Sicurezza
piombino cronaca
Muore con lo scooter contro un'auto
◗
Un dettaglio dello scooter di Angelo Braschi e dell’auto della famiglia di turisti tedeschi dopo lo scontro. A destra la folla di piombinesi accorsi in viale della ResistenzaTRAGICO SCHIANTO Angelo Braschi non è riuscito a evitare il Suv Honda al centro della carreggiata di viale della Resistenza
2 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. Tragico incidente ieri sera in viale della Resistenza dove un uomo di 37 anni si è schiantato con lo scooter contro un Suv Honda guidato da un turista tedesco. Angelo Braschi, titolare di un'impresa di traslochi, è morto sul colpo per le ferite alla testa. Lascia la moglie Deborah e il figlioletto Tommaso di sette anni.
Ancora da chiarire le cause dello scontro, su cui lavorano i carabinieri, intervenuti sul posto per i rilievi.
L'incidente è avvenuto intorno alle 20,30, quasi all'altezza del cavalcaferrovia Lucchini.
Il Suv Honda era al centro della strada forse perché il guidatore, probabilmente arrivato dal porto, aveva sbagliato o credeva di aver sbagliato direzione. Il turista tedesco comunque un attimo prima dell'incidente aveva avviato una brusca manovra di inversione mentre dal centro città era in arrivo lo scooter di Braschi.
Certo è che la macchina nella sterzata ha impegnato gran parte della carreggiata, e lo scooterista deve essersi accorto all'ultimo momento di quanto stava accadendo, tentando disperatamente di allargarsi sulla propria sinistra per evitare l'ostacolo.
Manovra che non gli è riuscita, così che è andato a schiantarsi contro la fiancata sinistra dell'auto. Una botta tremenda, con l'uomo che nell'urto è andato a sbattere la testa contro l'angolo in alto del vetro anteriore dell'auto, prima di ricadere sull'asfalto.
Ai primi soccorritori è parso subito chiaro che non c'era più nulla da fare. Braschi infatti è rimasto a terra, ucciso sul colpo.
Qualcuno ha dato l'allarme e sul luogo dell'incidente è arrivata un'ambulanza, poi i vigili del fuoco e i carabinieri.
Il medico ha potuto solo constatare la morte di Braschi, mentre seduti in terra all'angolo di via Gobetti, in stato di choc, sono rimasti a lungo il guidatore del Suv Honda, la moglie e la figlia, illesi nell'incidente.
Sul posto - dove si era radunata una folla - scene di disperazione degli amici di Angelo Braschi, arrivati poco dopo in viale della Resistenza, e poi dei familiari, e di tanta gente che con lui aveva lavorato e comunque gli voleva bene.
Solo dopo più di un'ora è arrivata l'autorizzazione del magistrato a rimuovere la salma, che è stata trasportata all'obitorio, già a disposizione della famiglia per i funerali.
Angelo Braschi, oltre alla moglie, al figlio e agli altri familiari, lascia tantissimi amici.
Era davvero una persona molto conosciuta e benvoluta. La notizia della sua morte ha fatto in un lampo il giro della città, lasciando tutti senza parole.
Ancora da chiarire le cause dello scontro, su cui lavorano i carabinieri, intervenuti sul posto per i rilievi.
L'incidente è avvenuto intorno alle 20,30, quasi all'altezza del cavalcaferrovia Lucchini.
Il Suv Honda era al centro della strada forse perché il guidatore, probabilmente arrivato dal porto, aveva sbagliato o credeva di aver sbagliato direzione. Il turista tedesco comunque un attimo prima dell'incidente aveva avviato una brusca manovra di inversione mentre dal centro città era in arrivo lo scooter di Braschi.
Certo è che la macchina nella sterzata ha impegnato gran parte della carreggiata, e lo scooterista deve essersi accorto all'ultimo momento di quanto stava accadendo, tentando disperatamente di allargarsi sulla propria sinistra per evitare l'ostacolo.
Manovra che non gli è riuscita, così che è andato a schiantarsi contro la fiancata sinistra dell'auto. Una botta tremenda, con l'uomo che nell'urto è andato a sbattere la testa contro l'angolo in alto del vetro anteriore dell'auto, prima di ricadere sull'asfalto.
Ai primi soccorritori è parso subito chiaro che non c'era più nulla da fare. Braschi infatti è rimasto a terra, ucciso sul colpo.
Qualcuno ha dato l'allarme e sul luogo dell'incidente è arrivata un'ambulanza, poi i vigili del fuoco e i carabinieri.
Il medico ha potuto solo constatare la morte di Braschi, mentre seduti in terra all'angolo di via Gobetti, in stato di choc, sono rimasti a lungo il guidatore del Suv Honda, la moglie e la figlia, illesi nell'incidente.
Sul posto - dove si era radunata una folla - scene di disperazione degli amici di Angelo Braschi, arrivati poco dopo in viale della Resistenza, e poi dei familiari, e di tanta gente che con lui aveva lavorato e comunque gli voleva bene.
Solo dopo più di un'ora è arrivata l'autorizzazione del magistrato a rimuovere la salma, che è stata trasportata all'obitorio, già a disposizione della famiglia per i funerali.
Angelo Braschi, oltre alla moglie, al figlio e agli altri familiari, lascia tantissimi amici.
Era davvero una persona molto conosciuta e benvoluta. La notizia della sua morte ha fatto in un lampo il giro della città, lasciando tutti senza parole.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
