del Rivellino. Alcune tegole sono cadute in terra. Fortunatamente nessuno si è fatto male. «E' ancora presto per quantificare in termini economici questi danni - spiega il vicesindaco Lido Francini - La priorità è stata quella di mettere in campo le risorse per limitare i disagi». A mezzogiorno, quando è stato chiaro che le nuvole plumbee stavano lasciando la città, si è attivata la macchina degli interventi: turni straordinari per pulire le caditoie dalle foglie e dai rami e per ripristinare i tombini. Per tutto il pomeriggio i vigili del fuoco sono tornati in azione per svuotare gli interrati della sede dell'Usl in via Fucini e quelli dei palazzi di piazza Costituzione.

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