La manifestazione
piombino
«Erosione, subito una task force»
Luca Centini
Dopo otto anni c'è finalmente un piano d'interventi per ripristinare le dune ma è insufficiente secondo gli operatori
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PIOMBINO. «Subito una task force sul tema dell'erosione, le nostre spiagge sono in pericolo». Il grido di allarme è lanciato da Marco Montagnani, presidente di Fiba-Confesercenti, a poche settimane dalle mareggiate del ponte del 2 giugno che hanno arrecato nuovi danni alle strutture balneari della Costa est. Una ventina di ombrelloni strappati allo stabilimento Bagnoschiuma di Carlappiano, i balneari costretti a rimuovere due file di lettini per l'arrivo della marea, fino alla progressiva scomparsa di sabbia che ha lasciato spazio alle ghiaie e all'argilla emersa nei fondali.
Non proprio un buon inizio della stagione estiva per i gestori dei bagni, già obbligati a contare i danni causati dal maltempo. «A dire il vero non è stata una mareggiata eccezionale - spiega Marco Montagnani - ma basta un filo di vento per mettere in crisi l'equilibrio precario delle nostre spiagge, esposte da anni al fenomeno dell'erosione. Abbiamo investito i nostri soldi, ma è inutile lavorare per valorizzare la costa se non si fa niente per proteggere le spiagge».
Dal 2001 la Regione ha messo a disposizione, nell'orbita del piano di interventi sulla costa, un investimento complessivo di circa 5 milioni di euro, di cui 2,8 milioni, a difesa di Baratti e del Golfo di Follonica. Circa 1,4 milioni di euro sono stati assegnati alla provincia di Livorno per il ripristino morfologico del sistema dunale e retrodunale nel tratto tra Tor del Sale e Carbonifera. Fondi che per otto anni sono rimasti bloccati nelle maglie della burocrazia. Solo a metà maggio, nel corso dell'ultimo consiglio provinciale, la situazione sembra essersi sbloccata con l'approvazione del progetto preliminare sull'interevento di ripristino del sistema dunale redatto dalla società esterna Nemo di Firenze, che ha riscosso il via libera delle amministrazioni e degli operatori balneari. Nei prossimi mesi il progetto dovrebbe divenire esecutivo. «E' stato fatto il primo step del progetto - spiega Luca Sbrilli, presidente della società Parchi Val di Cornia - abbiamo effettuato diversi incontri e sopralluoghi con la società inacricata, a cui hanno preso parte i gestori degli stabilimenti balneari. Il progetto di massima sarà discusso da tutti gli attori coinvolti e si spera possa diventare esecutivo a ottobre, con l'inizio dei lavori a inizio 2010».
La ricostruzione delle dune, seppur fondamentale per proteggere la vegetazione costiera, da sola non può bastare per salvare le spiagge della Costa est dai progressivi fenomeni erosivi, dovuti all'apertura di diversi canali nella "beach rock", la barriera rocciosa a pochi metri dalla spiaggia che la ripara dall'erosione. «L'intervento per ricostruire le dune non può risolvere tutti i problemi - spiega Marco Montagnani - dobbiamo sederci a un tavolo con gli esperti del settore per trovare nuove soluzioni. A San Vincenzo l'utilizzo di scogliere soffolte a protezione delle spiagge ha prodotto buoni risultati e potrebbe essere ripetuto anche per la Costa Est».
«Provincia e amministrazione comunale si sono già mossi a difesa della Costa est - aggiunge Fabrizio Lotti, presidente del Consorzio balneari Costa est - mi auguro che il livello dell'attenzione resti alto e ci si sieda a un tavolo per concordare estate dopo estate gli interventi necessari per proteggere le nostre spiagge».
Non proprio un buon inizio della stagione estiva per i gestori dei bagni, già obbligati a contare i danni causati dal maltempo. «A dire il vero non è stata una mareggiata eccezionale - spiega Marco Montagnani - ma basta un filo di vento per mettere in crisi l'equilibrio precario delle nostre spiagge, esposte da anni al fenomeno dell'erosione. Abbiamo investito i nostri soldi, ma è inutile lavorare per valorizzare la costa se non si fa niente per proteggere le spiagge».
Dal 2001 la Regione ha messo a disposizione, nell'orbita del piano di interventi sulla costa, un investimento complessivo di circa 5 milioni di euro, di cui 2,8 milioni, a difesa di Baratti e del Golfo di Follonica. Circa 1,4 milioni di euro sono stati assegnati alla provincia di Livorno per il ripristino morfologico del sistema dunale e retrodunale nel tratto tra Tor del Sale e Carbonifera. Fondi che per otto anni sono rimasti bloccati nelle maglie della burocrazia. Solo a metà maggio, nel corso dell'ultimo consiglio provinciale, la situazione sembra essersi sbloccata con l'approvazione del progetto preliminare sull'interevento di ripristino del sistema dunale redatto dalla società esterna Nemo di Firenze, che ha riscosso il via libera delle amministrazioni e degli operatori balneari. Nei prossimi mesi il progetto dovrebbe divenire esecutivo. «E' stato fatto il primo step del progetto - spiega Luca Sbrilli, presidente della società Parchi Val di Cornia - abbiamo effettuato diversi incontri e sopralluoghi con la società inacricata, a cui hanno preso parte i gestori degli stabilimenti balneari. Il progetto di massima sarà discusso da tutti gli attori coinvolti e si spera possa diventare esecutivo a ottobre, con l'inizio dei lavori a inizio 2010».
La ricostruzione delle dune, seppur fondamentale per proteggere la vegetazione costiera, da sola non può bastare per salvare le spiagge della Costa est dai progressivi fenomeni erosivi, dovuti all'apertura di diversi canali nella "beach rock", la barriera rocciosa a pochi metri dalla spiaggia che la ripara dall'erosione. «L'intervento per ricostruire le dune non può risolvere tutti i problemi - spiega Marco Montagnani - dobbiamo sederci a un tavolo con gli esperti del settore per trovare nuove soluzioni. A San Vincenzo l'utilizzo di scogliere soffolte a protezione delle spiagge ha prodotto buoni risultati e potrebbe essere ripetuto anche per la Costa Est».
«Provincia e amministrazione comunale si sono già mossi a difesa della Costa est - aggiunge Fabrizio Lotti, presidente del Consorzio balneari Costa est - mi auguro che il livello dell'attenzione resti alto e ci si sieda a un tavolo per concordare estate dopo estate gli interventi necessari per proteggere le nostre spiagge».
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