Il Tirreno

Conti correnti saccheggiati e soldi spesi in diversi paesi dell’Est Europa

Nuova raffica di carte clonate

Nuova raffica di carte clonate

Nuova ondata di carte clonate per i clienti del Monte dei Paschi di Siena. Stavolta si tratta di correntisti della filiale del centro città. A scoprire che qualcuno ha saccheggiato il conto, facendo acquisti in Europa dell'Est, otto persone, che si sono già rivolte all'ufficio denunce del commissariato di Piombino

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PIOMBINO. Nuova ondata di carte clonate per i clienti del Monte dei Paschi di Siena. Stavolta si tratta di correntisti della filiale del centro città. A scoprire che qualcuno ha saccheggiato il conto, facendo acquisti in Europa dell'Est, otto persone, che si sono già rivolte all'ufficio denunce del commissariato di Piombino.
In qualche modo si potrebbe pensare a un "colpo di coda" del gran lavoro svolto da una ben attrezzata banda di clonatori nel maggio scorso. Allora furono circa duecento le persone ad avere la pessima sorpresa - al recapito postale dell'estratto conto - che bancomat e carte di credito erano state usate a casaccio dai malviventi, in quel caso sempre a Sofia in Bulgaria.
Truffatori che erano riusciti a scassinare il sistema di sicurezza della filiale della Banca Toscana (gruppo Mps) di Salivoli. «In quel caso - sottolineano al commissariato - sembra che la banda avesse carpito i dati sensibili nel modo "più tradizionale", presumibilmente con l'uso di un lettore e telecamerina sul posto».
In questa nuova ondata di clonazioni, invece, si assisterebbe a una evoluzione del sistema. Cioè non si userebbero più solo apposti marchingegni posizionati direttamente sullo sportello bancario per carpire numeri e codici d'accesso. Nonostante, va ricordato, le varie banche apportino accorgimenti e controlli che vengono aggiornati con la massima frequenza.
L'indagine quindi si complica. Difficile individuare un filo conduttore. Sono già otto i cittadini che si sono scoperti raggirati, ma l'indagine risulta complessa, confermano alla polizia, ma non spiegano di più.
Resta da considerare che le persone coinvolte, stavolta, sono state avvertite direttamente dalla direzione della banca, oppure si sono accorte che qualcosa non andava quando, facendo un pagamento, si sono trovate il bancomat ormai disabilitato direttamente dall'istituto di credito.

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