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Calcinacci, sacchi neri e moto in zona Parco

Stefano Bramanti
Calcinacci, sacchi neri e moto in zona Parco

La denuncia dell'ex comandante della Forestale, Renato Giombini

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MARCIANA. Una discarica in piena area Parco, poco lontano dall’abitato Marciana sul monte Capanne. Calcinacci e sacchi della spazzatura in mezzo al verde. Quel verde che ti aspetti incontaminato e che, invece, scopri sempre più spesso meta privilegiata di vandali o scaricatori abusivi che agiscono indisturbati e - cosa ancora peggiore - nella quasi certezza dell’impunità viste le oggettive difficoltà legate ad un controllo capillare del territorio. L’ennesimo caso di discarica in mezzo alle aree protette dell’isola si trova nella zona di Crino di Serra e in località Le Piane, lungo il sentiero numero 3 del Parco dell’Arcipelago. Non molto lontano dalla Tomba del Pastore dove, solo qualche giorno fa, Legambiente ha scoperto altre discariche abusive oltre che i resti del vecchio rifugio completamento andato distrutto forse a causa del maltempo. Questa volta a scovare i rifiuti, insieme ad una grossa perdita d’acqua lungo il sentiero e, addirittura, a un motociclista “clandestino” che viaggiava indisturbato all’interno dell’area Parco, è stato Renato Giombini, ex comandante della Forestale da sei mesi in pensione ma, nonostante il riposo, assiduo frequentatore delle aree verdi sul territorio.

Giombini sabato scorso ha accompagnato uno studioso, Donato Creti, aromatiere di livello internazionale, a scoprire il patrimonio naturale di Marciana e si è ritrovato di fonte ad un poker di situazioni a rischio. «Nel tornare dall’escursione - racconta - ho trovato la brutta sorpresa di un grosso sacco di immondizia abbandonato dietro un cespuglio di cisto. Qualche irresponsabile che avrà campeggiato nel bosco per poi regalare alla natura i rifiuti». Giombini ha quindi provveduto a rendere ben visibile il pesante sacco nero e a contattare il Comune. Ma il peggio per gli escursionisti è arrivato poco dopo. Ancora pochi metri ed il gruppo si è visto arrivare incontro una moto che saliva verso la boscaglia e che solo dopo la ramanzina dell’ex comandante ha deciso di fare marcia indietro. La terza sorpresa è poi venuta dalla scoperta di una discarica abusiva: un’ampia area dove - probabilmente con l’ausilio di qualche camion - sono state abbandonati calcinacci e resti di qualche lavoro edilizio. Una giornataccia nonostante il bel tempo e i motivi di studio.

La ciliegina sulla torta è infine venuta dal vedere un torrente di acqua uscire da un lato del sentiero vicino ad un deposito Asa, poco distante dall’abitato marcianese. La chiara testimonianza che tra le cause delle carenze idriche sul territorio elbano ci sono, purtroppo, anche le consistenti perdite dalle tubature. Giombini ha provveduto a contattare le autorità competenti perché provvedessero a portare via i rifiuti e riparare la perdita d’acqua.

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