Gioco
elba capoliveri
Sull'isola il covo del falsario di diamanti
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Un diamante simile a quelli venduti dal falsario tedescoLa sua speranza era quella di confondersi tra i tanti turisti tedeschi in vacanza sull'isola. E così evitare il carcere che lo attendeva in Germania. Era arrivato a Capoliveri un mese fa, in roulotte. Un tipo tranquillo, solitario, per certi versi il cliente ideale. Mai nessuno avrebbe sospettato che in realtà stesse fuggendo da una condanna per truffa, falsa testimonianza e svariati reati finanziari
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CAPOLIVERI. La sua speranza era quella di confondersi tra i tanti turisti tedeschi in vacanza sull'isola. E così evitare il carcere che lo attendeva in Germania. Era arrivato a Capoliveri un mese fa, in roulotte. Un tipo tranquillo, solitario, per certi versi il cliente ideale. Mai nessuno avrebbe sospettato che il trentanovenne, H.M.K le sue iniziali, in realtà stesse fuggendo da una condanna per truffa, falsa testimonianza e svariati reati finanziari. La sua vera identità? Un trafficante di diamanti e un falsario colpevole di aver venduto a prezzi sovrastimanti i preziosi, falsificando appunto i certificati di garanzia.
Una vicenda, la sua, cominciata cinque anni fa, in Germnaia. La sua impresa viene dichiarata insolvente ma l'uomo continua a commerciare diamanti. E qui c'è il primo reato. Prendeva in consegna i preziosi dai proprietari e li rivendeva a prezzi più alti rispetto al loro reale valore. La truffa. Una volta chiuso l'affare l'uomo spariva, senza ripagare i preziosi ai proprietari originari, rendendosi colpevole di furto. Un giochetto, però, finito presto sotto la lente di ingrandimento delle forze dell'ordine tedesche che rintracciano l'uomo per il quale comincia un processo. L'iter giudiziario va per le lunghe e nel corso degli interrogatori il truffatore pensa bene anche di dichiarare il falso. Pochi mesi fa, poco prima della sentenza di condanna, il trentanovenne decide di darsi alla fuga. E sceglie l'Elba. Un'isola dove credeva di trovare un po' di pace, di lasciarsi una volta per tutte alle spalle i problemi.
Ed è quello che deve aver pensato quando, pochi giorni fa, una pattuglia dei carabinieri di Capoliveri in servizio sulle strade elbane lo ha fermato per un ordinario controllo dei documenti e poi lo lascia andare. I militari, in quell'occasione, non erano a conoscenza del mandato di cattura internazionale emesso dalle autorità tedesche. Mandato recapitato in caserma solo dopo il controllo.
Se non fosse stato per la buona memoria dei carabinieri in servizio a Capoliveri forse il truffatore l'avrebbe scampata. Ma la foto segnaletica e il nome sul mandato di cattura hanno richiamato alla mente quel turista tedesco fermato sulla strada. Da qui è scattata la caccia all'uomo nei campeggi e negli alberghi dell'isola. Una caccia che si è conclusa positivamente con l'irruzione degli uomini dell'arma nella roulotte del tedesco e l'arresto.
Al momento l'uomo si trova nel carcere delle Sughere a Livorno, in attesa di estradizione. Il provvedimento dovrebbe arrivare tra due o tre settimane. Ed una volta in Germania il trentanovenne dovrà fare i conti con le proprie responsabilità che pensava, tra un bagno nelle acque dell'Arcipelago e un po' di trekking sulle montagne dell'isola, di essersi lasciato definitivamente alle spalle.
Una vicenda, la sua, cominciata cinque anni fa, in Germnaia. La sua impresa viene dichiarata insolvente ma l'uomo continua a commerciare diamanti. E qui c'è il primo reato. Prendeva in consegna i preziosi dai proprietari e li rivendeva a prezzi più alti rispetto al loro reale valore. La truffa. Una volta chiuso l'affare l'uomo spariva, senza ripagare i preziosi ai proprietari originari, rendendosi colpevole di furto. Un giochetto, però, finito presto sotto la lente di ingrandimento delle forze dell'ordine tedesche che rintracciano l'uomo per il quale comincia un processo. L'iter giudiziario va per le lunghe e nel corso degli interrogatori il truffatore pensa bene anche di dichiarare il falso. Pochi mesi fa, poco prima della sentenza di condanna, il trentanovenne decide di darsi alla fuga. E sceglie l'Elba. Un'isola dove credeva di trovare un po' di pace, di lasciarsi una volta per tutte alle spalle i problemi.
Ed è quello che deve aver pensato quando, pochi giorni fa, una pattuglia dei carabinieri di Capoliveri in servizio sulle strade elbane lo ha fermato per un ordinario controllo dei documenti e poi lo lascia andare. I militari, in quell'occasione, non erano a conoscenza del mandato di cattura internazionale emesso dalle autorità tedesche. Mandato recapitato in caserma solo dopo il controllo.
Se non fosse stato per la buona memoria dei carabinieri in servizio a Capoliveri forse il truffatore l'avrebbe scampata. Ma la foto segnaletica e il nome sul mandato di cattura hanno richiamato alla mente quel turista tedesco fermato sulla strada. Da qui è scattata la caccia all'uomo nei campeggi e negli alberghi dell'isola. Una caccia che si è conclusa positivamente con l'irruzione degli uomini dell'arma nella roulotte del tedesco e l'arresto.
Al momento l'uomo si trova nel carcere delle Sughere a Livorno, in attesa di estradizione. Il provvedimento dovrebbe arrivare tra due o tre settimane. Ed una volta in Germania il trentanovenne dovrà fare i conti con le proprie responsabilità che pensava, tra un bagno nelle acque dell'Arcipelago e un po' di trekking sulle montagne dell'isola, di essersi lasciato definitivamente alle spalle.
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