Il Tirreno

WWF

«Nuotare al Falcone rischioso troppi motoscafi che non si curano dei divieti»

Francesca Barone
Una motovedetta della guardia costiera
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Una motovedetta della guardia costiera

«Chi svolge attività natatoria al "passetto" rischia in ogni momento di essere falciato da un'elica di motore». Questa la preoccupazione espressa dal Wwf di Piombino sul transito di natanti a motore nel canale compreso tra il promontorio di punta Falcone e l'isolotto antistante

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PIOMBINO. «Chi svolge attività natatoria al "passetto" rischia in ogni momento di essere falciato da un'elica di motore». Questa la preoccupazione espressa dal Wwf di Piombino sul transito di natanti a motore nel canale compreso tra il promontorio di punta Falcone e l'isolotto antistante. Sotto accusa le numerose imbarcazioni che, incuranti del divieto di navigazione che vige in quel tratto di mare, transitano ad elevata velocità mettendo a repentaglio la sicurezza di nuotatori e canoisti.
Insufficienti per il Wwf i passaggi giornalieri della guardia costiera in quel braccio di mare. Necessaria, invece, «una boa segnaletica al centro del canale».
«Il problema non ci è sconosciuto - risponde Massimiliano Mezzani, comandante del porto - La boa potrebbe essere un deterrente, ma avrebbe senso solo se l'utente fosse sensibile al rispetto delle disposizioni. Si tratta di persone che non conoscono le norme di navigazione o che hanno la volontà di non rispettare le disposizioni sull'incolumità dei bagnanti. Dopo le segnalazioni abbiamo intensificato l'attività di controllo delle vedette. Finora non sono state riscontrate violazioni».
In generale, riguardo al traffico diportistico sono state poche le infrazioni rilevate sulle nostre coste. «Sono infrazioni minimali, talvolta distrazioni - spiega Mezzani - Per mare abbiamo persone sbadate. Noi raccomandiamo attenzione, di munirsi degli strumenti nautici idonei, di controllare le dotazioni di sicurezza e il combustibile e, soprattutto, di consultare sempre il meteo, perché i cambiamenti repentini del tempo sono all'ordine del giorno. Navigare informati significa ridurre al minimo i pericoli e godere del mare senza mettere a repentaglio la vita delle persone. Per qualsiasi emergenza si può chiamare il 1530».
I compiti della guardia costiera, però, non si limitano solo al controllo della navigazione da diporto, lavoro, tra l'altro, impegnativo anche per la presenza dei porti turistici di San Vincenzo, Piombino e Scarlino. «Controlliamo giornalmente 103 km di costa - ricorda Mezzani - L'organico non supera le 25 unità e le attività sono disparate». Dal monitoraggio del traffico marittimo, passando per il rispetto delle ordinanze balneari, della pesca e della navigazione da diporto, fino alle verifiche legate alla salvaguardia dell'ambiente e soprattutto di tutti coloro che fruiscono del mare, sono alcuni degli impegni che quotidianamente la guardia costiera è chiamata a svolgere. A questi si aggiungono le ispezioni a bordo delle navi straniere, le visite sui traghetti, le attività a favore dei cetacei che perdono l'orientamento, i controlli sulla pesca, in particolare sui palamiti.
Ieri intanto si è conclusa l'Operazione Oriente. «Attività che ci ha visto impegnati per quattro giorni nei controlli sul pesce ai centri di sbarco, di vendita e ai punti di ristorazione - spiega Mezzani - Abbiamo controllato la qualità del pescato, il rispetto delle taglie minime e le modalità di preparazione. Durante l'operazione non sono emerse irregolarità».

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