Il Tirreno

L'autobus non passa dalla stazioneDisagi e proteste

Francesca Lenzi
L'autobus non passa dalla stazioneDisagi e proteste

Treni, che passione! In questo caso, pullman che passione. Sì, perché, parlando della tratta Piombino-Campiglia marittima e viceversa, sarà facile notare, dando un'occhiata anche veloce al quadro degli orari di Trenitalia, come i treni sono stati quasi del tutto sostituiti dai trasferimenti su strada, attraverso bus dell'Atm

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PIOMBINO. Treni, che passione! In questo caso, pullman che passione. Sì, perché, parlando della tratta Piombino-Campiglia marittima e viceversa, sarà facile notare, dando un'occhiata anche veloce al quadro degli orari di Trenitalia, come i treni sono stati quasi del tutto sostituiti dai trasferimenti su strada, attraverso bus dell'Atm (su 32 collegamenti da Piombino, 24 sono effettuati da pullman, e solo 8 da treno, mentre da Campiglia il rapporto è ancora più marcato: su 37 corse, 30 avvengono con pullman e appena 7 con treno).
In effetti, già si sopporta a fatica fare un biglietto Trenitalia e poi dover salire su una corriera, percorrendo una strada, soggetti così a possibili ritardi e inconvenienti, mica tanto difficili da trovare sulla via per e da Piombino.
Risulta però addirittura intollerabile vedersi privati del mezzo per raggiungere la stazione di Campiglia, con conseguente perdita di coincidenza per Pisa, Firenze o Roma. È quel che sta accadendo da qualche tempo agli sventurati che decidono, per scelta o necessità, di servirsi della linea Azzurra.
Dei bei cartelli gialli, affissi fuori e dentro la spettrale stazione piombinese, avvertono i gentili utenti di taluni, imprecisati, problemi tecnici che impediscono per alcune corse il passaggio dalla stazione: e via una serie di orari piuttosto lunga.
Le complicazioni tecniche, non precisate, sarebbero i lavori per la realizzazione del cavalcaferrovia in via Flemalle che, su dichiarazione di Claudio Santi, ingegnere del Comune di Piombino, termineranno non prima di ottobre-novembre.
E ora? Nessun problema, c'è un servizio navetta, approntato dal 7 luglio scorso per il porto, dove sarà finalmente possibile salire su un bus della linea Azzurra. Già... Peccato che come avviso c'è un misero cartello, spesso trascurato dal viaggiatore inesperto, ma soprattutto peccato che la navetta sia attiva nell'arco di tempo che va dalle 8 alle 19 e che la fermata - fatto ignorato da chi viaggia - sia sul lato opposto della stazione.
Accade così che di primissima mattina turisti, lavoratori, studenti aspettino pazientemente il bus Atm, fiduciosi di un servizio che pagano. Purtroppo il tempo passa e il dubbio si insinua. Così si cercano istintivamente informazioni da chiunque, in primis al bar di fianco. «Entrano, in prevalenza turisti, per avere notizie - afferma Franco Verdicchio, titolare del caffè della stazione - confusi e arrabbiati. Inutile spiegare che dovrebbero raggiungere le fermate del porto o del Pegaso. Non pratici della zona e spesso a piedi sono lasciati in balia degli eventi».
Le proteste dei cittadini sono forti e ripetute, e laddove le lamentele appaiono fugaci attraverso il turista di passaggio, le ripercussioni si rivelano persino peggiori, con la previsione del villeggiante che non si servirà più di un servizio inefficiente.
Se la passata chiusura della stazione ha provocato perplessità, scontentezza e una punta romantica di malinconia, appare assurdo e disdicevole che scompaia anche la fermata degli autobus. E' da sperare dunque che si intervenga per attenuare i disagi e ripristinare il servizio appena possibile.

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