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Alleanza con i privati per la cultura

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 PORTOFERRAIO. L'obiettivo è la creazione di un sistema di gestione dell'intero patrimonio museale e storico del capoluogo elbano e non solo. Per questo è stato fissato un incontro che si terrà entro il prossimo 20 giugno, al quale interverranno rappresentanti del Ministero dei Beni Culturali, della Soprintendenza di Pisa, della Regione Toscana, della Provincia di Livorno. E ci saranno anche il Comune, la direttrice dei musei napoleonici, Roberta Martinelli, i referenti della Fondazione della Cassa di Risparmio di Livorno. In agenda un unico punto: la fattibilità di una fondazione per la gestione del patrimonio museale della Città medicea, Ville Napoleoniche comprese.
 In pratica una spa pubblico-privata per unire le forze di enti locali e banche e creare un unico sistema di gestione del patrimonio culturale. «Il Ministero dei beni culturali - spiega l'assessore alla Cultura di Portoferraio, Marino Garfagnoli - ha dimostrato nel precedente incontro svoltosi alla Villa dei Mulini l'11 e il 12 maggio molto interesse, anche se si tratta di una ipotesi di programma».
 L'idea non è nuova. Se ne discute ormai dal 2005. «All'epoca - aggiunge l'assessore - fu la Provincia di Livorno a lanciare la proposta, avendo dato incarico a uno studio specializzato di verificare la fattibilità di un piano per la nascita di una fondazione (tra il pubblico e il privato) che si prendesse cura dei siti d'interesse artistico, architettonico e storico che insistono sul nostro territorio. Oggi le cose sono diverse, alcune proposte sono decadute perché certe situazioni sono cambiate, altre sono state riviste e corrette, ma l'idea-madre per così dire è rimasta: cioè creare un unico sistema di gestione del patrimonio culturale della Città».
 Da qui, l'impegno dopo quello dell'11 e 12 maggio, di ritrovarsi per una discussione tecnica. «Lavoriamo perché venga meno lo scollegamento tra le Fortezze Medicee di Portoferraio - precisa meglio Marino Garfagnoli - museo civico della Linguella, Pinacoteca, biblioteca Foresiana e musei nazionali napoleonici, ma esista un unico pacchetto entro il quale saranno creati anche servizi da destinare ai frequentatori e ai fruitori: punti di informazione, guide a supporto della clientela, ma anche caffetteria e punti di ristoro che attualmente non esistono».
 Ma non sono tutte rose e fiori. I custodi delle residenze napoleoniche si sentono offesi, per esempio, dalle parole del Comune in occasione dell'ultimo incontro con il dirigente del settore, Parigi, che li ha definiti "scollegati" dai musei al punto che sarebbe meglio assumere, al loro posto, dei giovani laureati. «Nel nostro lavoro - dice Giuseppe Fabrizio, assistentante alla vigilanza all'interno delle Ville Napoleoniche - siamo molto competenti. Se le cose non vanno per il verso giusto, non è certo colpa nostra ma dei dirigenti che non si assumono le loro responsabilità. Da parte di noi assistenti c'è tutta la disponibilità per migliorare l'offerta come quando, pur essendo giorno di chiusura al pubblico, abbiamo aperto lo stesso i cancelli per permettere ai croceristi che facevano tappa all'Elba, di visitare i luoghi che hanno ospitato Napoleone».
Luigi Cignoni

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