La manifestazione
Consiglio, polemica sulla presidenza
Valeria Parrini
Seduta di insediamento del consiglio comunale. Nella riunione, introdotta dal sindaco Gianni Anselmi, Maida Mataloni (Pd) è stata eletta presidente del consiglio. La vicepresidenza è stata assegnata, ed è una novità, ad un rappresentante delle opposizioni
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PIOMBINO. Seduta di insediamento del consiglio comunale. Nella riunione, introdotta dal sindaco Gianni Anselmi, Maida Mataloni (Pd) è stata eletta presidente del consiglio. La vicepresidenza è stata assegnata, ed è una novità, ad un rappresentante delle opposizioni. Il Pdl ha proposto Giovanni Sironi. Che è stato votato da tutti. Tranne Giampiero Amerini. Astenuto.
Già prima del voto, l'ex capogruppo di An, ora esponente del Polo di Centrodestra, aveva pronunciato la sua dichiarazione di guerra. Non nei confronti della maggioranza, alla quale ha assicurato un'opposizione non preconcetta e fornito buone aperture di credito.
Amerini ha puntato direttamente contro il Popolo delle libertà riportando pari pari in sala consiliare il clima elettorale delle ultime amministrative, con la contrapposizione aspra dei due tronconi in cui è divisa la destra piombinese.
Federico Pazzaglia, capogruppo Pdl, ha glissato, invitando «a guardare alle cose da fare».
Rispetto alla scelta del presidente e del vicepresidente del consiglio, già da qualche giorno tirava aria di intesa tra i due schieramenti principali. Tanto da presagire facilmente la situazione di unanimità, frutto di voti incrociati a vantaggio delle proposte di Maida Mataloni e Giovanni Sironi, avanzate rispettivamente dal capogruppo Pd, Claudio Capuano, e Pazzaglia. Ed è andata così.
I partiti minori - assente per questioni familiari Rino Checcoli, rappresentante di Rifondazione - hanno lamentato il mancato coinvolgimento nella scelta della vicepresidenza. Senza alcuna conseguenza sulla doppia elezione.
E' toccato ad Anselmi presentare la giunta, già operativa da qualche giorno, spiegando le deleghe assegnate e le motivazioni che l'hanno indotto ad incrementarle.
«Passione, competenza e dedizione sono i tre elementi necessari al governo della città: le competenze servono, ma i requisiti di base sono questi», ha aggiunto il sindaco, valorizzando la collaborazione manifestata dai consiglieri. E sottolineando la volontà di ricercare un punto di equilibrio tra decisione e discussione.
La seduta è terminata con l'elezione a scrutinio segreto dei rappresentanti della commissione elettorale, che ha compiti di revisione dell'albo degli scrutatori.
I tre membri effettivi sono risultati Sergio Filacanapa (Italia dei valori) con 9 voti, Giorgio Molendi (Partito democratico) con 10, Paolo Bianchi (Pdl) con 5. Supplenti: Angelo Trotta (Sinistra e libertà), Giovanni Basso (Pd) e Paolo Meucci (Pdl).
Due i fuori programma rispetto alla scaletta dell'ordine del giorno. Su sollecitazione del sindaco, i partecipanti hanno osservato un minuto di raccoglimento per la tragedia pesantissima che ha colpito Viareggio.
Poco dopo, un cittadino esasperato con l'Asa per la chiusura del rubinetto di casa, ha interrotto brevemente la riunione ricordando le promesse ricevute da Anselmi.
Già prima del voto, l'ex capogruppo di An, ora esponente del Polo di Centrodestra, aveva pronunciato la sua dichiarazione di guerra. Non nei confronti della maggioranza, alla quale ha assicurato un'opposizione non preconcetta e fornito buone aperture di credito.
Amerini ha puntato direttamente contro il Popolo delle libertà riportando pari pari in sala consiliare il clima elettorale delle ultime amministrative, con la contrapposizione aspra dei due tronconi in cui è divisa la destra piombinese.
Federico Pazzaglia, capogruppo Pdl, ha glissato, invitando «a guardare alle cose da fare».
Rispetto alla scelta del presidente e del vicepresidente del consiglio, già da qualche giorno tirava aria di intesa tra i due schieramenti principali. Tanto da presagire facilmente la situazione di unanimità, frutto di voti incrociati a vantaggio delle proposte di Maida Mataloni e Giovanni Sironi, avanzate rispettivamente dal capogruppo Pd, Claudio Capuano, e Pazzaglia. Ed è andata così.
I partiti minori - assente per questioni familiari Rino Checcoli, rappresentante di Rifondazione - hanno lamentato il mancato coinvolgimento nella scelta della vicepresidenza. Senza alcuna conseguenza sulla doppia elezione.
E' toccato ad Anselmi presentare la giunta, già operativa da qualche giorno, spiegando le deleghe assegnate e le motivazioni che l'hanno indotto ad incrementarle.
«Passione, competenza e dedizione sono i tre elementi necessari al governo della città: le competenze servono, ma i requisiti di base sono questi», ha aggiunto il sindaco, valorizzando la collaborazione manifestata dai consiglieri. E sottolineando la volontà di ricercare un punto di equilibrio tra decisione e discussione.
La seduta è terminata con l'elezione a scrutinio segreto dei rappresentanti della commissione elettorale, che ha compiti di revisione dell'albo degli scrutatori.
I tre membri effettivi sono risultati Sergio Filacanapa (Italia dei valori) con 9 voti, Giorgio Molendi (Partito democratico) con 10, Paolo Bianchi (Pdl) con 5. Supplenti: Angelo Trotta (Sinistra e libertà), Giovanni Basso (Pd) e Paolo Meucci (Pdl).
Due i fuori programma rispetto alla scaletta dell'ordine del giorno. Su sollecitazione del sindaco, i partecipanti hanno osservato un minuto di raccoglimento per la tragedia pesantissima che ha colpito Viareggio.
Poco dopo, un cittadino esasperato con l'Asa per la chiusura del rubinetto di casa, ha interrotto brevemente la riunione ricordando le promesse ricevute da Anselmi.
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