Sicurezza
Adesso è il traffico a inquinare di più
Katia Ghilli
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Una centralina rilevamento polveri di PiombinoLe centraline di monitoraggio confermano la riduzione delle emissioni in aria provenienti dalle industrie
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PIOMBINO. Adesso ad inquinare l'aria è soprattutto il traffico. Secondo il "rapporto annuale sulla qualità dell'aria della provincia di Livorno" redatto da Arpat prendendo in esame l'andamento dei dati delle centraline di viale Unità d'Italia, all'altezza dei giardini, e del Cotone, nell'anno 2008, l'unica criticità evidenziata è il livello del biossido di azoto, prodotto dai mezzi di trasporto.
Le famigerate PM10 prodotte soprattutto dai cicli industriali, ritenute dannose per il nostro sistema respiratorio, sono rientrate nella norma. E' la prima volta che succede.
Le battaglie dei cittadini più esposti alle emissioni degli impianti industriali, iniziate alla fine degli anni Novanta, cui sono seguite la chiusura della cokeria ed una serie di manutenzioni agli impianti nell'ultimo periodo sembrano aver chiuso, almeno per ora, un capitolo di storia della città. Adesso c'è una nuova sfida da combattere: ridurre il traffico entro il 2010, altrimenti non rispetteremo le normative e, soprattutto, la salute dei residenti.
Per dirla con le parole dei ricercatori, il rapporto evidenzia una "criticità significativa" del biossido di azoto per tutte le centraline presenti sul territorio provinciale: a Piombino (come, ad esempio, anche a Livorno) i valori della concentrazione media annuale di NO2 risultano ben al di sopra del valore limite di 40 microgrammi per metrocubo il cui raggiungimento è previsto per il 2010. La centralina di viale Unità d'Italia ha, infatti, fatto registrare una media annuale di 44 microgrammi per metrocubo: la zona è piuttosto critica perché intercetta tutto il traffico in entrata ed in uscita dalla città.
Numerose sono poi le code, diventate giornaliere, in corrispondenza degli orari delle navi durante l'estate e delle scuole durante il resto dell'anno.
«L'andamento degli indicatori di queste centraline - si legge ancora nel rapporto - non è tale da far presumere che l'obiettivo fissato per il 2010 possa essere raggiunto. In particolare la situazione rilevata a Piombino dalla centralina di Viale Unità d'Italia è da tempo stazionaria su valori critici, mentre a Livorno, addirittura, si sono riscontrati degli incrementi».
«Per quanto riguarda PM10 nella località Cotone - si aggiunge - il trend in diminuzione delle concentrazioni ha permesso di rispettare anche nel 2008 il limite fissato per la concentrazione media annuale e, per la prima volta, il valore limite fissato per il numero dei superamenti della media giornaliera». Una buona notizia per gli abitanti dei quartieri industriali.
Sul fronte degli altri inquinanti rilevati dalle due centraline piombinesi, come gli Ipa (idrocarburi policiclici aromatici) e monossido di carbonio rilevati dalla centralina del Cotone e le Pts (particelle totali sospese) analizzate dalla centralina di viale Unità d'Italia, il rapporto Arpat definisce un "livello di qualità che può essere invece considerato buono".
Sempre nel documento stilato dall'Arpat di Livorno si accenna, infine, ad una prossima ristrutturazione delle reti di monitoraggio della qualità dell'aria, di cui è responsabile la Provincia di Livorno.
La Regione ha, ad esempio, intenzione di dotarsi di una rete virtuale per monitorare l'ozono.
Le famigerate PM10 prodotte soprattutto dai cicli industriali, ritenute dannose per il nostro sistema respiratorio, sono rientrate nella norma. E' la prima volta che succede.
Le battaglie dei cittadini più esposti alle emissioni degli impianti industriali, iniziate alla fine degli anni Novanta, cui sono seguite la chiusura della cokeria ed una serie di manutenzioni agli impianti nell'ultimo periodo sembrano aver chiuso, almeno per ora, un capitolo di storia della città. Adesso c'è una nuova sfida da combattere: ridurre il traffico entro il 2010, altrimenti non rispetteremo le normative e, soprattutto, la salute dei residenti.
Per dirla con le parole dei ricercatori, il rapporto evidenzia una "criticità significativa" del biossido di azoto per tutte le centraline presenti sul territorio provinciale: a Piombino (come, ad esempio, anche a Livorno) i valori della concentrazione media annuale di NO2 risultano ben al di sopra del valore limite di 40 microgrammi per metrocubo il cui raggiungimento è previsto per il 2010. La centralina di viale Unità d'Italia ha, infatti, fatto registrare una media annuale di 44 microgrammi per metrocubo: la zona è piuttosto critica perché intercetta tutto il traffico in entrata ed in uscita dalla città.
Numerose sono poi le code, diventate giornaliere, in corrispondenza degli orari delle navi durante l'estate e delle scuole durante il resto dell'anno.
«L'andamento degli indicatori di queste centraline - si legge ancora nel rapporto - non è tale da far presumere che l'obiettivo fissato per il 2010 possa essere raggiunto. In particolare la situazione rilevata a Piombino dalla centralina di Viale Unità d'Italia è da tempo stazionaria su valori critici, mentre a Livorno, addirittura, si sono riscontrati degli incrementi».
«Per quanto riguarda PM10 nella località Cotone - si aggiunge - il trend in diminuzione delle concentrazioni ha permesso di rispettare anche nel 2008 il limite fissato per la concentrazione media annuale e, per la prima volta, il valore limite fissato per il numero dei superamenti della media giornaliera». Una buona notizia per gli abitanti dei quartieri industriali.
Sul fronte degli altri inquinanti rilevati dalle due centraline piombinesi, come gli Ipa (idrocarburi policiclici aromatici) e monossido di carbonio rilevati dalla centralina del Cotone e le Pts (particelle totali sospese) analizzate dalla centralina di viale Unità d'Italia, il rapporto Arpat definisce un "livello di qualità che può essere invece considerato buono".
Sempre nel documento stilato dall'Arpat di Livorno si accenna, infine, ad una prossima ristrutturazione delle reti di monitoraggio della qualità dell'aria, di cui è responsabile la Provincia di Livorno.
La Regione ha, ad esempio, intenzione di dotarsi di una rete virtuale per monitorare l'ozono.
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