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Pianosa, una bellezza irraggiungibile
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PIANOSA. Metti una gita a Pianosa. Trenta persone, un week end all'Elba con tanto sole e tanta voglia di natura. Da che parte cominciare? Non basta staccare un biglietto in qualche agenzia. L'iter è semplice se sai a chi rivolgerti. Perchè per scoprire l'ex isola del Diavolo l'anima - almeno un po' - te la devi dannare tra permessi da chiedere e norme da rispettare. E così succede che, annualmente, i visitatori a Pianosa sono anche meno del numero massimo previsto dal Parco dell'Arcipelago, ciuoè 250 al giorno. Il limite si raggiunge solo ad agosto. E la ragione è legata anche alla burocrazia. Tanta per raggiungere l'isola.
Il primo problema è individuare le persone alle quali rivolgersi. Sull'isola sono praticamente solo due le agenzie che si prendono l'onere di organizzare con regolarità gite sull'isola. E siccome le visite devono essere autorizzate si occupano anche di richiedere per tempo i permessi al Parco. La seconda delle difficoltà è il mezzo di trasporto. Per le imbarcazioni private l'isola è off limits. L'unica possibilità è avvalersi dei mezzi di trasporto pubblici che sono a loro volta privati ma hanno specifiche autorizzazioni per accompagnare i turisti. Problema: le barche non prendono gruppi inferiori alle 50 persone quindi la nostra comitiva dovrà aggregarsi a qualcun'altro, se lo trova. In realtà un servizio di linea per Pianosa sulla carta esiste già: è stata fatta una gara per l'affidamento del servizio. Ma non è mai partito perché il Comune di Campo nell'Elba ha dei dubbi sulla legittimità dell'affidamento. Aggirato il problema trasporti c'è quello delle guide: ne serve una ogni 25 persone, esperta e riconosciuta dal Parco. Ma di questo si fa carico fortunatamente l'agenzia.
E quando si è sull'isola? Va affrontato il problema zecche, aggirabile con qualche precauzione sanitaria. Se poi il nostro gruppetto da 30 persone si aspetta di girare l'intera isola sbaglia: alcune strade del paesino sono vietate per colpa di tetti e cornicioni pericolanti, sui quali nessuno interviene da anni. Almeno un desiderio dei nostri turisti però vorremmo esaudirlo: una notte a Pianosa. Che fare? Aspettare: i permessi, in questo caso, li rilascia il carcere di Porto Azzurro ed in genere solo per motivi di studio o ricerca. In ogni caso prenotare oggi significa rinviare la vacanza a settembre.
Il primo problema è individuare le persone alle quali rivolgersi. Sull'isola sono praticamente solo due le agenzie che si prendono l'onere di organizzare con regolarità gite sull'isola. E siccome le visite devono essere autorizzate si occupano anche di richiedere per tempo i permessi al Parco. La seconda delle difficoltà è il mezzo di trasporto. Per le imbarcazioni private l'isola è off limits. L'unica possibilità è avvalersi dei mezzi di trasporto pubblici che sono a loro volta privati ma hanno specifiche autorizzazioni per accompagnare i turisti. Problema: le barche non prendono gruppi inferiori alle 50 persone quindi la nostra comitiva dovrà aggregarsi a qualcun'altro, se lo trova. In realtà un servizio di linea per Pianosa sulla carta esiste già: è stata fatta una gara per l'affidamento del servizio. Ma non è mai partito perché il Comune di Campo nell'Elba ha dei dubbi sulla legittimità dell'affidamento. Aggirato il problema trasporti c'è quello delle guide: ne serve una ogni 25 persone, esperta e riconosciuta dal Parco. Ma di questo si fa carico fortunatamente l'agenzia.
E quando si è sull'isola? Va affrontato il problema zecche, aggirabile con qualche precauzione sanitaria. Se poi il nostro gruppetto da 30 persone si aspetta di girare l'intera isola sbaglia: alcune strade del paesino sono vietate per colpa di tetti e cornicioni pericolanti, sui quali nessuno interviene da anni. Almeno un desiderio dei nostri turisti però vorremmo esaudirlo: una notte a Pianosa. Che fare? Aspettare: i permessi, in questo caso, li rilascia il carcere di Porto Azzurro ed in genere solo per motivi di studio o ricerca. In ogni caso prenotare oggi significa rinviare la vacanza a settembre.
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