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«Atteggiamentovessatorio di Asa,serve elasticità»
«Metodo sbagliato, penalizzante per i cittadini». Alessandro Masoni, responsabile del Movimento consumatori, punta il dito contro la politica di Asa sul recupero crediti.
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PIOMBINO. «Metodo sbagliato, penalizzante per i cittadini». Alessandro Masoni, responsabile del Movimento consumatori, punta il dito contro la politica di Asa sul recupero crediti.
«Quello dell'acqua è un servizio pubblico essenziale, troppo spesso Asa assume procedure vessatorie verso gli utenti - commenta - l'azienda si serve di un ufficio esterno per recuperare i crediti che, una volta rilevati i casi di scoperto, avvia le procedure in modo indiscriminato.
Servirebbe più elasticità e si dovrebbero valutare, caso per caso, i motivi dei mancati pagamenti».
Molte le segnalazioni pervenute allo sportello consumatori, alcune delle quali sono singolari. «Un signore di San Vincenzo è venuto da noi perché aveva ricevuto un sollecito di pagamento per una fattura di 14 centesimi di euro risalente al 2006 - racconta - non sapeva se prenderla sul serio o considerarla uno scherzo. Volendo anche pagarla, sarebbe costato più il bollettino dell'importo da corrispondere».
«A due utenti della zona - continua Masoni - sono stati staccati i contatori dell'acqua per bollette in pendenza di reclami. Avevano avviato le procedure per contestare alcune fatture, ma intanto era scattata l'azione per il recupero crediti e i tecnici Asa hanno sigillato i contatori. Manca la cura nei confronti dell'utente che ci si aspetta da un servizio pubblico».
«Quello dell'acqua è un servizio pubblico essenziale, troppo spesso Asa assume procedure vessatorie verso gli utenti - commenta - l'azienda si serve di un ufficio esterno per recuperare i crediti che, una volta rilevati i casi di scoperto, avvia le procedure in modo indiscriminato.
Servirebbe più elasticità e si dovrebbero valutare, caso per caso, i motivi dei mancati pagamenti».
Molte le segnalazioni pervenute allo sportello consumatori, alcune delle quali sono singolari. «Un signore di San Vincenzo è venuto da noi perché aveva ricevuto un sollecito di pagamento per una fattura di 14 centesimi di euro risalente al 2006 - racconta - non sapeva se prenderla sul serio o considerarla uno scherzo. Volendo anche pagarla, sarebbe costato più il bollettino dell'importo da corrispondere».
«A due utenti della zona - continua Masoni - sono stati staccati i contatori dell'acqua per bollette in pendenza di reclami. Avevano avviato le procedure per contestare alcune fatture, ma intanto era scattata l'azione per il recupero crediti e i tecnici Asa hanno sigillato i contatori. Manca la cura nei confronti dell'utente che ci si aspetta da un servizio pubblico».
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