Sicurezza
Truffa automobilista con un trucco
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Automobilisti discutono animatamente per auto danneggiataLa donna dopo aver pagato ha denunciato il fatto al commissariato: «Mi ha inseguito, ero spaventata»
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PIOMBINO. Variazione sul tema della truffa dello specchietto. Si ha sempre a che fare con un falso incidente che però serve a spillare soldi all'automobilista scelto come vittima (e che nel caso ci ha rimesso 200 euro). Una truffa vecchissima, ma pur sempre valida.
Messa a segno - stavolta - anche sulla Variante Aurelia, a ridosso della galleria di San Vincenzo. L'altra mattina una donna piombinese, alla guida della sua monovolume, mentre stava sorpassando un'altra auto, ha sentito come un colpo sulla fiancata, come se la carrozzeria fosse stata colpita da un sasso.
«Dopo pochi secondi - racconta la signora, che in auto aveva anche il figlio più piccolo di 5 anni - mi sono trovata inseguita dalla macchina appena superata, col conducente che mi intimava a gesti di accostare e mi segnalava con in fari. Ho rallentato e alla prima area di sosta mi sono fermata. Sono scesa raccomandando a mio figlio, già spaventato, di non seguirmi».
«Il guidatore mi ha quasi assalito - prosegue - dicendomi che gli avevo rotto lo specchietto durante il sorpasso, che la moglie con due figli a bordo si era spaventata e che sarebbe andato all'ospedale per il referto... che dovevo dargli gli estremi dell'assicurazione o, se li avevo, alcune centinaia di euro come rimborso per il danno, perché non poteva riportare al suocero l'auto in quelle condizioni».
«Mio figlio, intanto, sempre più spaventato, era sceso dall'auto, proprio mentre quest'uomo mi trascinava per un braccio a vedere il suo specchietto rotto. Sul momento non ho pensato, né valutato. Ma la cosa migliore mi è sembrata rivolgermi al concessionario più vicino per farmi dire quanto poteva costare lo specchietto. Poi, sempre per evitare ulteriori fastidi ho liquidato il tutto con 200 euro». Dopo la consegna del denaro ognuno è andato per la propria strada.
«Mi sono rimessa in viaggio e nel giro di pochi minuti si è fatta strada in me la certezza di essere stata truffata. A mente fredda ho guardato la mia macchina - sottolinea - Non avevo colpito lo specchietto perché a 100 all'ora poteva succedere di tutto e il colpo che avevo sentito non era rapportabile ai due mezzi in movimento». Non è rimasto altro da fare, tornando a casa, che rivolgersi al commissariato per sporgere denuncia.
Messa a segno - stavolta - anche sulla Variante Aurelia, a ridosso della galleria di San Vincenzo. L'altra mattina una donna piombinese, alla guida della sua monovolume, mentre stava sorpassando un'altra auto, ha sentito come un colpo sulla fiancata, come se la carrozzeria fosse stata colpita da un sasso.
«Dopo pochi secondi - racconta la signora, che in auto aveva anche il figlio più piccolo di 5 anni - mi sono trovata inseguita dalla macchina appena superata, col conducente che mi intimava a gesti di accostare e mi segnalava con in fari. Ho rallentato e alla prima area di sosta mi sono fermata. Sono scesa raccomandando a mio figlio, già spaventato, di non seguirmi».
«Il guidatore mi ha quasi assalito - prosegue - dicendomi che gli avevo rotto lo specchietto durante il sorpasso, che la moglie con due figli a bordo si era spaventata e che sarebbe andato all'ospedale per il referto... che dovevo dargli gli estremi dell'assicurazione o, se li avevo, alcune centinaia di euro come rimborso per il danno, perché non poteva riportare al suocero l'auto in quelle condizioni».
«Mio figlio, intanto, sempre più spaventato, era sceso dall'auto, proprio mentre quest'uomo mi trascinava per un braccio a vedere il suo specchietto rotto. Sul momento non ho pensato, né valutato. Ma la cosa migliore mi è sembrata rivolgermi al concessionario più vicino per farmi dire quanto poteva costare lo specchietto. Poi, sempre per evitare ulteriori fastidi ho liquidato il tutto con 200 euro». Dopo la consegna del denaro ognuno è andato per la propria strada.
«Mi sono rimessa in viaggio e nel giro di pochi minuti si è fatta strada in me la certezza di essere stata truffata. A mente fredda ho guardato la mia macchina - sottolinea - Non avevo colpito lo specchietto perché a 100 all'ora poteva succedere di tutto e il colpo che avevo sentito non era rapportabile ai due mezzi in movimento». Non è rimasto altro da fare, tornando a casa, che rivolgersi al commissariato per sporgere denuncia.
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