Il Tirreno

Scoppia il motore, un ferito

Valentina Landucci
Il peschereccio su cui si è consumato l’incidente
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Il peschereccio su cui si è consumato l’incidente

Una valvola che salta, l'olio bollente che fuoriesce dal motore. Quel motore che per anni non lo ha mai abbandonato ma che ieri lo ha tradito a circa 2 miglia e mezzo a sud est di Pianosa

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MARINA DI CAMPO. Una valvola che salta, l'olio bollente che fuoriesce dal motore. Quel motore che per anni non lo ha mai abbandonato ma che ieri lo ha tradito a circa 2 miglia e mezzo a sud est di Pianosa. Ustioni sul 30% del corpo, soprattutto le braccia e le gambe. Il grave incidente in mare è capitato a Francesco Feola, 60 anni, di origini ponzesi, più conosciuto come "Topino" nell'ambiente dei pescatori di Marina di Campo.
L'incidente è avvento ieri intorno alle 13. L'uomo è stato soccorso dai colleghi di Azzurra, un altro motopesca di Marina di Campo, e poi dai militari della guardia costiera in servizio a Pianosa per il monitoraggio dell'area marina protetta. Trasferito d'urgenza a Campo e da qui all'ospedale di Portoferraio è stato poi trasportato, con l'elisoccorso Pegaso del 118 al centro grandi ustionati a Parma.
Feola, come di consueto, era uscito in barca, a bordo della sua "Venere", per una battuta di pesca insieme ad un compagno di lavoro. A poche miglia di distanza da Pianosa un guasto al motore. Feola si avvicina ai macchinari e chinato sul radiatore cerca di capire l'origine del guasto. Lo scoppio del radiatore lo coglie di sorpresa ed il getto di olio bollente lo investe sul corpo. Riesce a coprire il viso con le braccia, ma non il resto del corpo.
I primi a soccorrerlo sono gli amici e i colleghi pescatori di "Azzurra" anche loro in zona per una battuta di pesca. Quindici minuti dopo è già sul posto una motovedetta della capitaneria che, dal primo luglio, è in servizio di vigilanza lungo le coste di Pianosa.
Immediato il trasferimento a Campo dove Feola viene soccorso da un'ambulanza della Pubblica assistenza Campese. Di corsa il viaggio fino a Portoferraio dove immediatamente i medici capiscono la gravità delle ustioni e dispongono il trasferimento del paziente in un centro specializzato. Ma dopo la tragedia di martedì scorso a Viareggio non sono molti gli ospedali che hanno a disposizione dei letti per la cura dei pazienti ustionati. Non c'è disponibilità a Pisa e neppure a Carrara. La scelta ricade dunque su Parma. L'elicottero si alza in volo dal Carburo intorno alle 17,30. Le condizioni di Feola sono stazionarie. Non è in pericolo di vita ma le ustioni riportate sono gravi, in particolare quelle al braccio destro.
La notizia dell'incidente in mare ha immediatamente fatto il giro del paese. Feola, o per chiamarlo con il nome che gli hanno dato gli amici "Topino", da anni vive a Marina di Campo con la famiglia. La sua attività di pescatore è tra le più fiorenti della zona. Lui, come molti colleghi che operano in questo settore, è di origini ponzesi, esattamente come l'amico che lo ha soccorso in mare e che è rimasto sconvolto dall'accaduto. A quanto pare stamani, prima di uscire in barca, il gruppo di pescatori non era convinto. Qualcuno di loro non se la sentiva a causa di un brutto presentimento. Poi l'incidente e il pensiero alle parole che Feola aveva scambiato con gli amici primi di lasciare il porto.
Fortunatamente i soccorsi sono stati tempestivi anche grazie alla presenza della motovedetta della capitaneria a poca distanza dal luogo dell'incidente. Il mezzo della guardia costiera è in servizio nella zona solo da pochi giorni. «Lo scopo della motovedetta - spiega il comandante della Capitaneria, Nerio Bustrachi - è quello di controllare l'area marina protetta introno a Pianosa e di allontanare i malintenzionati che non rispettano le regole. Tuttavia è una presenza importante anche in caso di emergenza, come nello specifico si è verificato per il pescatore di Marina di Campo».
La motonave di Francesco Feola è stata riportata in porto nel pomeriggio di ieri dai colleghi di Azzurra. E ora si trova all'ormeggio insieme alle barche degli altri pescatori della zona, in paziente attesa che il suo comandante si rimetta in forze e torni a navigare. Vicino a lui e alla sua famiglia c'è l'intera comunità di pescatori campesi che attende con speranza e fiducia il suo ritorno a Marina di Campo.

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