Il dolore
Segnali di ripresa in Lucchini
Valeria Parrini
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Operai della Lucchini durante uno scioperoDoppio segnale positivo in Lucchini. Settembre si profila meno nero del previsto. La possibilità realistica di una ripresa produttiva dopo la fermata estiva, è stata appena comunicata alle organizzazioni sindacali dalla direzione aziendale
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PIOMBINO. Doppio segnale positivo in Lucchini. Settembre si profila meno nero del previsto. La possibilità realistica di una ripresa produttiva dopo la fermata estiva, è stata appena comunicata alle organizzazioni sindacali dalla direzione aziendale.
Contemporaneamente, dall'Inail sono arrivati 90 curricula che permetteranno ad altrettanti lavoratori di lasciare la fabbrica gradualmente, utilizzando i benefici contributivi per il rischio amianto.
I due elementi intrecciati lasciano sperare cautamente in un allentamento della morsa che da mesi stringe i lavoratori del comparto.
«La ripresa produttiva non è stata ancora quantificata esattamente, ed è legata all'arrivo di ordinativi di semiprodotti e bramme», spiega il segretario provinciale Uilm, Vincenzo Renda.
In sostanza, si preannuncia un aumento di lavoro dell'intera area fusoria mentre le cose potrebbero cambiare poco o niente nell'attività dei treni di laminazione.
«Uscite per amianto, mobilità e commesse in arrivo, dipingono un quadro migliore», prosegue Renda, anticipando che lo stop dell'altoforno slitta ulteriormente.
Il cuore dello stabilimento si fermerà il 25 luglio, cinque giorni dopo l'ultima indicazione fornita dalla Lucchini.
Sul versante amianto, le 90 situazioni che si sono sbloccate in queste ore si vanno ad aggiungere alle 38 sbloccate a metà giugno. Centoventotto in tutto su un totale di 180 richieste avanzate all'Inail a inizio anno.
I sindacati confidano nel fatto che anche per i 52 casi rimanenti, una risposta positiva giunga quanto prima.
Già adesso, però, si valuta con favore l'accelerazione impressa nel rilascio dei curricula.
«L'avevamo sollecitata, questa accelerazione, e adesso mi sembra che si sia imboccata la strada giusta», sottolinea Renda, attribuendone il merito all'azione congiunta esercitata dagli enti, dalle istituzioni e dalle organizzazioni sindacali stesse.
Perchè le uscite faciliteranno il mantenimento dei posti di lavoro a rischio.
Contemporaneamente, dall'Inail sono arrivati 90 curricula che permetteranno ad altrettanti lavoratori di lasciare la fabbrica gradualmente, utilizzando i benefici contributivi per il rischio amianto.
I due elementi intrecciati lasciano sperare cautamente in un allentamento della morsa che da mesi stringe i lavoratori del comparto.
«La ripresa produttiva non è stata ancora quantificata esattamente, ed è legata all'arrivo di ordinativi di semiprodotti e bramme», spiega il segretario provinciale Uilm, Vincenzo Renda.
In sostanza, si preannuncia un aumento di lavoro dell'intera area fusoria mentre le cose potrebbero cambiare poco o niente nell'attività dei treni di laminazione.
«Uscite per amianto, mobilità e commesse in arrivo, dipingono un quadro migliore», prosegue Renda, anticipando che lo stop dell'altoforno slitta ulteriormente.
Il cuore dello stabilimento si fermerà il 25 luglio, cinque giorni dopo l'ultima indicazione fornita dalla Lucchini.
Sul versante amianto, le 90 situazioni che si sono sbloccate in queste ore si vanno ad aggiungere alle 38 sbloccate a metà giugno. Centoventotto in tutto su un totale di 180 richieste avanzate all'Inail a inizio anno.
I sindacati confidano nel fatto che anche per i 52 casi rimanenti, una risposta positiva giunga quanto prima.
Già adesso, però, si valuta con favore l'accelerazione impressa nel rilascio dei curricula.
«L'avevamo sollecitata, questa accelerazione, e adesso mi sembra che si sia imboccata la strada giusta», sottolinea Renda, attribuendone il merito all'azione congiunta esercitata dagli enti, dalle istituzioni e dalle organizzazioni sindacali stesse.
Perchè le uscite faciliteranno il mantenimento dei posti di lavoro a rischio.
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