Sindaco piombinese di centrosinistranel cuore della Lega
Stefano Retali alla guida di Concesio nel Bresciano con la nostaglia del liceo e persino dello spolverino
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PIOMBINO. Anche in Lombardia un piombinese alla guida di un Comune. Stefano Retali, 48 anni nato a Piombino in via del Chiassatello, dove risiedono ancora i genitori, dal 9 giugno è sindaco di Concesio, un paese di 15mila abitanti alla periferia nord di Brescia, alle porte della Valle Trompia, noto per aver dato i natali a Papa Paolo VI.
Retali, docente di italiano e vicepreside dell'Istituto superiore di Gardone Valle Trompia, è stato assessore alla cultura e all'istruzione per 10 anni. Ora il salto alla guida di una lista civica di centrosinistra. Iscritto al Pd, ha sfruttato il traino della buona amministrazione del suo predecessore Diego Peli e la popolarità ottenuta alla guida del sistema culturale e scolastico per battere un avversario agguerrito come Guido Lazzari, candidato di Lega Nord e Pdl.
Può sembrare strano che un toscano diventi sindaco di un Comune lombardo e per di più battendo un candidato sostenuto dalla Lega Nord, ma è anche il segnale di un territorio accogliente, aperto e attento alla qualità delle persone più che alle sole bandiere.
«Mi sono sempre trovato bene a Concesio, dove abito da 19 anni - racconta Retali - e non ho faticato ad entrare in relazione con la gente, sicuramente più riservata dei piombinesi ma sempre schietta e concreta. Certo mi mancano il mare, il libeccio e la salsedine, ma il panorama collinare di Concesio è altrettanto bello».
«Il nostro - prosegue - è un paese di elevato valore residenziale, molto appetito perchè ben servito, verde, tranquillo e vicino a Brescia. Molti servizi e infrastrutture, culturali e sportive, sono state realizzate. Adesso dobbiamo andare avanti e gestire una crescita equilibrata del territorio e che abbia come grande obiettivo la costruzione di una nuova scuola elementare e media per razionalizzare un sistema che ha ben 9 plessi, troppo onerosi da gestire».
Concesio è in attesa un impegno importante: la visita di Benedetto XVI prevista per domenica 8 novembre in occasione dell'inaugurazione del Centro Paolo VI, struttura culturale e spirituale di livello internazionale. «Metterò al servizio dei concesiani - dice Retali - la mia caratteristica di piombinese, diretto, appassionato e attento ai problemi delle persone. Del resto tra Piombino, Concesio e la Valle Trompia c'è un collegamento: l'industria del ferro e dell'acciaio».
Retali torna spesso a Piombino. «La città - commenta - è molto cambiata, più dinamica e aperta al turismo, molto meno legata alla vecchia immagine di città-fabbrica per la quale molti ancora la conoscono in Italia. In me rimane la nostalgia del paese che ho conosciuto da ragazzo, fatto di gente semplice, di operai, che sapevano convivere in buona armonia e grande tranquillità. Il caro vecchio spolverino che veniva dai carbonili delle acciaierie, vicinissime al Chiassatello dove sono nato. Oggi sono chiamato a fare cose diverse, ma la mia piombinesità rimane viva e mai potrà venire meno. La mia vittoria, molto difficile per un candidato del Pd in un paese dove il centrodestra ha il 56%, è la dimostrazione che il modo di essere piombinese può essere apprezzato ovunque e che lo stare vicino alla gente paga sempre ad ogni latitudine».
Retali, docente di italiano e vicepreside dell'Istituto superiore di Gardone Valle Trompia, è stato assessore alla cultura e all'istruzione per 10 anni. Ora il salto alla guida di una lista civica di centrosinistra. Iscritto al Pd, ha sfruttato il traino della buona amministrazione del suo predecessore Diego Peli e la popolarità ottenuta alla guida del sistema culturale e scolastico per battere un avversario agguerrito come Guido Lazzari, candidato di Lega Nord e Pdl.
Può sembrare strano che un toscano diventi sindaco di un Comune lombardo e per di più battendo un candidato sostenuto dalla Lega Nord, ma è anche il segnale di un territorio accogliente, aperto e attento alla qualità delle persone più che alle sole bandiere.
«Mi sono sempre trovato bene a Concesio, dove abito da 19 anni - racconta Retali - e non ho faticato ad entrare in relazione con la gente, sicuramente più riservata dei piombinesi ma sempre schietta e concreta. Certo mi mancano il mare, il libeccio e la salsedine, ma il panorama collinare di Concesio è altrettanto bello».
«Il nostro - prosegue - è un paese di elevato valore residenziale, molto appetito perchè ben servito, verde, tranquillo e vicino a Brescia. Molti servizi e infrastrutture, culturali e sportive, sono state realizzate. Adesso dobbiamo andare avanti e gestire una crescita equilibrata del territorio e che abbia come grande obiettivo la costruzione di una nuova scuola elementare e media per razionalizzare un sistema che ha ben 9 plessi, troppo onerosi da gestire».
Concesio è in attesa un impegno importante: la visita di Benedetto XVI prevista per domenica 8 novembre in occasione dell'inaugurazione del Centro Paolo VI, struttura culturale e spirituale di livello internazionale. «Metterò al servizio dei concesiani - dice Retali - la mia caratteristica di piombinese, diretto, appassionato e attento ai problemi delle persone. Del resto tra Piombino, Concesio e la Valle Trompia c'è un collegamento: l'industria del ferro e dell'acciaio».
Retali torna spesso a Piombino. «La città - commenta - è molto cambiata, più dinamica e aperta al turismo, molto meno legata alla vecchia immagine di città-fabbrica per la quale molti ancora la conoscono in Italia. In me rimane la nostalgia del paese che ho conosciuto da ragazzo, fatto di gente semplice, di operai, che sapevano convivere in buona armonia e grande tranquillità. Il caro vecchio spolverino che veniva dai carbonili delle acciaierie, vicinissime al Chiassatello dove sono nato. Oggi sono chiamato a fare cose diverse, ma la mia piombinesità rimane viva e mai potrà venire meno. La mia vittoria, molto difficile per un candidato del Pd in un paese dove il centrodestra ha il 56%, è la dimostrazione che il modo di essere piombinese può essere apprezzato ovunque e che lo stare vicino alla gente paga sempre ad ogni latitudine».
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