Il Tirreno

PIOMBINO

La polizia va a caccia dei clonatori di carteterrore delle banche

I congegni per la clonazione sequestrati ai banditi e messi sotto sequestro dalla polizia
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I congegni per la clonazione sequestrati ai banditi e messi sotto sequestro dalla polizia

Proseguono le indagini della polizia dopo l'arresto a Salivoli di due bulgari, sorpresi mentre ritiravano la microtelecamera nascosta sul bancomat. Dragomir Todorov, 23 anni, e Vladislav Stefanov, 39 anni, entrambi incensurati, sono ancora in carcere a Livorno

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Gli atti sono di fronte al giudice per le indagini preliminari che ora ha 48 ore di tempo per decidere sulle misure cautelari. Nessuna traccia invece della loro complice, vista nella zona a bordo di una Bmw grigia che marciava a velocità sostenuta poco dopo gli arresti.
Certo il colpo della polizia, che sabato aveva cinturato la zona dopo aver accertato che era stata piazzata una telecamera sul bancomat della Banca Toscana, potrebbe avere l'effetto di scoraggiare i malviventi, che negli ultimi mesi hanno messo gli occhi sulle banche cittadine, considerando evidentemente Piombino una piazza appetitosa quanto tranquilla.
Considerazione che contrasta però con la spudoratezza dimostrata dai banditi arrestati sabato, tornati in azione quel giorno pur dopo essersi accorti che mercoledì scorso la telecamera piazzata nella stessa banca era stata rimossa. Pensavano che fosse stata rubata da un'altra banda? Oppure che a toglierla fosse stata la banca, senza denunciare il fatto alla polizia? Forse, più semplicemente avevano ritenuto che comunque fosse andata, nessuno avrebbe sospettato che i banditi si sarebbero rimessi in azione nello stesso posto a distanza di così pochi giorni.
Ma come funziona il marchingegno messo sotto sequestro dalla polizia ed esaminato con grande attenzione dalla scientifica? La sbarretta incollata sulla parte superiore del bancomat ha un forellino da cui la microtelecamera nascosta (alimentata da due batterie di telefonino) riprende la tastiera su cui viene digitato il codice pin, e un collegamento a una presa Usb per scaricare poi i dati sul computer. Contestualmente è attivo un secondo congegno truccato, messo al posto di quello originale: si tratta della "bocca" in cui viene inserito il bancomat, capace di registrare con un microchip i dati contenuti nella striscia magnetica della carta, e poi di scaricarli su una card.
I dati dei due congegni vengono successivamente accoppiati per realizzare una carta clonata, in grado poi di effettuare prelievi di denaro contante. (cloz)

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di Redazione web