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Porto, quattro anni di cantieri aperti

Giorgio Pasquinucci
Porto, quattro anni di cantieri aperti

Realizzeremo il molo sottoflutto in modo da sfruttare il moto ondoso e le maree per produrre l'energia di cui abbiamo bisogno

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 PIOMBINO. Manca solo la firma del ministro Matteoli sul decreto per aprire la strada al secondo mandato di Luciano Guerrieri alla presidenza dell'Autorità portuale. Dopo il parere delle commissioni Trasporti di Senato e Camera, anche il presidente della Regione Claudio Martini ha infatti espresso il suo gradimento.
 Quattro anni, quelli trascorsi finora da Guerrieri alla guida dell'Ap, spesi soprattutto per definire aspetti fondamentali nella programmazione dello sviluppo dello scalo.
 I progetti. Una progettazione che ha trovato il suo primo punto d'approdo concreto nel bando di gara per la realizzazione della Variante 2. Circa 38 milioni di euro per costruire, in 27 mesi, due nuove banchine di 250 metri ciascuna e un piazzale di 42mila metri quadrati.
 Opere, la cui necessità era stata per la verità individuata da quasi un decennio, che potranno dare un nuovo impulso all'economia portuale. Ma la scommessa sul porto ha in realtà poste più ambiziose. «Molto era già stato fatto - sostiene Guerrieri - Noi abbiamo però cercato di dare una rilettura a quella programmazione collocando in una prospettiva più ampia. Il risultato è l'approvazione del nuovo piano regolatore portuale, al quale abbiamo lavorato insieme all'amministrazione comunale, alla Provincia e alla Regione nell'ambito dell'accordo di pianificazione. Un piano che coincide con le bonifiche previste per il Sito d'interesse nazionale e che costituisce un motore di sviluppo sostenibile per il territorio e per l'occupazione».
 Il piano regolatore. Entro il 2020, il Prp prevede uno sviluppo delle banchine da 2.300 a 6.500 metri lineari e un aumento dei piazzali da 125mila a un 1.100.000 metri quadrati. «Ma già nei prossimi quattro - dice Guerrieri - passeremo dalla progettazione ad un primo stralcio di lavori per 100 milioni di euro. Entro il 2014 metteremo in sicurezza le opere infrastrutturali e realizzeremo il molo sottoflutto, un'opera fondamentale per il trasferimento degli impianti industriali (carbonili e cokeria della Lucchini) e per liberare nuove aree portuali».
 Accordo di Bagnoli. Sulle possibilità di realizzare quanto previsto dall'accordo firmato nel dicembre del 2007 e di portare a casa i finanziamenti previsti si è discusso molto in città. Ma per Guerrieri «quell'accordo è ancora in piedi insieme alle risorse finanziarie connesse. Anche se il quadro è stato complicato dalla crisi e molte risorse sono state spostate dal governo dalle infrastrutture alla spesa sociale».
 Strada e ferrovia. I prossimi quattro anni di mandato di Guerrieri dovrebbero finalmente coincidere con la realizzazione della 398 fino a porto. Su questo il presidente è ottimista: «Penso che ci sia una possibilità concreta di avviare il cantiere entro il 2010, in concomitanza con l'inizio dei lavori per l'autostrada Tirrenica». A dare maggiori prospettive di concorrenzialità al porto di Piombino ci sarà poi il completamento dei lavori della strada di grande comunicazione Grosseto-Fano. «Infrastrutture portuali, viarie e ferroviarie sono strettamente legate per lo sviluppo del nostro porto - ribadisce Guerrieri - è le prime non avrebbero senso in mancanza delle altre».
 Energie alternative. «Insieme al porto di Livorno e a quello di Carrara - prosegue Guerrieri - stiamo lavorando al progetto "Green port". Abbiamo calcolato che il nostro porto avrà bisogno di energia per 14 megawatt e, in linea con il piano energetico regionale, abbiamo intenzione di sfruttare energie rinnovabili. Realizzeremo la nuova diga sottoflutto e le banchine in modo da sfruttare il moto ondoso e le maree per produrre energia. Prevediamo inoltre di sfruttare l'eolico e il fotovoltaico in tutti in tutti i nostri edifici, compreso il parcheggio sopraelevato che stiamo progettando. In futuro pensiamo di poter fornire energia necessaria alle navi, ma anche alle auto».
 I fondali. Da sempre la scarsa profondità dei fondali è il limite maggiore del porto. «Nei prossimi tre anni - afferma Guerrieri - effettueremo un dragaggio di 900 metri cubi nei fondali che interessano la Variante 2 e il molo sottoflutto. Negli anni successivi sarà necessario dragare altri 2,5 milioni di metri cubi. Il tombamento della darsena pescherecci potremo invece farlo solo quando sarà disponibile l'approdo che il Comune ha previsto nella zona della Chiusa. Nel frattempo realizzeremo anche uno stralcio del Mise (la messa in sicurezza delle acque con un sistema di palancole) nell'area portuale, a cominciare dalle vasche di colmata».
 Sicurezza. Nei progetti di Guerrieri c'è anche il completamento del sistema di sicurezza. Saranno potenziati i controlli sugli accessi all'area portuale, con la realizzazione anche di caselli sulle strade principali. Inoltre un sistema di telecamere terrà sotto controllo banchine e piazzali 24 ore su 24. «Stiamo firmando anche un protocollo con la Regione - dice Guerrieri - per promuovere la cultura della sicurezza e, in questo contesto, istituiremo anche una Rls portuale».
 Imprese. Sei imprese sono attualmente autorizzate ad operare sul porto. «Abbiano approvato all'unanimità nel comitato portuale un regolamento che favorisce le sinergie tra le imprese - spiega Guerrieri - e ricordando situazioni precedenti non mi sembra un fatto da sottovalutare. Credo che finalmente anche nelle imprese sia passato il concetto che la concorrenza è tra porti. Resta la necessità di far convergere gli sforzi su progetti concreti che riguardino l'intera filiera logistica. In questo saremo certo aiutati dalla disponibilità di aree retroportuali che il Comune si sta impegnano ad acquisire da Fintecna».

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