Sicurezza
PIOMBINO
Pinar ancora bloccata in porto
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La nave da carico Pinar E ferma al molo LucchiniSiamo nel pieno delle negoziazione. Adesso si aspetta la prossima mossa dopo il lungo incontro di ieri mattina tra due rappresentanti dell'Itf (la federazione sindacale dei sindacati dei trasporti marittimi) e l'equipaggio della nave da carico Pinar E che non ne vuole sapere di lasciare il molo Lucchini per riportare in Turchia il carico di vergella da 2 milioni e mezzo di euro
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La Pinar E è arrivata a Piombino giovedì scorso e sarebbe dovuta riparire sabato. Invece l'equipaggio ha deciso di incrociare le braccia, denunciando di non ricevere lo stipendio da due mesi, per un totale di 55mila dollari.
A poco è servito l'incontro tra i marittimi e lo stesso armatore che, appena informato della situazione, nella giornata di domenica è volato a Piombino direttamente dalla Turchia.
Così questa mattina sono stati due rappresentanti di Livorno del sindacato marittimo internazionale a salire a bordo della Pinar per tentare un'azione di mediazione. L'equipaggio però è stato irremovibile nel richiedere le mensilità arretrate e nel voler sbarcare a Piombino.
L'armatore, che ieri è tornato in Turchia, è rimasto in contatto sia con l'agenzia Marittima Mixos sia con la sede del sindacato dell'Itf in Turchia. E tra le varie possibilità al vaglio, quella che al momento sembra la più realistica è che ad anticipare i soldi per pagare gli stipendi all'equipaggio possa essere l'acquirente della vergella al momento bloccata nella pancia della Pinar E.
D'altro canto se si dovesse perpetrare una situazione di muro contro muro, si potrebbe arrivare a un sequestro della nave: a quel punto l'equipaggio rischierebbe di aspettare anni prima di rivedere i propri soldi.
Non è detto comunque che il caso si risolva velocemente, visto che a bordo della Pinar E l'equipaggio ha provviste per andare avanti almeno 12 giorni.
Domani sono comunque previsti nuovi arrivi per operazioni di carico al molo Lucchini e la nave dovrebbe comunque spostarsi su un'altra banchina commerciale.
Angela Feo
A poco è servito l'incontro tra i marittimi e lo stesso armatore che, appena informato della situazione, nella giornata di domenica è volato a Piombino direttamente dalla Turchia.
Così questa mattina sono stati due rappresentanti di Livorno del sindacato marittimo internazionale a salire a bordo della Pinar per tentare un'azione di mediazione. L'equipaggio però è stato irremovibile nel richiedere le mensilità arretrate e nel voler sbarcare a Piombino.
L'armatore, che ieri è tornato in Turchia, è rimasto in contatto sia con l'agenzia Marittima Mixos sia con la sede del sindacato dell'Itf in Turchia. E tra le varie possibilità al vaglio, quella che al momento sembra la più realistica è che ad anticipare i soldi per pagare gli stipendi all'equipaggio possa essere l'acquirente della vergella al momento bloccata nella pancia della Pinar E.
D'altro canto se si dovesse perpetrare una situazione di muro contro muro, si potrebbe arrivare a un sequestro della nave: a quel punto l'equipaggio rischierebbe di aspettare anni prima di rivedere i propri soldi.
Non è detto comunque che il caso si risolva velocemente, visto che a bordo della Pinar E l'equipaggio ha provviste per andare avanti almeno 12 giorni.
Domani sono comunque previsti nuovi arrivi per operazioni di carico al molo Lucchini e la nave dovrebbe comunque spostarsi su un'altra banchina commerciale.
Angela Feo
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