Sicurezza
piombino
Muore mentre gioca a calcetto
Francesco Rossi
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Il campo di calcetto in via di San Vincenzo a Campiglia dove è avvenuta la tragediaFulminato da un infarto, sotto gli occhi degli amici, senza che nessuno potesse far nulla: la partita di calcetto tra amici e colleghi in una calda serata d'estate era iniziata da pochi minuti quando Marcello Sozzi, 55 anni, venturinese, impiegato dell'Enel, è caduto di botto sul terreno di gioco e non si è più rialzato
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CAMPIGLIA. Fulminato da un infarto, sotto gli occhi degli amici, senza che nessuno potesse far nulla: la partita di calcetto tra amici e colleghi in una calda serata d'estate era iniziata da pochi minuti quando Marcello Sozzi, 55 anni, venturinese, impiegato dell'Enel, è caduto di botto sul terreno di gioco e non si è più rialzato.
Erano le 21,15 di martedì e nel campo di calcetto di Campiglia, vicino ai campi da tennis di via di San Vincenzo, si giocava una partitella.
Secondo il racconto degli amici Sozzi non stava neppure prendendo parte all'azione, lontano dal punto in cui il pallone veniva scambiato. I compagni di gioco lo hanno visto accasciarsi senza un lamento e immediatamente si sono precipitati per prestargli soccorso.
Qualcuno col telefonino ha chiesto aiuto al 118 e sul posto è arrivata un'ambulanza: medico e volontari hanno cercato per un'ora di rianimarlo, ma tutti gli sforzi sono stati inutili. Quando è stato chiaro che non c'era più nulla da fare, tra la disperazione degli amici, la salma è stata portata all'obitorio.
Marcello Sozzi, impiegato dell'Enel, era molto conosciuto in paese dove abitava in via Trento 55: lascia la moglie, Deanna Baldi, ex impiegata della Confesercenti e attualmente titolare di uno studio di contabilità, e due figli, Alessandro di 24 anni e Alberto di 20.
Sozzi era uno sportivo ma non partecipava ai campionati di calcetto organizzati in paese, però il calcetto gli piaceva e ogni tanto giocava una partitella tra amici.
Secondo i compagni di gioco martedì sera l'impiegato sembrava in forma, né affaticato né provato; era del suo solito umore, allegro e contento di ritrovarsi a giocare con amici e colleghi.
Mauro Zaccaria, uno dei giocatori dell'altra sera, se l'è visto morire sotto gli occhi ed è ancora visibilmente scosso: «Ci conoscevamo da una decina d'anni - racconta - ed eravamo amici. Era un tipo brillante e piacevole e col suo solito buonumore si era presentato anche l'altra sera. Mi rendo conto che per i familiari, cui va tutta la mia partecipazione, il dolore è certamente maggiore, ma anche per me e per gli altri amici quel che è successo è terribile. Mi ricorderò per sempre di Marcello».
Sozzi viene descritto come una persona che si manteneva in costante allenamento, andava in bicicletta e faceva camminate di chilometri e chilometri con la moglie, poi ogni tanto giocava a calcetto. Il suo cuore dunque era abituato a uno sforzo di tipo sportivo, seppur moderato, quello che avrebbe dovuto permettergli di affrontare senza problemi la partita di martedì sera, che invece gli è risultata fatale.
Erano le 21,15 di martedì e nel campo di calcetto di Campiglia, vicino ai campi da tennis di via di San Vincenzo, si giocava una partitella.
Secondo il racconto degli amici Sozzi non stava neppure prendendo parte all'azione, lontano dal punto in cui il pallone veniva scambiato. I compagni di gioco lo hanno visto accasciarsi senza un lamento e immediatamente si sono precipitati per prestargli soccorso.
Qualcuno col telefonino ha chiesto aiuto al 118 e sul posto è arrivata un'ambulanza: medico e volontari hanno cercato per un'ora di rianimarlo, ma tutti gli sforzi sono stati inutili. Quando è stato chiaro che non c'era più nulla da fare, tra la disperazione degli amici, la salma è stata portata all'obitorio.
Marcello Sozzi, impiegato dell'Enel, era molto conosciuto in paese dove abitava in via Trento 55: lascia la moglie, Deanna Baldi, ex impiegata della Confesercenti e attualmente titolare di uno studio di contabilità, e due figli, Alessandro di 24 anni e Alberto di 20.
Sozzi era uno sportivo ma non partecipava ai campionati di calcetto organizzati in paese, però il calcetto gli piaceva e ogni tanto giocava una partitella tra amici.
Secondo i compagni di gioco martedì sera l'impiegato sembrava in forma, né affaticato né provato; era del suo solito umore, allegro e contento di ritrovarsi a giocare con amici e colleghi.
Mauro Zaccaria, uno dei giocatori dell'altra sera, se l'è visto morire sotto gli occhi ed è ancora visibilmente scosso: «Ci conoscevamo da una decina d'anni - racconta - ed eravamo amici. Era un tipo brillante e piacevole e col suo solito buonumore si era presentato anche l'altra sera. Mi rendo conto che per i familiari, cui va tutta la mia partecipazione, il dolore è certamente maggiore, ma anche per me e per gli altri amici quel che è successo è terribile. Mi ricorderò per sempre di Marcello».
Sozzi viene descritto come una persona che si manteneva in costante allenamento, andava in bicicletta e faceva camminate di chilometri e chilometri con la moglie, poi ogni tanto giocava a calcetto. Il suo cuore dunque era abituato a uno sforzo di tipo sportivo, seppur moderato, quello che avrebbe dovuto permettergli di affrontare senza problemi la partita di martedì sera, che invece gli è risultata fatale.
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