Il Tirreno

PORTOFERRAIO

Ordinanza di sgombero all'ex Enel

Baracche e rifiuti all’interno e all’esterno dello stabile ex Enel, dovranno essere rimosse a seguito di un’ordinanza emessa dal Comune
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Baracche e rifiuti all’interno e all’esterno dello stabile ex Enel, dovranno essere rimosse a seguito di un’ordinanza emessa dal Comune

Dieci giorni di tempo a partire da oggi per sgomberare. Dieci giorni per lasciare, una volta per tutte, le baracche all'interno dell'area ex Enel su via Zambelli. Altrimenti interverranno i vigili urbani per lo sgombero forzato. Questo l'ultimatum del Comune agli occupanti abusivi dello stabile, in grave stato di degrado, proprio all'ingresso della città.

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L'ordinanza, firmata ieri dal sindaco Roberto Peria, non ammette ripensamenti. A quanto pare l'amministrazione non intende più tollerare lo stato di degrado e di occupazione abusiva dell'immobile di proprietà della società Pirelli e C. Ambiente Site Remediation spa di Milano.
Del resto i privati non hanno mai provveduto a rendere inaccessibile l'immobile e così, negli anni, l'edificio si è trasformato in un rifugio per senza tetto, sempre più numerosi, provocando le lamentele di chi vive e lavora nella zona. A dar fastidio, in particolare, è il fenomeno dell'accattonaggio a cui si aggiunge la preoccupazione di molti residenti per la propria incolumità, per furti e aggressioni di cui potrebbero rendersi responsabili gli occupanti, alcuni dei quali già noti alle forze dell'ordine. «Abbiamo preso atto - spiega Peria - delle numerose lamentele dei cittadini e dei titolari delle attività produttive della zona. Quello che maggiormente ci preoccupa sono le gravi condizioni igienico sanitarie nelle quali vivono le persone che occupano l'immobile».
Basta avventurarsi all'interno dello stabile per rendersene conto: rifiuti ovunque, vecchi carrelli arrugginiti, stracci, carcasse di animali, intere stanze di quella che una volta era una centrale dell'Enel trasformate in latrine, pareti e solai pericolanti. Di certo non un posto sicuro dove stare.
Così qualche giorno fa i vigili sono entrati nello stabile e hanno preso le generalità di chi lo occupa o di chi ha ricavato nei dintorni rifugi provvisori con lamiere, legno e plastica. In tutto sei persone, ma forse gli occupanti sono di più.
«Non abbiamo trovato minori - spiega il sindaco - gli occupanti dovranno comunque tutti sgomberare entro 10 giorni». Prima di usare le maniere forti il Comune ha anche provato a trattare. «Abbiamo cercato di parlare con chi occupa lo stabile - spiega Peria - ma le persone all'interno non si sono dimostrate collaborative, nessuno ha voluto allontanarsi di sua spontanea volontà e così non è stato possibile far niente se non firmare questa ordinanza».
Nel documento si legge a chiare lettere che lo sgombero è ritenuto «indispensabile e improrogabile al fine di eliminare gli inconvenienti soprattutto di natura sanitaria». Se e quando, però, il rudere dello stabilimento elettrico tornerà a nuova vita non è dato di sapere. I progetti in quest'area non mancano: dai parcheggi ai centri servizi e così via. Ma i tempi per vederli realizzati sembrano piuttosto lunghi.

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