Il Tirreno

Confermato un consistente aumento degli ordini, forse a settembre parte la nuova zincatura 5

Magona in ripresa ora guarda all'auto

Giorgio Pasquinucci
Lo stabilimento Magona e Leandro Nannipieri
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Lo stabilimento Magona e Leandro Nannipieri

Arcelor-Mittal conferma il ruolo strategico del mercato italiano e la volontà investire alla Magona, a cominciare dall'attivazione della zincatura 5 e, in prospettiva più lunga, per la combiline (impianto combinato di zincatura e verniciatura) e l'allargamento del tandem

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PIOMBINO. Arcelor-Mittal conferma il ruolo strategico del mercato italiano e la volontà investire alla Magona, a cominciare dall'attivazione della zincatura 5 e, in prospettiva più lunga, per la combiline (impianto combinato di zincatura e verniciatura) e l'allargamento del tandem. Impegni che ieri sono stati ribaditi ai sindacati dal nuovo presidente di Arcelor-Mittal sud-ovest, Jean Luc Maurange, per la prima volta in visita allo stabilimento.
Un clima certamente più disteso, visto che lo stesso Maurange ha confermato il buon andamento degli ordinativi. La Magona, che ieri ha rimesso in marcia la zincatura 2, sta marciando con un trend produttivo di 90mila tonnellate per questo trimestre. Un incremento della domanda - ha spiegato ieri Maurange - legato all'esigenza dei clienti di ripristinare le scorte, in previsione di rialzi dei prezzi dell'acciaio. Prezzi che sono già saliti in Europa per i coils laminati a caldo, passati in queste ultime settimane da 360 euro a tonnellata a 375 con la previsione di superare presto la quota di 400 euro.
Quanto questo sia un fatto contingente se lo stanno chiedendo gli stessi manager di Arcelor-Mittal. E il presidente Maurange, che proviene dal settore commerciale del gruppo, si è impegnato a seguire attentamente il mercato, anche in funzione della messa in marcia della zincatura 5, che il gruppo ipotizza di mettere in marcia quanto prima, forse già a settembre se l'andamento degli ordinativi venisse confermato nel quarto trimestre.
«L'estrema flessibilità delle produzioni - ha sostenuto Maurange - sarà l'elemento che consentirà di captare le opportunità che in questo momento il mercato offre, sopratutto in Italia, dove i competitor di Arcelor-Mittal sono agguerriti e reattivi».
«In questo momento - ha precisato il presidente - essere reattivi rispetto alle esigenze dei clienti permette di recuperare quote di mercato finora a carico dell'import, poiché i tempi di consegna del materiale estero non consentirebbero una garanzia per i clienti. Essenziale, dunque, che la Magona offra un servizio veloce e di qualità».
Jean Luc Maurange ha portato anche qualche nuova idea strategica. «Nel prossimo futuro - ha affermato - potrebbero aprirsi anche per Magona nicchie di mercato diverse da quelle attuali, soprattutto nel settore delle componenti non visibile dell'auto».
Arcelor-Mittal torna dunque a guardare con fiducia al settore automobilistico, tra l'altro in questo momento in ripresa grazie agli incentivi messi in atto dai governi dei principali Paesi. E Magona guarda in particolar modo a Fiat e alla Cln (fornitrice di componentistica dell'industria torinese) che già annovera tra i suoi principali clienti.
Dal nuovo presidente indicazioni chiare sulle strategie di mercato. «Dovremo specializzarsi sempre di più in settori sofisticati per competere», ha sostenuto.
Un contributo di proposte è venuto anche dai sindacati, che hanno chiesto una politica dei prezzi sul mercato italiano adeguata a quella dei competitor, per mantenere e incrementare le attuali quote di mercato. Sarebbe un'inversione della politica fin qui seguita dal Arcelor-Mittal che, in situazioni di crisi, ha sempre reagito con la riduzione dei volumi mantenendo i prezzi alti. Politica che in questi mesi in effetti è già stata rivista, vendendo talvolta sottocosto per non smantellare gli impianti.
Ovviamente i sindacati hanno chiesto, nel caso di ulteriori incrementi produttivi, il rientro in fabbrica dei trenta lavoratori interinali usciti nel novembre scorso. Un'ipotesi a cui l'azienda non è contraria, anche se Maurange ha detto di ritenere difficile che si arrivi quest'anno alla saturazione degli impianti. Insomma, i segni di ripresa ci sono, ma la siderurgia sta ancora navigando a vista e le prospettive restano incerte.

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