Proteste
Assemblee a doppio binario
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I dipendenti in riunione ieriDue assemblee separate, per presentare ai lavoratori i contenuti di due piattaforme contrattuali diverse, in seguito alla rottura tra Fiom e i due sindacati Fim e Uilm, avviata con l'accordo separato sulla riforma del modello contrattuale
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PIOMBINO. Rinnovo dei contratti dei metalmeccanici, si sono tenute ieri in Lucchini le prime, affollate, assemblee dei lavoratori, coordinate dai tre sindacati.
Due assemblee separate, per presentare ai lavoratori i contenuti di due piattaforme contrattuali diverse, in seguito alla rottura tra Fiom e i due sindacati Fim e Uilm, avviata con l'accordo separato sulla riforma del modello contrattuale. Una divisione che ieri si è resa evidente, con gli iscritti Fiom riuniti all'aperto nel cortile di fabbrica e quelli di Fim e Uilm seduti nella sala ex Dup.
Nei prossimi giorni si riuniranno i lavoratori di Magona, Dalmine, che si esprimeranno con un referendum.
«Avremmo preferito fare delle assemblee unitarie per chiarire le diverse posizioni assunte dai sindacati - spiega il segretario Fiom, Luciano Gabrielli - concedendo ai lavoratori la possibilità di esprimersi con il voto. Restiamo convinti che applicare le regole dell'accordo separato, che comprendono la possibilità di deroghe al contratto, avrebbe implicazioni negative su salari, orari di lavoro e rappresentatività delle rsu».
Non sono solo gli aumenti mensili richiesti a segnare le differenze, ma anche le posizioni in materia di fisco, tutela del lavoro e norme.
«Proponiamo una piattaforma contrattuale importante per i lavoratori - ribatte il segretario Uilm Vincenzo Renda - speriamo di portarla a compimento in un momento difficile come questo». «Abbiamo risposto a tante domande sulla riforma contrattuale e sull'andamento dello stabilimento - aggiunge Fausto Fagioli della Fim - la piattaforma è in linea con l'accordo siglato con governo e Confindustria. Le posizioni con Fiom sono distanti, tenere assemblee unitarie non sarebbe stato possibile».
L.C.
Due assemblee separate, per presentare ai lavoratori i contenuti di due piattaforme contrattuali diverse, in seguito alla rottura tra Fiom e i due sindacati Fim e Uilm, avviata con l'accordo separato sulla riforma del modello contrattuale. Una divisione che ieri si è resa evidente, con gli iscritti Fiom riuniti all'aperto nel cortile di fabbrica e quelli di Fim e Uilm seduti nella sala ex Dup.
Nei prossimi giorni si riuniranno i lavoratori di Magona, Dalmine, che si esprimeranno con un referendum.
«Avremmo preferito fare delle assemblee unitarie per chiarire le diverse posizioni assunte dai sindacati - spiega il segretario Fiom, Luciano Gabrielli - concedendo ai lavoratori la possibilità di esprimersi con il voto. Restiamo convinti che applicare le regole dell'accordo separato, che comprendono la possibilità di deroghe al contratto, avrebbe implicazioni negative su salari, orari di lavoro e rappresentatività delle rsu».
Non sono solo gli aumenti mensili richiesti a segnare le differenze, ma anche le posizioni in materia di fisco, tutela del lavoro e norme.
«Proponiamo una piattaforma contrattuale importante per i lavoratori - ribatte il segretario Uilm Vincenzo Renda - speriamo di portarla a compimento in un momento difficile come questo». «Abbiamo risposto a tante domande sulla riforma contrattuale e sull'andamento dello stabilimento - aggiunge Fausto Fagioli della Fim - la piattaforma è in linea con l'accordo siglato con governo e Confindustria. Le posizioni con Fiom sono distanti, tenere assemblee unitarie non sarebbe stato possibile».
L.C.
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