Finanza
elba
Il grande bluff della terza compagnia
Baldo Puccini
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PORTOFERRAIO. Il primo collegamento era previsto per il ponte di fine maggio. Quasi una data storica. Un terzo incomodo per spezzare un duopolio, per aumentare la qualità dell'offerta e, soprattutto, per abbattere i prezzi. Una nuova compagnia di navigazione che doveva affiancarsi, a quelle ormai radicate, sulla tratta Piombino-Elba come dire quella pubblica Toremar e quella privata Moby Lines del gruppo che fa capo a Vincenzo Onorato. Una nuova compagnia battente bandiera dell'Archipelagus Lines. Un progetto che rimane tale. Almeno per questa stagione estiva. Non ci saranno navi veloci, tipo catamarano, quelle ipotizzate come vettori di collegamento dal porto di Livorno con quello di Portoferraio.
Nessuna richiesta per quanto riguarda i possibili accosti è stata presentata all'Autorità portuale di Piombino, meno che mai biglietterie aperte nei vari punti di attracco dei porti provinciali. Un bluff? Impedimenti burocratici? Una pausa di riflessione in attesa che si chiuda la pratica Tirrenia? Di certo una possibilità in meno che viene a mancare per quanto riguarda il trasporto marittimo nei collegamenti con l'Elba e non solo dal momento che nei progetti c'era anche un servizio fra Porto Santo Stefano e Rio Marina. Un piano per creare una nuova compagnia di navigazione di traghetti "low-cost" sostenuto dall'associazione albergatori per contrastare la crisi del turismo, almeno in parte, imputata al caro traghetti. Tutto nel cassetto e tutto rinviato per un progetto curato da Giovanni Sardi (metà genovese e metà elbano, di Marciana Marina), esperto di navigazione (è dipendente del colosso dei trasporti Hapag-Lloyd, che tra l'altro effettua anche collegamenti aerei tra Pisa e la Germania) incaricato lo scorso anno dall'associazione albergatori di sviluppare la parte iniziale piano che era poi stato presentato nella prima settimana di aprile a Portoferraio. Forse è mancata "la concordia", quella simbolo, quella dell'immagine operativa dell'Archipelagus Lines che aveva già affidato a un un motto, a suo tempo scelto dalle legioni romane, "Victoria concordia crescit", ovvero concordia per raggiungere la vittoria. Per ora la bandiera non svetolerà sui pennoni delle due navi veloci quelle ipotizzate per il servizio meno che mai collegamenti quelli che puntavano a raccogliere nel primo triennio qualcosa fra i 500 e i 700mila passeggeri e circa 12mila trasporti commerciali. Un sogno che rimane nel cassetto o meglio che non approda alle banchine dei porti.
Nessuna richiesta per quanto riguarda i possibili accosti è stata presentata all'Autorità portuale di Piombino, meno che mai biglietterie aperte nei vari punti di attracco dei porti provinciali. Un bluff? Impedimenti burocratici? Una pausa di riflessione in attesa che si chiuda la pratica Tirrenia? Di certo una possibilità in meno che viene a mancare per quanto riguarda il trasporto marittimo nei collegamenti con l'Elba e non solo dal momento che nei progetti c'era anche un servizio fra Porto Santo Stefano e Rio Marina. Un piano per creare una nuova compagnia di navigazione di traghetti "low-cost" sostenuto dall'associazione albergatori per contrastare la crisi del turismo, almeno in parte, imputata al caro traghetti. Tutto nel cassetto e tutto rinviato per un progetto curato da Giovanni Sardi (metà genovese e metà elbano, di Marciana Marina), esperto di navigazione (è dipendente del colosso dei trasporti Hapag-Lloyd, che tra l'altro effettua anche collegamenti aerei tra Pisa e la Germania) incaricato lo scorso anno dall'associazione albergatori di sviluppare la parte iniziale piano che era poi stato presentato nella prima settimana di aprile a Portoferraio. Forse è mancata "la concordia", quella simbolo, quella dell'immagine operativa dell'Archipelagus Lines che aveva già affidato a un un motto, a suo tempo scelto dalle legioni romane, "Victoria concordia crescit", ovvero concordia per raggiungere la vittoria. Per ora la bandiera non svetolerà sui pennoni delle due navi veloci quelle ipotizzate per il servizio meno che mai collegamenti quelli che puntavano a raccogliere nel primo triennio qualcosa fra i 500 e i 700mila passeggeri e circa 12mila trasporti commerciali. Un sogno che rimane nel cassetto o meglio che non approda alle banchine dei porti.
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