Italia
«Irresponsabile l'atteggiamento dei dirigenti della Fiom»
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Vincenzo Renda (Uilm) e in piedi Fausto Fagioli (Fim)Sugli accordi per la cassa integrazione, Uilm e Fim accusano Gabrielli di usare metri diversi a seconda delle aziende
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PIOMBINO. «La Fiom cambia metro a seconda delle aziende». Il giudizio è condiviso da Vincenzo Renda e Fausto Fagioli, rispettivamente segretari provinciali di Uilm e Fim. Ed è riferito alle ultime dichiarazioni di Luciano Gabrielli. «A molti mesi dalla crisi, per i lavoratori in cassa integrazione aumentano le difficolta. E' urgente - si dice in una nota congiunta - che politica e aziende trovino un sistema di sostegno al reddito».
«Il sindacato - si aggiunge - si è battuto per mantenere i posti nella speranza della ripresa. Fim,Fiom e Uilm, in modo responsabile, hanno firmato tutte le richieste di cassa pervenute. E' incomprensibile l'atteggiamento della Fiom che non ha firmato la richiesta per alcune aziende. E' legititmo ma irresponsabile. L'attuale gruppo dirigente non usa ovunque lo stesso metro. Da qualche parte non firma, da altre va al di là della normale responsabilità siglando da solo accordi con riduzioni di salario, come alla Toscana impianti, dove è stata firmata un'intesa senza di noi e si è provveduto alla nomina delle Rsu in modo unilaterale».
Le accuse continuano: «Da qualche altra parte, la Fiom firma contro la volontà dei lavoratori, delle stesse Rsu e senza il nostro coinvolgimento. Magari, poi ritira la firma».
«Noi - proseguono Fim e Uilm - non abbiamo governi o aziende amici o nemici. Agiamo solo nell'interesse dei lavoratori. Non accettiamo provocazioni e offese da chi ultimamente i nemici li vede più in chi la pensa diversamente che nelle controparti imprenditoriali. Nel rispetto della volontà dei lavoratori continueremo a ricercare la giusta unità. Ma è difficile fare percorsi insieme a chi da un po' di tempo ha abbandonato la soluzione dei problemi mettendosi solo a fare cattiva politica».
«Rispetto alla Dalmine e alla 3 M, ricordiamo semplicemente che - si aggiunge - non ci siamo piegati alla volontà della Fiom, che sbaglia ed ha avuto un atteggiamento irresponsabile nel non firmare le richieste di cig. Vigileremo sulle prospettive della Dalmine e subito dopo l'incontro del 13 luglio, faremo le assemblee». Sulla 3 M, Fim e Uilm sostengono che, come altrove, i contratti non sono stati confermati. Ma non per una questione razziale. «A casa - concludono - sono andati tutti i precari e noi continuereno ad impegnarci per recuperarli».
«Il sindacato - si aggiunge - si è battuto per mantenere i posti nella speranza della ripresa. Fim,Fiom e Uilm, in modo responsabile, hanno firmato tutte le richieste di cassa pervenute. E' incomprensibile l'atteggiamento della Fiom che non ha firmato la richiesta per alcune aziende. E' legititmo ma irresponsabile. L'attuale gruppo dirigente non usa ovunque lo stesso metro. Da qualche parte non firma, da altre va al di là della normale responsabilità siglando da solo accordi con riduzioni di salario, come alla Toscana impianti, dove è stata firmata un'intesa senza di noi e si è provveduto alla nomina delle Rsu in modo unilaterale».
Le accuse continuano: «Da qualche altra parte, la Fiom firma contro la volontà dei lavoratori, delle stesse Rsu e senza il nostro coinvolgimento. Magari, poi ritira la firma».
«Noi - proseguono Fim e Uilm - non abbiamo governi o aziende amici o nemici. Agiamo solo nell'interesse dei lavoratori. Non accettiamo provocazioni e offese da chi ultimamente i nemici li vede più in chi la pensa diversamente che nelle controparti imprenditoriali. Nel rispetto della volontà dei lavoratori continueremo a ricercare la giusta unità. Ma è difficile fare percorsi insieme a chi da un po' di tempo ha abbandonato la soluzione dei problemi mettendosi solo a fare cattiva politica».
«Rispetto alla Dalmine e alla 3 M, ricordiamo semplicemente che - si aggiunge - non ci siamo piegati alla volontà della Fiom, che sbaglia ed ha avuto un atteggiamento irresponsabile nel non firmare le richieste di cig. Vigileremo sulle prospettive della Dalmine e subito dopo l'incontro del 13 luglio, faremo le assemblee». Sulla 3 M, Fim e Uilm sostengono che, come altrove, i contratti non sono stati confermati. Ma non per una questione razziale. «A casa - concludono - sono andati tutti i precari e noi continuereno ad impegnarci per recuperarli».
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