Il Tirreno

MARCIANA

Sos sentieri abbandonatiMancano i finanziamenti

Stefano Bramanti
Sos sentieri abbandonatiMancano i finanziamenti

Grido d'allarme di Massimiliano Retali, giuda ambientale, sullo stato dei sentieri elbani. Percorsi abbandonati, non più frequentabili perché non viene effettuata manutenzione. Strade nel verde che nessuno avrà più la possibilità di conoscere. Un problema segnalato da molti di cui anche il Parco dell'Arcipelago è a conoscenza

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Un Parco, d'altro canto, costretto a fare i salti mortali, soprattutto per la mancanza di finanziamenti, per riuscire a restituire ad elbani e turisti i percorsi naturalistici. Qualcosa, in proposito comincia a muoversi.
Il punto della situazione lo fa il direttore del Parco, Franca Zanichelli. «Il problema è reale - spiega - e 100 mila euro sono stati impegnati recuperando un sentiero in ogni Comune. A breve 600 mila saranno destinato al nuovo piano di manutenzione dei sentieri. Ma in totale sono 150 i chilometri di viottoli tra le colline delle isole, non è possibile risolvere tutto e subito». Retali fa notare l'importanza storica dei percorsi un tempo utilizzati per unire i centri abitati. «Permettevano - dice - ai nostri nonni di raggiungere la vigna o i castagneti. Ora sono in un grave stato per via delle piogge invernali. Sono un capitale da difendere. Ho fatto a lungo la guida ambientale e quando incappavo in una via semi chiusa mi adoperavo per aprirla di nuovo. La domanda nasce spontanea, quali sono gli enti preposti alla conservazione di questo patrimonio? Quest'anno il Parco Nazionale ha fatto un'iniziativa molto bella il "Festival del camminare", ma se i sentieri non sono percorribili al 100% come sviluppare tale impegno?».
«Esistono sentieri di nostra competenza - spiega Zanichelli - ed altri comunali o da gestire insieme, una situazione complessa. Ma non stiamo con le mani in mano. Di recente abbiamo fatto sistemare tutti i percorsi all'Enfola, grazie a contributi di 35 mila euro del Mps, dell'Unione dei Comuni e altri privati. Ora la Regione Toscana contribuisce con 450 mila euro, che noi porteremo a 600 mila, destinati ad un piano ad hoc sui sentieri. Aspettiamo il contributo che il Ministero dell'ambiente vorrà elargire».

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