Violento incendio minaccia il promontorio
Cecilia Cecchi
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L’elicottero in azione ieri a PiombinoIl fuoco minaccia il Promontorio. A diventare cenere 4/5mila metri di pineta e bosco. A poche centinaia di metri, in linea d'aria, dalle nuove palazzine di Casone alla Sughera. A meno di un anno dal grave episodio doloso dei Ghiaccioni, la zona è controllata a vista.
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PIOMBINO. Il fuoco minaccia il Promontorio. A diventare cenere 4/5mila metri di pineta e bosco. A poche centinaia di metri, in linea d'aria, dalle nuove palazzine di Casone alla Sughera. A meno di un anno dal grave episodio doloso dei Ghiaccioni, la zona è controllata a vista.
Alla vista del fumo, alle 16.45, immediato l'allarme partito da uno dei lotti che costeggiano la collina. Altrettanto immediato lo schieramento delle forze impegnate sul fronte. Dopo poco più di un'ora l'elicottero della Regione stava già provvedendo alla bonifica (è un'emozione sentirsi piovere in testa acqua di mare e considerare quanta natura sarà salva grazie all'impegno di tutti questi operatori che non si fermano mai).
Crescendo rossiniano per i vigili del fuoco di Piombino. Una sola squadra impegnata prima a Campiglia per evitare che un ramo - troncato - cadesse sulla statale 398 (subito dopo Cafaggio, direzione Suvereto). Poi via, a rimuovere un cavo telefonico pericolante in campagna.
A seguire, all'interno dell'area delle acciaierie Lucchini, dove l'incendio era partito dalle sterpaglie su viale della Resistenza (sotto il distributore, ma qui c'era all'opera la squadra aziendale) e i pompieri si sono concentrati sulle fiamme sotto il Centro giovani.
Poi l'emergenza al Casone alla Sughera. Caso ha voluto che il libeccio - di mattina aveva raggiunto i 40 nodi - fosse ormai diminuito. Sul posto vigili del fuoco, protezione civile (Avela e Mari e Monti), forestale e squadra antincendio della Provincia. Da subito l'elicottero della Regione di base a Cecina.
A controllare esponenti Federcaccia. «Difficile - è il commento dei volontari sul posto - che il fuoco sia partito da sé. Basta la disattenzione di una cicca a terra... è tutto secco e l'incendio scoppia immediatamente». Ora le indagini di pompieri e forestale.
Alla vista del fumo, alle 16.45, immediato l'allarme partito da uno dei lotti che costeggiano la collina. Altrettanto immediato lo schieramento delle forze impegnate sul fronte. Dopo poco più di un'ora l'elicottero della Regione stava già provvedendo alla bonifica (è un'emozione sentirsi piovere in testa acqua di mare e considerare quanta natura sarà salva grazie all'impegno di tutti questi operatori che non si fermano mai).
Crescendo rossiniano per i vigili del fuoco di Piombino. Una sola squadra impegnata prima a Campiglia per evitare che un ramo - troncato - cadesse sulla statale 398 (subito dopo Cafaggio, direzione Suvereto). Poi via, a rimuovere un cavo telefonico pericolante in campagna.
A seguire, all'interno dell'area delle acciaierie Lucchini, dove l'incendio era partito dalle sterpaglie su viale della Resistenza (sotto il distributore, ma qui c'era all'opera la squadra aziendale) e i pompieri si sono concentrati sulle fiamme sotto il Centro giovani.
Poi l'emergenza al Casone alla Sughera. Caso ha voluto che il libeccio - di mattina aveva raggiunto i 40 nodi - fosse ormai diminuito. Sul posto vigili del fuoco, protezione civile (Avela e Mari e Monti), forestale e squadra antincendio della Provincia. Da subito l'elicottero della Regione di base a Cecina.
A controllare esponenti Federcaccia. «Difficile - è il commento dei volontari sul posto - che il fuoco sia partito da sé. Basta la disattenzione di una cicca a terra... è tutto secco e l'incendio scoppia immediatamente». Ora le indagini di pompieri e forestale.
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