Attenzione
Ospedale, scatta l'emergenza
◗
Maurizio Trifoglio e l’ospedale di PortoferraioPer 45 giorni reparti ridotti Ci sono pochi medici a disposizione e nessun rinforzo per coprire il periodo di ferie
3 MINUTI DI LETTURA
PORTOFERRAIO. Il personale medico va in ferie? Meno servizi per gli utenti. Garantiti solo interventi di urgenza, quelli delle sale operatorie. E non è certo cosa di pochi giorni. Quasi sette settimane, come dire dal 20 luglio fino a settembre. Saranno cancellati gli interventi programmati. Una scelta aziendale che passa attraverso una circolare interna e che è legata alla decisione di assicurare le ferie al personale medico. Ma non basta.
Dalla prossima settimana verrà utilizzato, a mezzo servizio, il reparto di chiurgia-ortopedia di bassa intensità che si trova in un'ala del primo piano del presidio ospedaliero. Un reparto che si divide in due ale, una destinata alla bassa intensità ed una per l'alta intensità. Anche con qualche problemi di "coabitazione" spesso i ricoverati di chirurgia si trovano nella stanza con malati di ortopedia con tutti i disagi che ne possono derivare. Da lunedì sarà chiusa l'ala di bassa intensità: non ci saranno più a disposizione 12 posti letto in un reparto, dove vengono ricoverate persone con coliche adddominali e renali, per interventi di appendicite, lombosciatalgia. Anche in questo caso poco personale: i 6 infermieri in servizio verranno dirottati in altri settori che hanno sofferenza di personale, come ad esempio il pronto soccorso dove durante il periodo estivo si registra un'alta intensita di interventi legati alla maggiore presenza sull'isola di persone. Di solito, occorre fare ricorso a Piombino, dal momento che diventa difficile reperire medici disposti a venire a lavorare all'Elba anche per le difficoltà di tovare alloggio. Ma non è solo il pronto soccorso ad essere in crisi di personale. Radiologia per esempio. Un tecnico ha lasciato l'Elba per mobilità e si è trasferito in Sicilia ma non è mai stato sostituito.
Quindi anche quest'anno la radiologia elbana si troverà ad affrontare le prestazioni giornaliere di routine, in più dovrà garantire le urgenze del pronto soccorso. Come se non bastasse il reparto dovrà assicurare un servizio di reperibilità durante la notte ed i giorni festivi. Questo vuol dire che ci saranno dei sovraccarichi di lavoro per il personale.
Maurizio Trifoglio è il responsabile dell'Asl 6 per quanto riguarda la zona Elba. Dice: «Si è trattato di una scelta obbligata che non è certo una novità. Lo abbiamo fatto nel passato lo rifaremo quest'anno. Ci sono direttive europee che impongono che il personale deve usufriire di almeno 15 giorni di ferie anche nel periodo estivo.
Per quello che ci riguarda un terzo dell'organico in meno. Non possiamo, fra l'altro, fare nuove assunzioni. Noi assicureremo il servizio di urgenza il resto delle necessità saranno procrastinate a dopo la stagione estiva. Del resto si tratta di piccoli interventi chirurgici, sia chiaro se un paziente ha una appendicite acuta verrà operato ma il primo nostro obiettivo è garantire il settore delle emergenze. Abbiamo di fronte delle scelte obbligate e non potevamo fare diversamente». Non la pensa allo stesso modo Roberto Peria, sindaco di Portoferraio e presidente della conferenza dei sindaci.
Dice: «Non condividiamo la sospensione del servizio della sala operatoria. Abbiamo detto alla nuova direttrice generale, che come conferenza dei sindaci non eravamo d'accordo per la chiusura della sala operatoria anche per 45 giorni. Quindi noi non condividiamo questa scelta aziendale. Mi rammarica anche un fatto che non siamo stati informati come conferenza dei sindaci della chiusura del primo piano di bassa intensità. In questo caso noi ci opporremo e faremo una forte opposizione da parte dei comuni e delle istituzioni locali».
Dalla prossima settimana verrà utilizzato, a mezzo servizio, il reparto di chiurgia-ortopedia di bassa intensità che si trova in un'ala del primo piano del presidio ospedaliero. Un reparto che si divide in due ale, una destinata alla bassa intensità ed una per l'alta intensità. Anche con qualche problemi di "coabitazione" spesso i ricoverati di chirurgia si trovano nella stanza con malati di ortopedia con tutti i disagi che ne possono derivare. Da lunedì sarà chiusa l'ala di bassa intensità: non ci saranno più a disposizione 12 posti letto in un reparto, dove vengono ricoverate persone con coliche adddominali e renali, per interventi di appendicite, lombosciatalgia. Anche in questo caso poco personale: i 6 infermieri in servizio verranno dirottati in altri settori che hanno sofferenza di personale, come ad esempio il pronto soccorso dove durante il periodo estivo si registra un'alta intensita di interventi legati alla maggiore presenza sull'isola di persone. Di solito, occorre fare ricorso a Piombino, dal momento che diventa difficile reperire medici disposti a venire a lavorare all'Elba anche per le difficoltà di tovare alloggio. Ma non è solo il pronto soccorso ad essere in crisi di personale. Radiologia per esempio. Un tecnico ha lasciato l'Elba per mobilità e si è trasferito in Sicilia ma non è mai stato sostituito.
Quindi anche quest'anno la radiologia elbana si troverà ad affrontare le prestazioni giornaliere di routine, in più dovrà garantire le urgenze del pronto soccorso. Come se non bastasse il reparto dovrà assicurare un servizio di reperibilità durante la notte ed i giorni festivi. Questo vuol dire che ci saranno dei sovraccarichi di lavoro per il personale.
Maurizio Trifoglio è il responsabile dell'Asl 6 per quanto riguarda la zona Elba. Dice: «Si è trattato di una scelta obbligata che non è certo una novità. Lo abbiamo fatto nel passato lo rifaremo quest'anno. Ci sono direttive europee che impongono che il personale deve usufriire di almeno 15 giorni di ferie anche nel periodo estivo.
Per quello che ci riguarda un terzo dell'organico in meno. Non possiamo, fra l'altro, fare nuove assunzioni. Noi assicureremo il servizio di urgenza il resto delle necessità saranno procrastinate a dopo la stagione estiva. Del resto si tratta di piccoli interventi chirurgici, sia chiaro se un paziente ha una appendicite acuta verrà operato ma il primo nostro obiettivo è garantire il settore delle emergenze. Abbiamo di fronte delle scelte obbligate e non potevamo fare diversamente». Non la pensa allo stesso modo Roberto Peria, sindaco di Portoferraio e presidente della conferenza dei sindaci.
Dice: «Non condividiamo la sospensione del servizio della sala operatoria. Abbiamo detto alla nuova direttrice generale, che come conferenza dei sindaci non eravamo d'accordo per la chiusura della sala operatoria anche per 45 giorni. Quindi noi non condividiamo questa scelta aziendale. Mi rammarica anche un fatto che non siamo stati informati come conferenza dei sindaci della chiusura del primo piano di bassa intensità. In questo caso noi ci opporremo e faremo una forte opposizione da parte dei comuni e delle istituzioni locali».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
