Attenzione
piombino
«Siamo in un ghetto a due passi dal centro»
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Un balcone marcio alle case comunaliC'è rabbia tra gli abitanti degli alloggi pubblici di via Grosseto dove il crollo del tetto ha catalizzato l'attenzione dei media e delle autorità. Almeno per un giorno.
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PIOMBINO. «Mi dica se le sembra Piombino. Viviamo in un ghetto. Eppure siamo a due passi dal centro».
C'è rabbia tra gli abitanti degli alloggi pubblici di via Grosseto dove il crollo del tetto ha catalizzato l'attenzione dei media e delle autorità. Almeno per un giorno.
Si affacciano dalle terrazze-ballatoio che mettono in comunicazione i piccoli appartamenti. O dai portoncini del pianterreno. Invitano ad entrare. Tutti hanno una storia di difficoltà personali da raccontare. Problemi gravissimi di salute da tentare di far valere per un trasferimento. O qualcosa da mostrare, in questo microcosmo disagiato.
Ruggine che divora le terrazze, umidità che mangia le pareti, acqua che affiora da qualche angolo dei pavimenti, liquami che in alcuni punti escono per strada. Niente puzza, oggi. La pioggia, almeno questo, di buono l'ha fatto. L'ha spazzata via.
E ancora, poggi, buche e rare pennellate d'asfalto intorno agli edifici.
«Mi hanno detto di non stare sul terrazzo perchè è pericoloso. E come ci entro in casa»? domanda Carla Bardini. Vive con il figlio quarantenne in due stanze trasformate, come dice lei stessa, in accampamento. Perchè i panni non si possono tenere nell'armadio, la muffa impregna tutto. Doveva stare lì quattro mesi. Sono trascorsi sette anni.
Ilva Ficcanterri è invalida. Tale è lo stato del suo alloggio che è stato dichiarato inagibile. E non è il solo.
«E' vero, è una brutta situazione», ammette l'assessore Anna Tempestini. «Per questo - aggiunge - abbiamo chiesto a Casalp di inserire l'intervento in corso tra le priorità per Piombino».
In via Grosseto, però, c'è chi si chiede se non poteva essere fatto prima.
V.P.
C'è rabbia tra gli abitanti degli alloggi pubblici di via Grosseto dove il crollo del tetto ha catalizzato l'attenzione dei media e delle autorità. Almeno per un giorno.
Si affacciano dalle terrazze-ballatoio che mettono in comunicazione i piccoli appartamenti. O dai portoncini del pianterreno. Invitano ad entrare. Tutti hanno una storia di difficoltà personali da raccontare. Problemi gravissimi di salute da tentare di far valere per un trasferimento. O qualcosa da mostrare, in questo microcosmo disagiato.
Ruggine che divora le terrazze, umidità che mangia le pareti, acqua che affiora da qualche angolo dei pavimenti, liquami che in alcuni punti escono per strada. Niente puzza, oggi. La pioggia, almeno questo, di buono l'ha fatto. L'ha spazzata via.
E ancora, poggi, buche e rare pennellate d'asfalto intorno agli edifici.
«Mi hanno detto di non stare sul terrazzo perchè è pericoloso. E come ci entro in casa»? domanda Carla Bardini. Vive con il figlio quarantenne in due stanze trasformate, come dice lei stessa, in accampamento. Perchè i panni non si possono tenere nell'armadio, la muffa impregna tutto. Doveva stare lì quattro mesi. Sono trascorsi sette anni.
Ilva Ficcanterri è invalida. Tale è lo stato del suo alloggio che è stato dichiarato inagibile. E non è il solo.
«E' vero, è una brutta situazione», ammette l'assessore Anna Tempestini. «Per questo - aggiunge - abbiamo chiesto a Casalp di inserire l'intervento in corso tra le priorità per Piombino».
In via Grosseto, però, c'è chi si chiede se non poteva essere fatto prima.
V.P.
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