Il Tirreno

Un nuovo accordocon i soldi che ci sono e progetti fattibili

Nicola Stefanini
Il porto di Piombino e sopra Gianni Anselmi
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Il porto di Piombino e sopra Gianni Anselmi

L'accordo di programma del dicembre 2007, quello per intendersi sui cosiddetti fanghi di Bagnoli, di fatto è svuotato di valore e va ripensato in modo radicale

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PIOMBINO. L'accordo di programma del dicembre 2007, quello per intendersi sui cosiddetti fanghi di Bagnoli, di fatto è svuotato di valore e va ripensato in modo radicale. Principalmente perché non ci sono più i soldi all'epoca stimati necessari per attivare il complesso programma di interventi che dovevano interessare Bagnoli su un versante e Piombino sull'altro. Il dragaggio di fondi stimato nell'ordine dei 60 milioni, attuato dal ministro Tremonti per far fronte alla crisi, non consente più di operare sulla scala di valori prevista nel piano.
Così, la colmata di Bagnoli che doveva essere rimossa e trasferita a Piombino per il riempimento delle vasche di espansione del porto, resterà al suo posto dove sarà consolidata e riutilizzata. Sul fronte piombinese, invece, andrà avanti il vasto piano di sviluppo portuale, di bonifiche ambientali e di creazione di infrastrutture (strada 398, aree Fintecna) ma si procederà per stralci progettuali. Insomma, si farà quello che è possibile a fronte di certezze sulle risorse disponibili. È questa nuova visione dell'accordo che il sindaco Gianni Anselmi è andato a discutere ieri in una serie di incontri ai ministeri delle infrastrutture e dello sviluppo.
La filosofia che sottende le richieste piombinesi appare improntata al realismo: se non ci sono i soldi per fare tutto, facciamo almeno quello che si può con i soldi disponibili. E cioé, come riassume il sindaco, un pezzo di ampliamento del porto, la messa in sicurezza con palancolature almeno della zona della Chiusa, l'acquisizione delle aree retroportuali ora di Fintecna e, pur viaggiando ormai su un binario autonomo, la riconferma nero su bianco della realizzazione e totale copertura finanziaria, da parte della Sat, della strada 398 in tutti i suoi aspetti, compresi cioé svincoli e collegamenti con le varie aree portuali e retroportuali. Insomma, un' opera che il territorio dovrà ricevere "chiavi in mano".
«In sostanza - dice Anselmi - secondo il nostro punto di vista, si passa da un accordo in cui il protagonista, il motore di tutta l'operazione, era il trasferimento dei materiali da Bagnoli a Piombino, a un accordo in cui la centralità diventa Piombino. Un progetto complessivo che vale 120-130 milioni di euro nel quale è previsto il solo trasferimento dei sedimenti di dragaggio di Bagnoli, per un valore di circa 22 milioni, trasferimento che risulta quindi decisamente secondario rispetto al quadro generale».
Così, però, mancherebbero all'appello ancora parecchi milioni. «In cassa abbiamo già 25 milioni che dovremo trasferire all'Autorità portuale - dice Anselmi - altre risorse sono già a disposizione della Port authority, ci sono una parte dei soldi previsti per la 398 e che ora sono svincolati visto che la strada la costruirà la Sat, più serviranno nuovi stanziamenti, credo nell'ordine dei 20 milioni, che dovremo discutere con i ministeri appunto in sede di rimodulazione dell'accordo».
Sui tempi di attuazione di tutto questo, certezze non ce ne sono. «Per la strada 398 - afferma Anselmi - ci sono da mettere a punto alcuni aspetti progettuali, specialmente in relazione all'attraversamento della fabbrica Lucchini; se non sorgeranno problemi credo si possa confermare l'apertura dei cantieri entro il 2010. Per quanto riguarda il piano su sviluppo e bonifiche posso dire che sono ottimista: le cose si muovono, anche se con la lentezza tipica di questo Paese. D'altra parte - dice il sindaco - non va mai dimenticato che queste sul futuro di Piombino sono questioni che vengono discusse a livello nazionale, noi partecipiamo con nostre idee e nostre istanze ben precise a tavoli che però non apparecchiamo noi».

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