Il Tirreno

«Il decreto sicurezza ci offende»

Luca Centini
Una badante accompagna un disabile in un parco
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Una badante accompagna un disabile in un parco

Si godono il riposo pomeridiano, sedute sulle panchine di piazza Dante. Un po' di chiacchiere prima di tornare ad occuparsi degli anziani che accudiscono ogni giorno, offrendo sostegno alle famiglie che non sono in grado di assistere il parente malato o vecchio

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PIOMBINO. Si godono il riposo pomeridiano, sedute sulle panchine di piazza Dante. Un po' di chiacchiere prima di tornare ad occuparsi degli anziani che accudiscono ogni giorno, offrendo sostegno alle famiglie che non sono in grado di assistere il parente malato o vecchio.
Sono le badanti, che hanno lasciato il proprio paese di origine in cerca di una sistemazione, e che in questi giorni sono finite nell'occhio del ciclone in seguito all'approvazione della legge sulla sicurezza. Via tutti gli immigrati senza permesso di soggiorno, comprese le badanti irregolari. La decisione assunta dal governo ha suscitato la preoccupazione anche delle tante lavoratrici che vivono nel nostro territorio, preoccupazione solo in parte rientrata con la presa di posizione del sottosegretario Carlo Giovannardi e con la successiva apertura del governo per una regolarizzazione selettiva delle operatrici che sono in Italia da lungo tempo.
Dai banchi della politica, la discussione non ci ha messo molto a riversarsi sulle panchine di piazza Dante. Ne parlano una decina di signore provenienti dall'Europa dell'Est. La prima a voler parlare è Oksana, ucraina arrivata in Italia 11 anni fa, badante di professione e con regolare permesso di soggiorno. «C'è bisogno di noi, svolgiamo un lavoro prezioso per le famiglie italiane - racconta - quando sono arrivata si respirava un'aria completamente diversa. Lavoriamo tutti i giorni, non ho mai preso una giornata di malattia. Sinceramente siamo preoccupate per l'atmosfera di questi giorni, questa legge è un'offesa a tutte noi. Il pagamento per il rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno è un ulteriore schiaffo per chi non naviga nell'oro».
Le badanti regolari nella zona di Piombino, secondo le donne intervistate, sono circa 300, più difficile stabilire quante sono le donne al servizio delle famiglie piombinesi, la cui posizione non è ancora stata regolarizzata. «Adesso ho il permesso di soggiorno e un regolare contratto di lavoro - sostiene Valentina, badante ucraina in Italia da 7 anni - ma quando sono arrivata la situazione non era così. Ho lavorato per tre anni e mezzo, senza mai tornare nel mio paese per vedere mio figlio. Attendevo il permesso di soggiorno, non potevo in alcun modo lasciare l'Italia. Ora ci sono tante ragazze che sono nella stessa situazione».
L'apertura verso un percorso di regolarizzazione delle badanti è vissuto come un atto dovuto per il gruppetto riunito in piazza Dante. «Ci chiedono di seguire le leggi, quando in molti casi sono le famiglie italiane a non rispettarle, non guardando ai minimi salariali, agli orari e ai giorni di riposo - conclude Valentina - la sanatoria che attendiamo, è insomma nell'interesse di tutti».

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