Il Tirreno

Crollo del tetto nel palazzo comunale di via Grosseto dove erano in corso i lavori

Casalp ora chiede i danni

Valeria Parrini
La muffa che affiora in uno degli appartamenti
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La muffa che affiora in uno degli appartamenti

Tetto vecchio, maltempo e incuria da parte dell'impresa che esegue i lavori. All'indomani del crollo parziale del tetto di una delle tre palazzine comunali di via Grosseto e l'evacuazione di una decina di famiglie, Casalp ha messo a fuoco le concause che hanno provocato l'episodio.

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PIOMBINO. Tetto vecchio, maltempo e incuria da parte dell'impresa che esegue i lavori. All'indomani del crollo parziale del tetto di una delle tre palazzine comunali di via Grosseto e l'evacuazione di una decina di famiglie, Casalp ha messo a fuoco le concause che hanno provocato l'episodio. Episodio che avrebbe potuto avere conseguenze decisamente peggiori.
E' il vicepresidente Casalp, Marco Macchioni, a fare il punto dopo il sopralluogo eseguito con il direttore generale, Pietro Marini. E ad anticipare la volontà di chiedere un risarcimento alla ditta campana che ha ottenuto in subappalto i lavori di manutenzione straordinaria: tetti, facciate e terrazzi dei tre edifici con poco più di duecentomila euro.
«E' chiaro - sostiene Macchioni - che il tetto versava in brutte condizioni e che vento e pioggia sono stati particolarmente intensi. Ma è vero anche che sarebbe stata d'aiuto una copertura della zona su cui si stava intervenendo. Proprio per l'allarme meteo che era stato lanciato nei giorni precedenti all'accaduto».
Di «cattive modalità di gestione del cantiere» parla anche l'assessore Anna Tempestini, definendo una priorità dell'amministrazione comunale il rientro a casa degli sfollati, in parte ospitati in albergo, in parte da parenti.
Il contenzioso che Macchioni intende aprire, terrà conto delle spese di trasferimento degli abitanti, una ventina. E dei danni interni alle abitazioni.
Quanto accaduto all'alba di domenica avrà come effetto un potenziamento del progetto originario che, quindi, andrà oltre il consolidamento per trasformarsi in un rifacimento vero e proprio. Lì, come nelle altre due palazzine.
Per coprire i costi aggiuntivi inevitabili, Casalp chiede l'intervento della giunta toscana.
«Ho invitato l'assessore Baronti a venire in città. Sarà qui il 3 luglio», dice Macchioni preannunciando che la visita sarà scandita da due tappe. Da due volti contrastanti della politica abitativa pubblica: il primo cantiere bioedilizio della regione, a San Rocco, e la situazione di via Grosseto dove seri problemi di degrado ci sono anche dentro le case.
Sui tempi in cui gli sfollati potranno rientrare nelle loro case, Macchioni non si sbilancia. Molto dipenderà dal sostegno economico che Casalp aspetta da Firenze.
Da lì, si attendono pure novità sulla revisione della normativa di assegnazione degli appalti. Obiettivo, superare la formula in vigore del massimo ribasso, per privilegiare il rapporto tra costi e qualità. Anche in termini di tempi di consegna dei lavori appaltati.

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