Sicurezza
La destra divisa sulla tutela ambientale
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Un sub esplora i fondali dell’isola, accanto il sindaco BarbettiIntanto Legambiente propone di ripartire dall'intesa del 2005 «Ci sono obblighi da rispettare»
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PORTOFERRAIO. Nessuna zona A, a protezione totale, ma tante aree B e C per proteggere il mare dell'Elba da natanti, pesca e sub almeno nelle zone di pregio, dove la tutela ambientale va a braccetto con l'economia turistica. Era questa la filosofia di fondo della proposta che i Comuni elbani erano riusciti a mettere insieme su sollecitazione dell'allora commissario del Parco, Ruggero Barbetti, oggi sindaco di Capoliveri, a seguito delle norme sponsorizzate dal ministro dell'epoca, Altero Matteoli. Una soluzione elbana che non ha convinto il Ministero dell'Ambiente. Né sembra accontentare gli stessi isolani che nel nuovo capitolo della battaglia sulle aree marine protette vedono sugli opposti fronti gli esponenti delle stesse forze politiche. Il caso? Barbetti crede nei vantaggi delle Amp. Marciana con il neo sindaco Anna Bulgaresi no. «Per il momento - afferma - di aree marine protette non se ne parla. Prima ci sono i problemi con il Parco sulla terraferma».
La mancata istituzione delle aree marine protette all'Elba, per il sindaco di Capoliveri, non è però solo il no di Marciana. «In questi anni - spiega Barbetti - è mancata la volontà politica. Sono stati posti dei veti da parte delle amministrazioni di centrosinistra». Ma questo succedeva nel 2005. Oggi? Cosa succederà con la scadenza del 2012 alle porte? «Dobbiamo ripartire dalle proposte definite nel 2005» spiega Barbetti che tuttavia lascia intendere di non essere molto fiducioso sulla concretizzazione di quel progetto. «Anche allora - spiega - l'amministrazione comunale di Marciana non era favorevole all'Amp». Le altre, al contrario, ad un'intesa erano giunte.
A Portoferraio l'area marina protetta avrebbe dovuto estendersi tra l'Enfola e lo Scoglietto. A Campo da Punta Fetovaia verso Pomonte, a Marciana Marina la zona appena la di fuori del porto verso la Corsica. Ed ancora a Rio Elba tra Niosporto e Cavo, a Rio Marina tra Ortano e Capo d'Arco e per Porto Azzurro tra Capo d'Arco e Reale. «A Capoliveri - continua Barbetti - volevamo mettere sotto tutela tutte le principali spiagge del territorio per garantire anche le attività di balneazione».
Una proposta forse non eccellente ma dalla quale anche secondo Legambiente, sul tema d'accordo con Barbetti, occorre ripartire. «Allo stato attuale - spiega Mazzantini - il Parco si trova a gestire dei vincoli che con l'Amp potrebbero diventare opportunità. E' vero che le aree marine si fanno con i Comuni ma è anche vero che stiamo parlando di beni dello Stato che ha degli obblighi di tutela».
La mancata istituzione delle aree marine protette all'Elba, per il sindaco di Capoliveri, non è però solo il no di Marciana. «In questi anni - spiega Barbetti - è mancata la volontà politica. Sono stati posti dei veti da parte delle amministrazioni di centrosinistra». Ma questo succedeva nel 2005. Oggi? Cosa succederà con la scadenza del 2012 alle porte? «Dobbiamo ripartire dalle proposte definite nel 2005» spiega Barbetti che tuttavia lascia intendere di non essere molto fiducioso sulla concretizzazione di quel progetto. «Anche allora - spiega - l'amministrazione comunale di Marciana non era favorevole all'Amp». Le altre, al contrario, ad un'intesa erano giunte.
A Portoferraio l'area marina protetta avrebbe dovuto estendersi tra l'Enfola e lo Scoglietto. A Campo da Punta Fetovaia verso Pomonte, a Marciana Marina la zona appena la di fuori del porto verso la Corsica. Ed ancora a Rio Elba tra Niosporto e Cavo, a Rio Marina tra Ortano e Capo d'Arco e per Porto Azzurro tra Capo d'Arco e Reale. «A Capoliveri - continua Barbetti - volevamo mettere sotto tutela tutte le principali spiagge del territorio per garantire anche le attività di balneazione».
Una proposta forse non eccellente ma dalla quale anche secondo Legambiente, sul tema d'accordo con Barbetti, occorre ripartire. «Allo stato attuale - spiega Mazzantini - il Parco si trova a gestire dei vincoli che con l'Amp potrebbero diventare opportunità. E' vero che le aree marine si fanno con i Comuni ma è anche vero che stiamo parlando di beni dello Stato che ha degli obblighi di tutela».
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