Sicurezza
«Un ragazzo tranquillo ed educato, ci mancherà»
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Ragazzi davanti all’istituto Cerboni scuola che frequentava anche Ruben PlattnerDalla preoccupazione allo sgomento per la morte di Ruben. Uno studente del Cerboni. Della seconda A dell'indirizzo Geometri. Da lunedì pomeriggio, non appena appresa la notizia, i suoi insegnati e la preside, Maria Grazia Battaglini, erano in ansia. Non solo per l'alunno ma anche per il nipote di Giovanna, la segretaria dell'istituto
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PORTOFERRAIO. Dalla preoccupazione allo sgomento per la morte di Ruben. Uno studente del Cerboni. Della seconda A dell'indirizzo Geometri. Da lunedì pomeriggio, non appena appresa la notizia, i suoi insegnati e la preside, Maria Grazia Battaglini, erano in ansia. Non solo per l'alunno ma anche per il nipote di Giovanna, la segretaria dell'istituto. Nessuno, forse, aveva compreso la gravità dell'incidente nel quale il ragazzo era rimasto coinvolto. «Siamo tutti in ansia- aveva detto Battaglini - speriamo che ce la possa fare». Purtroppo non è andata così. Ed ora anche i suoi insegnati lo piangono.
«Ho letto la notizia su Facebook - racconta l'insegnate di storia di Ruben, Lara Biagini - non ci volevo credere». La professoressa lo descrive come un ragazzo tranquillo «che si distingueva - spiega - per la sua buona educazione, il suo modo di fare pacato in una classe un po' turbolenta di quasi tutti alunni maschi». Sempre ordinato, anche nel vestire. Mai offensivo o alterato nei modi di fare. «Un ragazzo socievole - continua Biagini - anche se un po' riservato».
Di lui si ricorda bene anche la preside. «Un ragazzo tranquillo - lo descrive - con tanti amici». L'istituto è sotto shock. Ruben, come detto, non era un alunno qualsiasi. Lì a scuola lavorava anche sua zia e tutti lo conoscevano bene, anche i docenti che non erano sui insegnanti. Un dolore, quello dei compagni di classe e dei professori, ancora più profondo trattandosi di un giovanissimo. Un ragazzo neppure maggiorenne che ha visto sfumare tutti i suoi sogni in pochi secondi sul ciglio di una strada.
«Ho letto la notizia su Facebook - racconta l'insegnate di storia di Ruben, Lara Biagini - non ci volevo credere». La professoressa lo descrive come un ragazzo tranquillo «che si distingueva - spiega - per la sua buona educazione, il suo modo di fare pacato in una classe un po' turbolenta di quasi tutti alunni maschi». Sempre ordinato, anche nel vestire. Mai offensivo o alterato nei modi di fare. «Un ragazzo socievole - continua Biagini - anche se un po' riservato».
Di lui si ricorda bene anche la preside. «Un ragazzo tranquillo - lo descrive - con tanti amici». L'istituto è sotto shock. Ruben, come detto, non era un alunno qualsiasi. Lì a scuola lavorava anche sua zia e tutti lo conoscevano bene, anche i docenti che non erano sui insegnanti. Un dolore, quello dei compagni di classe e dei professori, ancora più profondo trattandosi di un giovanissimo. Un ragazzo neppure maggiorenne che ha visto sfumare tutti i suoi sogni in pochi secondi sul ciglio di una strada.
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