Proteste
Sorpresa, il sindaco è Segnini con il 53%
Graziani si ferma al 35% dei voti, non fa presa sugli elettori campesi "Elba Protagonista" di Giansaverio Ragone
2 MINUTI DI LETTURA
CAMPO NELL'ELBA. Nessuno ci avrebbe scommesso. Non quelli che da 15 anni assistono alla vittoria del centrodestra alle politiche, alle provinciali e alle europee e al successo del centrosinistra per le comunali. Eppure il meccanismo, quest'anno, si è inceppato. E l'elettorato campese ha svoltato a destra anche nella scelta del sindaco. Da ieri Vanno Segnini, candidato del Pdl che si è presentato con la lista civica "Nuovo Progetto per Campo".
Segnini batte il principale avversario, Enrico Graziani esponente del Pd e candidato per la lista "Alleanza per Campo" con un distacco di oltre 500 preferenze. Ottiene in tutto mille e 609 voti, contro i mille e 75 di Graziani. Ampio margine di distacco, per entrambi, nei confronti della terza lista, "Elab Protagonista", guidata da Giansaverio Ragone che conquista il 10,6 per cento delle preferenze: 319 voti in tutto.
Al mancato seguito elettorale di Ragone il centrosinistra imputa una parte delle responsabilità per la vittoria di Segnini. Ma al di là delle valutazioni politiche resta il fatto che dopo 15 anni di centrosinistra la guida della città cambia colore e, nelle intenzioni del neo sindaco, anche metodo. «Abbiamo fatto un programma - spiega Segnini - e manterremo i nostri impegni con i cittadini. Anzitutto lavoreremo nel rispetto della città, nel segno della trasparenza e del coinvolgimento dei cittadini. Questi saranno i nostri segni distintivi». Chi vorrà al suo fianco? Non lo ha ancora deciso, ma per questo c'è ancora tempo. Intanto c'è la soddisfazione per un risultato inatteso, quanto meno per come è arrivato. «Avevamo sentito la necessità di un cambiamento tra le persone - spiega il sindaco - quel cambiamento che noi rappresentiamo. Ma ci attendevamo un testa a testa, una battaglia fino all'ultimo voto». Non è andata così. «Fin dai risultati dei primi seggi - continua - il distacco è stato marcato».
Potremmo dire che con la bocciatura di Graziani, che è infondo la bocciatura di un sistema di governo, dell'eredità del sindaco uscente, Antonio Galli (vincitore con il 47,8% delle preferenze nel 2004), si chiude un'epoca. E molto avrà da lavorare il centrosinistra per recuperare il terreno perduto.
Un lavoro che, assicura Graziani, sarà serio e costante, a cominciare dall'impegno suo personale e dei suoi sostenitori dai banchi della minoranza. Minoranza la cui composizione non è, per la verità, ancora nota. L'ufficio elettorale non comunicherà prima di oggi i dati sulle preferenze ai candidati in lista né i seggi che spetteranno a maggioranza e opposizione. Quest'ultimo risultato sarà comunicato dopo la riunione con i presidenti di seggio questa mattina.
Segnini batte il principale avversario, Enrico Graziani esponente del Pd e candidato per la lista "Alleanza per Campo" con un distacco di oltre 500 preferenze. Ottiene in tutto mille e 609 voti, contro i mille e 75 di Graziani. Ampio margine di distacco, per entrambi, nei confronti della terza lista, "Elab Protagonista", guidata da Giansaverio Ragone che conquista il 10,6 per cento delle preferenze: 319 voti in tutto.
Al mancato seguito elettorale di Ragone il centrosinistra imputa una parte delle responsabilità per la vittoria di Segnini. Ma al di là delle valutazioni politiche resta il fatto che dopo 15 anni di centrosinistra la guida della città cambia colore e, nelle intenzioni del neo sindaco, anche metodo. «Abbiamo fatto un programma - spiega Segnini - e manterremo i nostri impegni con i cittadini. Anzitutto lavoreremo nel rispetto della città, nel segno della trasparenza e del coinvolgimento dei cittadini. Questi saranno i nostri segni distintivi». Chi vorrà al suo fianco? Non lo ha ancora deciso, ma per questo c'è ancora tempo. Intanto c'è la soddisfazione per un risultato inatteso, quanto meno per come è arrivato. «Avevamo sentito la necessità di un cambiamento tra le persone - spiega il sindaco - quel cambiamento che noi rappresentiamo. Ma ci attendevamo un testa a testa, una battaglia fino all'ultimo voto». Non è andata così. «Fin dai risultati dei primi seggi - continua - il distacco è stato marcato».
Potremmo dire che con la bocciatura di Graziani, che è infondo la bocciatura di un sistema di governo, dell'eredità del sindaco uscente, Antonio Galli (vincitore con il 47,8% delle preferenze nel 2004), si chiude un'epoca. E molto avrà da lavorare il centrosinistra per recuperare il terreno perduto.
Un lavoro che, assicura Graziani, sarà serio e costante, a cominciare dall'impegno suo personale e dei suoi sostenitori dai banchi della minoranza. Minoranza la cui composizione non è, per la verità, ancora nota. L'ufficio elettorale non comunicherà prima di oggi i dati sulle preferenze ai candidati in lista né i seggi che spetteranno a maggioranza e opposizione. Quest'ultimo risultato sarà comunicato dopo la riunione con i presidenti di seggio questa mattina.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google