Sicurezza
piombino
Rumori, via ai controlli nei locali
Luca Centini
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I rumori dei motorini e la musica troppo alta nei nei locali d’intrattenimento sono al centro delle polemiche tra gli esercenti e i residenti del centroDIVERTIMENTI ESTIVI SALE LA POLEMICA Titolari di bar e ristoranti si difendono «Non mandiamo i giovani fuori città»
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PIOMBINO. Divertimento e rumori molesti. Un binomio difficile, che in questi anni ha creato più di una polemica tra gli abitanti del centro storico piombinese, spesso costretti a tapparsi le orecchie durante le notti d'estate per non sentire gli schiamazzi dei tanti giovani a giro per le strade, nei pub e nei locali con la musica. Come al solito le proteste tendono a concentrarsi nei mesi estivi e costringono l'amministrazione comunale e le forze dell'ordine a esercitare un controllo stringente sugli orari di chiusura dei locali e sui limiti di inquinamento acustico consentiti.
L'insieme di norme che i gestori dei locali di intrattenimento piombinesi sono tenuti a rispettare non è mutato rispetto alla scorsa stagione estiva. Gli esercenti potranno tenere aperti i locali da un minimo di cinque a un massimo di ventidue ore giornaliere, con un orario consentito che va dalle cinque del mattino fino alle tre del giorno successivo. Orari stabiliti in base all'ordinanza nuumero 1 del 17 gennaio 2008, che possono essere ridotti in via particolare solo attraverso l'intervento diretto del sindaco.
Ormai dagli anni Novanta non serve alcuna autorizzazione specifica per l'utilizzo di stereo e di ogni altro mezzo meccanico per la produzione di musica, con i gestori dei locali chiamati a rispettare esclusivamente i limiti in decibel stabiliti dalla legge sia nazionale che regionale. Al contrario è necessaria l'autorizzazione, rilasciata dalla polizia municipale, per organizzare spettacoli e musica dal vivo che non devono superare il tetto dei 70 decibel fino alle 22, che scende a 60 dalle 22 a mezzanotte, il limite di orario consentito in assenza di permessi straordinari.
«Da tempo ho deciso di smettere con la musica dal vivo - spiega Roberto Selvi, titolare del pub Abbé - si creavano sempre discussioni e, potendo suonare solo fino a mezzanotte, non valeva più la pena. Credo che ci sia bisogno di maggiore comprensione».
Ma non sono gli orari e il volume della musica ad accendere le proteste degli abitanti del centro, il cui vero tormento è rappresentato dai ragazzi, clienti e non, che si intrattengono all'esterno di bar e pub, provocando schiamazzi fino a notte inoltrata. Problemi che, a causa della recente modifica che permette la vendita del pane nelle ore notturne, si sono verificati anche all'esterno di alcuni forni del centro cittadino.
«Emissioni di rumori eccessivi dentro il locale non ce ne sono - spiega Selvi - sono gli schiamazzi delle persone all'esterno a creare problemi, ma noi gestori non possiamo allontanare la gente con la forza. Siamo i primi a rispettare le regole, non somministrando alcolici ai minorenni e a coloro che hanno già bevuto abbastanza, gli ubriachi e i maleducati creano danni all'immagine dello stesso locale».
Già durante i primi ponti primaverili le forze di polizia hanno intensificato i controlli nei locali notturni e nei pub per prevenire la possibilità che gli abitanti del centro comincino a denunciare casi di rumori molesti al centralino di via Ferrer. «Ci vorrebbe più elasticità, anche perchè il problema del rumore interessa zone isolate della città - commenta Francesco Neri, gestore dello Zibibbo - in città ci sono tante iniziative per famiglie, ma mancano divertimenti per i ragazzi sopra i venti anni, costretti a prendere la macchina per andare fuori Piombino».
L'insieme di norme che i gestori dei locali di intrattenimento piombinesi sono tenuti a rispettare non è mutato rispetto alla scorsa stagione estiva. Gli esercenti potranno tenere aperti i locali da un minimo di cinque a un massimo di ventidue ore giornaliere, con un orario consentito che va dalle cinque del mattino fino alle tre del giorno successivo. Orari stabiliti in base all'ordinanza nuumero 1 del 17 gennaio 2008, che possono essere ridotti in via particolare solo attraverso l'intervento diretto del sindaco.
Ormai dagli anni Novanta non serve alcuna autorizzazione specifica per l'utilizzo di stereo e di ogni altro mezzo meccanico per la produzione di musica, con i gestori dei locali chiamati a rispettare esclusivamente i limiti in decibel stabiliti dalla legge sia nazionale che regionale. Al contrario è necessaria l'autorizzazione, rilasciata dalla polizia municipale, per organizzare spettacoli e musica dal vivo che non devono superare il tetto dei 70 decibel fino alle 22, che scende a 60 dalle 22 a mezzanotte, il limite di orario consentito in assenza di permessi straordinari.
«Da tempo ho deciso di smettere con la musica dal vivo - spiega Roberto Selvi, titolare del pub Abbé - si creavano sempre discussioni e, potendo suonare solo fino a mezzanotte, non valeva più la pena. Credo che ci sia bisogno di maggiore comprensione».
Ma non sono gli orari e il volume della musica ad accendere le proteste degli abitanti del centro, il cui vero tormento è rappresentato dai ragazzi, clienti e non, che si intrattengono all'esterno di bar e pub, provocando schiamazzi fino a notte inoltrata. Problemi che, a causa della recente modifica che permette la vendita del pane nelle ore notturne, si sono verificati anche all'esterno di alcuni forni del centro cittadino.
«Emissioni di rumori eccessivi dentro il locale non ce ne sono - spiega Selvi - sono gli schiamazzi delle persone all'esterno a creare problemi, ma noi gestori non possiamo allontanare la gente con la forza. Siamo i primi a rispettare le regole, non somministrando alcolici ai minorenni e a coloro che hanno già bevuto abbastanza, gli ubriachi e i maleducati creano danni all'immagine dello stesso locale».
Già durante i primi ponti primaverili le forze di polizia hanno intensificato i controlli nei locali notturni e nei pub per prevenire la possibilità che gli abitanti del centro comincino a denunciare casi di rumori molesti al centralino di via Ferrer. «Ci vorrebbe più elasticità, anche perchè il problema del rumore interessa zone isolate della città - commenta Francesco Neri, gestore dello Zibibbo - in città ci sono tante iniziative per famiglie, ma mancano divertimenti per i ragazzi sopra i venti anni, costretti a prendere la macchina per andare fuori Piombino».
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