Il dolore
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«Mai più file come il 2 giugno»
Commercianti e operatori balneari sono concordi nell'esprimere giudizi negativi sulle sbarre al porto di Piombino. Loro per primi, come residenti, vivono sulla propria pelle le difficoltà create dal nuovo sistema di controlli. Ma la vera preoccupazione non è tornare a casa, semmai continuare a lavorare favorendo l'arrivo dei turisti.
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PORTOFERRAIO. Commercianti e operatori balneari sono concordi nell'esprimere giudizi negativi sulle sbarre al porto di Piombino. Loro per primi, come residenti, vivono sulla propria pelle le difficoltà create dal nuovo sistema di controlli. Ma la vera preoccupazione non è tornare a casa, semmai continuare a lavorare favorendo l'arrivo dei turisti.
«Quanto è avvenuto nel ponte del due giugno - osserva Mauro Quercioli, presidente della Confesercenti - non deve risuccedere. Sono in molti che ce lo hanno assicurato, allora dovremo essere più tranquilli. Ma bisogna però fare due importanti distinzioni in merito. La prima: riguarda i residenti che si recano in continente per i motivi più vari; per loro c'è bisogno di creare una modalità d'imbarco a parte, altrimenti il diritto alla continuità territoriale finirebbe per essere calpestato e leso nella sua impostazione programmatica. La seconda: non sottovaluterei la circostanza che vede il turista intenzionato a scendere all'Elba con il biglietto prenotato da una delle agenzie di viaggio oppure prepagato su internet che viene fermato alle barriere del porto, facendogli correre il rischio di perdere il traghetto. Insomma ci sono alcune variabili che devono essere necesariamente tenute presenti, altrimenti sarebbe un danno per la nostra economia». «Tutto quello che è ostacolo - aggiunge Alfonso Batignani, presidente della Fiba dell'Elba - non fa bene al turismo. Non bisogna creare ulteriori ostacoli».
«Quanto è avvenuto nel ponte del due giugno - osserva Mauro Quercioli, presidente della Confesercenti - non deve risuccedere. Sono in molti che ce lo hanno assicurato, allora dovremo essere più tranquilli. Ma bisogna però fare due importanti distinzioni in merito. La prima: riguarda i residenti che si recano in continente per i motivi più vari; per loro c'è bisogno di creare una modalità d'imbarco a parte, altrimenti il diritto alla continuità territoriale finirebbe per essere calpestato e leso nella sua impostazione programmatica. La seconda: non sottovaluterei la circostanza che vede il turista intenzionato a scendere all'Elba con il biglietto prenotato da una delle agenzie di viaggio oppure prepagato su internet che viene fermato alle barriere del porto, facendogli correre il rischio di perdere il traghetto. Insomma ci sono alcune variabili che devono essere necesariamente tenute presenti, altrimenti sarebbe un danno per la nostra economia». «Tutto quello che è ostacolo - aggiunge Alfonso Batignani, presidente della Fiba dell'Elba - non fa bene al turismo. Non bisogna creare ulteriori ostacoli».
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