Il dolore
portoferraio
Cade a pezzi la sede della Provincia
Luigi Cignoni
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La sede della Provincia a Portoferraio2 MINUTI DI LETTURA
PORTOFERRAIO. Trecento mila euro stanziati dalla Provincia per il recupero e il ripristino architettonico del palazzo di Viale Manzoni, sede degli uffici distaccati della Provincia, nonché dell'Unione dei Comuni dell'Arcipelago, (ex comunità Montana). Interventi previsti da tempo ma che hanno subito un'accellerazione a seguito del crollo, sabato scorso, di una parte del cornicione sul lato nord dell'edificio. I calcinacci sono finiti sul marciapieti ed hanno colpito in pieno una macchina parcheggiata proprio sotto il cornicione che ha subito danni. L'area, per alcuni giorni, è rimasta transennata.
Il tratto di strada è rimasto inagibile fino a ieri, quando gli operai incaricati dalla Provincia hanno rimesso in sicurezza il cornicione.
«Gli interventi in questione erano stati preventivati - dice il responsabile dell'ufficio provinciale di Portoferraio, Nicola Gherarducci - in particolare avevamo in programma i lavori di messa in sicurezza delle strutture murarie dello stabile. Poi è successo che una parte del cornicione si è staccato dalla sua sede rovinando per terra. E proprio per questo motivo abbiamo affrettato i tempi per la sistemazione complessiva della struttura».
Sono stati "trovati" anche i soldi nella casse della Provicni, appunto trecentomila euro, che serviranno a eseguire gli interventi più urgenti.
«Del resto - continua ancora il dirigente della Provincia - l'edificio aveva bisogno di essere rivisto nelle sue strutture murarie, perché da circa quindici anni non era stato più controllato». Costruito in cemento armato e secondo le tecniche che a quel tempo erano da considerarsi all'avanguardia, lo stabile non aveva richiesto particolari attenzioni nelle sue principali strutture. «Ma una revisione generale - dice sempre Gherarducci - l'avevamo messa nel computo dei nostri programmi, anche perché avevamo notato, proprio nelle grondaie e nei punti maggiormente esposti o sottoposti agli agenti atmosferici (copertura, cornicioni e facciate), dei piccoli segnali di cedimento strutturale».
Così, dopo aver adeguato gli spazi interni alle normative europee previste per gli uffici pubblici (porte antipanico, piani inclinati e bagni per disabili, ascensore e così via), ecco che adesso si comincia con il restaurare l'esterno. Ma non solo. «La nostra ambizione - confessa lo stesso Gherarducci - è quella di dotare l'edificio di infrastrutture idonee all'isolamento termico. In parole povere si tratta di sostituire gli attuali infissi alle finestre o porte con altri che rispondano a questo tipo di esigenza: cioé tenere freschi gli ambienti interni durante l'estate e caldi nel periodo invernale».
Che si tratti del primo passo per dotare l'edificio di impianti fotovoltaici per il risparimo energetico?
Il tratto di strada è rimasto inagibile fino a ieri, quando gli operai incaricati dalla Provincia hanno rimesso in sicurezza il cornicione.
«Gli interventi in questione erano stati preventivati - dice il responsabile dell'ufficio provinciale di Portoferraio, Nicola Gherarducci - in particolare avevamo in programma i lavori di messa in sicurezza delle strutture murarie dello stabile. Poi è successo che una parte del cornicione si è staccato dalla sua sede rovinando per terra. E proprio per questo motivo abbiamo affrettato i tempi per la sistemazione complessiva della struttura».
Sono stati "trovati" anche i soldi nella casse della Provicni, appunto trecentomila euro, che serviranno a eseguire gli interventi più urgenti.
«Del resto - continua ancora il dirigente della Provincia - l'edificio aveva bisogno di essere rivisto nelle sue strutture murarie, perché da circa quindici anni non era stato più controllato». Costruito in cemento armato e secondo le tecniche che a quel tempo erano da considerarsi all'avanguardia, lo stabile non aveva richiesto particolari attenzioni nelle sue principali strutture. «Ma una revisione generale - dice sempre Gherarducci - l'avevamo messa nel computo dei nostri programmi, anche perché avevamo notato, proprio nelle grondaie e nei punti maggiormente esposti o sottoposti agli agenti atmosferici (copertura, cornicioni e facciate), dei piccoli segnali di cedimento strutturale».
Così, dopo aver adeguato gli spazi interni alle normative europee previste per gli uffici pubblici (porte antipanico, piani inclinati e bagni per disabili, ascensore e così via), ecco che adesso si comincia con il restaurare l'esterno. Ma non solo. «La nostra ambizione - confessa lo stesso Gherarducci - è quella di dotare l'edificio di infrastrutture idonee all'isolamento termico. In parole povere si tratta di sostituire gli attuali infissi alle finestre o porte con altri che rispondano a questo tipo di esigenza: cioé tenere freschi gli ambienti interni durante l'estate e caldi nel periodo invernale».
Che si tratti del primo passo per dotare l'edificio di impianti fotovoltaici per il risparimo energetico?
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